La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

venerdì 12 agosto 2016

Il No fonda le sue radici sul basso. Intervista a Fausto Bertinotti

Intervista a Fausto Bertinotti di Andrea Carugati
"Renzi mi cita per attaccare la minoranza Pd? Non mi monto di certo la testa, per me i cognomi che meritano di entrare nel lessico politico sono altri: Ingrao, Amendola, Lombardi... e poi la ricostruzione di quell'esperienza del centrosinistra degli anni Novanta, nonostante arrivi dal premier, mi pare fuori contesto. Spaesata". Fausto Bertinotti, storico leader di Rifondazione, scansa il paragone fatto da Renzi alla festa dell'Unità di Bosco Albergati nel Modenese: "Quel mondo è finito, noi siamo l'ultima storia del Novecento. Oggi quelle costruzioni ideologiche sono state spazzate via, è rimasto solo il mercato...".

Come ricostruire un campo progressista in Europa?

di Bill Mitchell 
In un interessante articolo uscito il 4 agosto, (Is The Nation-State And Its Welfare State Dead? A Critique Of Varoufakis) l'esperto di scienza politica (ed economista) spagnolo Vicente Navarro ha contestato l'affermazione del già ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis che lo stato nazione è morto e perciò, al fine di ripristinare la democrazia e costituire un bastione contro il capitalismo globale, servono movimenti pan-internazionali. Apprezzo molto le argomentazioni di Navarro, dato che il tema è strettamente legato al libro che sto scrivendo insieme al giornalista italiano Thomas Fazi sulle ragioni per le quali la sinistra ha abbandonato il campo progressista e ha adottato, in economia, posizioni neoliberali le quali la portano a un continuo declino.

Un No moderato, ma pesante. Intervista a Giovanni Maria Flick

Intervista a Giovanni Maria Flick di Fabio Cucculelli 
La riforma della Costituzione è stata criticata nel metodo e nel merito. Partiamo dal metodo. Cosa non è andato a suo avviso?
"Partiamo dal metodo. Cinque profili negativi di esso hanno lasciato il segno e, a mio avviso, incideranno sull’esito della riforma e sulla sua funzionalità. Un primo profilo è rappresento dalla fretta di arrivare presto ad un risultato a qualsiasi costo.

Joseph Stiglitz: il problema dell’Europa è l’euro

di Joseph Stiglitz 
L’Europa, la patria dell’illuminismo, il luogo di nascita della scienza moderna, è in crisi. La regione che ha ospitato la rivoluzione industriale, che negli ultimi due secoli ha portato a miglioramenti senza precedenti negli standard di vita della popolazione, sta vivendo un lungo periodo di quasi stagnazione. Nel 2015, il PIL pro capite (al netto dell’inflazione) della zona euro era poco più elevato di quanto non fosse nel 2007. Alcuni paesi sono in depressione da anni.

I ricchi in guerra contro il No e la Costituzione

di Gianluca Graciolini
I tamburi della guerra di classe dei ricchi contro tutti gli altri risuonano ridicoli e prepotenti pressoché quotidianamente, contro il No al referendum in difesa della Costituzione. Ieri è stato il turno del Financial Times che mette in guardia dagli effetti dell'onda lunga del No e della sua probabile vittoria, per un'ulteriore disintegrazione dell'Unione Europea, come se si trattasse di un referendum Italexit. 

Se fosse per Renzi…

del comitato per il No al referendum costituzionale
«Spero si voti il 2 ottobre»; «Fosse per me lo farei subito» diceva Renzi quando ancora la vittoria del sì gli sembrava cosa fatta. Ora che effettivamente “è per lui”, avendo la Cassazione dato il via libera ufficiale, ma la vittoria del sì non è più così scontata, invece il presidente del consiglio preferisce prendere tempo: se ne riparla (forse) a settembre con tanti saluti al 2 ottobre. Nel frattempo dà i numeri e promette 500 milioni a destra e a manca; milioni che hanno tanto l’aria di essere nient’altro che pubblicità ingannevole, visto che persino la Ragioneria dello Stato ha quantificato i risparmi derivanti dalla “deforma” in circa 50 milioni.

Crisi ambientali e migrazioni forzate

di Guglielmo Ragozzino
Nel vecchio secolo la Fiat era considerata il peggio del peggio. Cattiva, ignorante, prepotente, paurosa. Tutti volevano trasformarla, molti abbatterla. Non che non sia cambiata abbastanza da allora, sotto l’urto dei tempi; ma negli anni è rimasta sempre la peggiore di tutte. I quotidiani della nuova sinistra che erano allora tre, si prodigavano offrendo soluzioni, talvolta impraticabili, spesso molto generose. Ho in mente un’immagine che mostrava una gigantesca Fiat, una imprendibile fortezza di cemento e mattoni che però aveva sopra al tetto un certo numero di minuscoli operai dotati di picconi che dall’alto e di lato, cercando di distruggerla cominciavano a farla a piccoli pezzi.

