di Fabio Sebastiani
La ripresa economica di Eurolandia si sta rafforzando. Ma il potenziale di crescita, stimato nell'1%, è troppo basso per far scendere l'elevato tasso di disoccupazione: "senza un'accelerazione significativa della crescita ci vorranno quasi 10 anni in Spagna e quasi 20 anni in Portogallo e Italia per ridurre il tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi".
Al di là dei trionfalismi pret a porter di Renzi, il Fondo monetario internazionale sembra avere le idee molto chiare su cosa ci aspetta nei prossimi anni.
Il check up dello stato di salute dell'area euro e dell'Italia (Fmi) è abbastanza impietoso. E nello stesso giorno in cui il ministero del Lavoro diffonde i dati di metà anno relativi alle attivazioni e cessazioni di contratti di lavoro da cui si svela la balla renziana sugli aumenti dei contratti a tempo indeterminato, dice chiaramente che il tasso di occupazione può tornare ad alzarsi solo in presenza di una crescita poderosa. Crescita che l'Italia difficilmente potrà avere.



