La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

mercoledì 23 settembre 2015

Droghe, l’Onu sceglie la depenalizzazione

di Marco Perduca
In aper­tura della Tren­te­sima ses­sione del Con­si­glio dei Diritti umani delle Nazioni unite di Gine­vra, l’Alto Com­mis­sa­rio Onu per i diritti umani, il prin­cipe gior­dano Zeid Ra’ad Zeid Al-Hussein, ha reso note una serie di rac­co­man­da­zioni per garan­tire il rispetto dei diritti umani vio­lati dal sistema inter­na­zio­nale del con­trollo delle droghe.
Il docu­mento è il frutto di una con­sul­ta­zione plu­rien­nale coor­di­nata con altre agen­zie del sistema delle Nazioni Unite e una tren­tina di Stati mem­bri e verrà discusso il 28 settembre.
Non è la prima volta che il sistema degli orga­ni­smi delle Nazioni Unite si inte­ressa lai­ca­mente di stu­pe­fa­centi, ma mai come que­sta volta le rac­co­man­da­zioni dell’Alto Com­mis­sa­rio erano state così pun­tuali e spe­ci­fi­che e in radi­cale discon­ti­nuità con quanto pro­mosso per anni dall’Ufficio di Vienna, quello com­pe­tente sulle dro­ghe e il cri­mine (Unodc).
I motivi di que­sto cam­bia­mento di orien­ta­mento sono legati sia al cre­scente mal­con­tento di alcuni paesi dell’America Latina, quelli che mag­gior­mente subi­scono gli effetti deva­stanti del proi­bi­zio­ni­smo, sia all’arrivo a Gine­vra di Al-Hussein, un diplo­ma­tico da sem­pre attento alla pro­mo­zione e pro­te­zione dei diritti umani.
Il primo dato di rot­tura e pro­gresso del docu­mento riguarda la ter­mi­no­lo­gia: si rico­no­sce infatti che le dro­ghe pos­sano esser «usate» e non, sem­pre solo e comun­que, «abusate».
Le sedici pagine rese note a metà set­tem­bre chie­dono a chiare let­tere: la totale depe­na­liz­za­zione dell’uso e del con­sumo per­so­nale delle sostanze, senza far distin­zione tra «leg­gere» e «pesanti»; misure alter­na­tive a qual­siasi tipo di restri­zione della libertà per­so­nale per i tos­si­co­mani con pro­blemi penali; la proi­bi­zione dell’astinenza for­zata per estor­cere infor­ma­zioni o con­fes­sioni; la pro­mo­zione delle poli­ti­che di Ridu­zione del danno a par­tire dalle tera­pie sosti­tu­tive (senza auspi­care dosaggi a sca­lare); una piena infor­ma­zione per i minori sull’uso delle sostanze; poli­ti­che che non discri­mi­nino gruppi etnici o le donne che usano stu­pe­fa­centi come «micro-distributori»; l’uso tra­di­zio­nale o sacro di alcune sostanze ille­gali; un ampio accesso alle medi­cine essen­ziali a base di oppio, spe­cie per i paesi in via di svi­luppo; e, infine, un chiaro no alla pena di morte per reati con­nessi all’uso e al traf­fico delle sostanze proibite.
Il docu­mento dell’Alto Com­mis­sa­rio si inse­ri­sce nel qua­dro delle atti­vità che le Nazioni Unite stanno por­tando avanti da una ven­tina d’anni in mate­ria di con­trollo degli stu­pe­fa­centi e che nell’aprile del 2016 por­te­ranno alla con­vo­ca­zione di una Ses­sione Spe­ciale dell’Assemblea gene­rale dell’Onu (Ungass 2016) inte­ra­mente dedi­cata alle droghe.
Da oltre un anno, l’Italia ha una nuova dire­zione tec­nica del Dipar­ti­mento sulle dipen­denze, ma non ha nomi­nato un sot­to­se­gre­ta­rio con delega alle dro­ghe. Inol­tre il Governo non ha ancora chia­rito quando e come intende con­vo­care la sesta con­fe­renza nazio­nale sulle dro­ghe, né si è distinto, all’interno del sistema delle Nazioni Unite, per una chiara volontà rifor­ma­trice o per cer­care di com­porre un fronte trans-regionale per cogliere l’occasione della Ungass 2016 e lan­ciare un pro­cesso di revi­sione delle tre Con­ven­zioni Onu in mate­ria di stu­pe­fa­centi che rap­pre­senta il pro­blema dei problemi.
Le rac­co­man­da­zioni del prin­cipe Zeid ver­ranno discusse pub­bli­ca­mente a Gine­vra in tre ore di dibat­tito; prima il Governo ita­liano si pone il pro­blema di come rea­gire, meglio riu­scirà ad affron­tare un tema di rile­vanza mon­diale che, come si vede, ha gravi riper­cus­sioni nega­tive sui diritti umani.

Fonte: il manifesto 

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