La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 22 settembre 2015

Disuguaglianze e salute. Come studiarle

di Francesco Marchianò
Quando si pensa alla disuguaglianza, il primo collegamento immediato che si fa è quello con le risorse economiche: chi ne ha di più, ha più possibilità e può godere di una maggior qualità della vita. Questo è vero, ma fino a un certo punto perché, per comprendere con maggiore profondità come nascono le diseguaglianze e, ancor più, come si sviluppano, non basta considerare il capitale economico. Occorre allargare lo sguardo ad altre due forme di capitale: quello culturale, dato dall’accumulo di esperienze e risorse cognitive di cui l’individuo dispone o può disporre, e quello sociale, ossia l’insieme di relazioni nelle quali è intrecciato il vissuto di una persona.
Giulia Mascagni, giovane ricercatrice dell’Università di Firenze e membro del Laboratorio di ricerca sulle trasformazioni sociali Cambio, in un recente volume (Percorsi di vita e di salute, Carocci, pp. 152, Euro 16,00) assume questa prospettiva processuale sulle disuguaglianza sociali per verificarne le ricadute sulla salute scegliendo come caso di studio quello della terza età nel comune di Firenze.
Con l’ausilio di un bagaglio teorico importante, che si ispira soprattutto a Norbert Elias, ma anche a Pierre Bourdieu, l’autrice adotta un prospettiva squisitamente qualitativa, conscia del fatto che per cogliere l’intreccio dei tre capitali che intervengono nella disuguaglianza non ci si possa fermare al solo dato statistico ed economico, ma occorre uno scavo più profondo che può essere effettuato tramite l’intervista mirata alla raccolta delle storie di vita.
Compiute queste operazioni teoriche e di metodo, Mascagni scende nel campo e si dedica alla raccolta di questi dati scegliendo due aree di due quartieri di Firenze. La prima area è quella tra Sorgane e Cinque vie, una zona caratterizzata dall’edilizia popolare che ha dato alloggio a molti fiorentini dopo l’alluvione e che negli ultimi tempi ha visto migliorare la sua urbanistica contribuendo a mantenere un’identità forte tra i residenti. L’altra è un’area all’interno del quartiere Campo di Marte (Libertà-Savonarola-Donatello) in passato zona più benestante ma che nel tempo ha visto impoverirsi i suoi legami sociali e identitari trasformandosi in una sorta di dormitorio di lusso.
Le storie raccolte dalla studiosa rendono bene l’idea di come molteplici fattori intervengono nell’influenzare i percorsi di salute delle persone. Non tanto, o non solo, il quartiere di residenza; Mascagni, infatti, spiega che l’influenza del diverso profilo socio-economico del quartiere sulla salute non era un punto di arrivo quanto di partenza. Quel che viene fuori, invece, è l’intreccio di altri fattori, sociali e culturali, che intervengono nel modificare i percorsi d salute e a incidere sulle disuguaglianze come il genere, le risorse culturali, le relazioni sociali.
Il volume di Mascagni offre, prima ancora dei dati, un approccio illuminante per addentrarsi nello studio di questi fenomeni. Non ci dice tanto cosa vede, ma prova a insegnarci come si può vedere meglio senza avere la fretta di facili determinismi. Per questo si tratta di uno sforzo che merita elogi.

Fonte: Esseblog 

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