di Marta Fana
I dati dell’indagine Istat sulle Forze di Lavoro del terzo trimestre 2015 confermano una dinamica lenta e incerta dell’occupazione italiana. Si conferma in aumento l’incidenza del lavoro a termine sul totale dell’occupazione. L’occupazione giovanile rimane indietro rispetto a quella degli over 50.
La differenza nella capacità dell’economia italiana di generare nuova occupazione, tra i primi tre trimestri del 2015 rispetto a quelli del 2014, è esigua. In totale tra gennaio e settembre 2015 sono stati creati 38 mila posti di lavoro in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La distribuzione per tipologia contrattuale mostra che il guadagno maggiore, +32 mila nuovi occupati, si riferisce alle posizioni a “tempo indeterminato”, per cui finora sono stati spesi circa 2 miliardi di euro (secondo quanto previsto dalla legge di stabilità) in un contesto macroeconomico molto più favorevole rispetto al 2014, in cui l’Italia si trovava tecnicamente in recessione.
Nel terzo trimestre e in generale in tutto il 2015, meno di un quinto dei lavoratoricon contratto a termine nei dodici mesi precedenti è riuscito ad ottenere un contratto a tempo indeterminato. Mentre coloro che dopo dodici mesi hanno ancora un contratto a termine sono circa il 60%. Anche guardando i flussi, non si nota dunque nessun miglioramento in termini di reale stabilizzazione dei lavoratori, seppure formale.
Fonte: pagina99
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