Dal Forum Sociale Mondiale: il passaggio di testimone

di Mario Agostinelli 
Strana città Montreal. Un po’ New York con però tutti i grattacieli cuspidati, un po’ England con le pietre e mattonelle rosse che si infilano tra le chiese di arenaria, un po’ Alsazia per il neo gotico grigio delle numerosissime cattedrali, un po’ Buenos Aires per i tanti murales che trovi in ogni spazio pubblico, un po’ Oslo per il retroterra verde collinoso tutto boschi e un po’ Genova per il porto e le locande sul mare e tra i pontili. Qui il Forum Sociale Mondiale sta giocando una sfida generazionale e geografica importante. Rimane tuttora la riunione più ampia di società civile che cerchi soluzioni di giustizia all’emergenza e all’incertezza di un futuro migliore per la nostra specie.

Precari della scuola: c’è Europa e Europa

di Paolo Languasco
Sempre più spesso quando un governo del vecchio continente vuole tagliare i diritti, abbassare i salari o alzare l’età pensionabile dice che “ce lo chiede l’Europa”, ed agisce in fretta ed efficacemente. Gli stessi Governi non sono ugualmente solerti quando l’Europa chiede qualcosa di buono per i lavoratori, al contrario. Se si tratta di vantaggi per le banche, o di riduzione dello stato sociale e dei diritti, gli Stati dell’UE corrono a fare finanziarie apposite, a nominare e far cadere governi senza passare da elezioni, a cambiare la Costituzione (art.81 nel caso Italiano), a minare le fondamenta stesse del sistema di diritto del lavoro.

I riverginati del Pd

di Anna Lombroso 
Qualcuno sembra dolersi, qualcuno invece compiacersi della non sorprendente rivelazione: i 5stelle non sono un popolo politico “eletto”, alla prova dei fatti mostrano esitazioni e debolezze umane, a dimostrazione evidente che non c’è una via assolutamente e totalmente virtuosa al potere, che richiede invece compromessi e accomodamenti. E c’è chi da questo ha tratto energia per rinnovarsi e cambiare look: non c’è da rimpiangere la loro vocazione anti-sistema, se autorevoli esponenti del Pd, assurti a inspiegabili fortune per via matrimoniale o per accertata lealtà all’ideologia e alla pratica renziana, si appropriano di modi e parole d’ordine nel lodevole intento di avvicinarsi a quella gente che li ha penalizzati e traditi.

Il secondo tempo di Bernie Sanders

di Stefano Ratto 
Le elezioni presidenziali degli Stati Uniti distano pochi mesi, e la convention democratica conclusa da poco ha assegnato la nomination a Hillary Clinton, anche con il sostegno di Bernie Sanders – non si sa quanto convinto, e certo mal digerito da una parte dei suoi sostenitori. Nel tentativo di dare continuità alla campagna per le primarie di Sanders, all’interno dello staff che lo ha seguito è stato avviato un nuovo progetto, estremamente ambizioso: il progetto chiamato “Brand New Congress“. Fra i nomi più conosciuti c’è quello di Zack Exley (questo è il suo video di inizio giugno a Personal Democracy Forum a New York).

L’Italia è il paese della “gioventù bruciata”, il peggiore d’Europa

di Stefano Porcari 
Un primato che mette i brividi. L’Italia si colloca al primo posto in Europa per il numero di Neet cioè i giovani che non lavorano, non studiano, non fanno formazione. La percentuale è la più alta, pari al 31,1% dei giovani tra i 20 e i 24 anni. Al secondo posto c’è la Grecia, dove la proporzione di Neet tra i 20 e i 24 anni è del 26,1%, dalla Croazia (24,2%), dalla Romania (24,1%), dalla Bulgaria (24%), dalla Spagna e da Cipro (22,2% in entrambi i paesi).

Nuovi trucchi elettorali

di Felice Besostri
Una volta era la Toscana che tracciava la strada, con le sue leggi elettorali regionali, alle leggi elettorali per il parlamento italiano: il Toscanellum 1 ha preceduto il Porcellum e il Toscanellum 2 l’Italicum. Ora ci prova con la nuova legge per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale la Sicilia, che, come Regione autonoma, è scampata alla furia revisionista del disegno di legge costituzionale Boschi-Renzi, salvando i suoi sperperi e mantenendo alti i costi della politica. La rottura con il modello nazionale comunale è completa e anche con l’Italicum.

Cercasi sì smarrito, mancia competente

di Il Simplicissimus
Come tutti i prepotenti un po’ ottusi e codardi che se si trovano in difficoltà danno la colpa qualcun altro, anche Renzi non riesce a sfuggire alla sua natura così avara di virtù e prodiga di vizi: così nonostante abbia dato l’assalto a mano armata alla Rai in vista del referendum costituzionale, sente che attorno l’aria non è delle migliori e che forse l’Italia non è precisamente il Paese dove il sì suona. Così nella sua mente rozza ed elementare.

Senza padrone

di Maria Galindo
A pochi isolati da Enatex, oggi trasformato in Senatex, un ente che nessuno cosa sia ma che certo di diventerà un altro cadavere dell’industria tessile nazionale, funziona la Punto Blanco. Si tratta di una fabbrica dichiarata fallita dal suo amministratore e proprietario, Raúl Valda. Come Ametex, Punto Blanco non pagava più né stipendi né AFP (fondo pensione, ndr) e Valda la stava de-capitalizzando per poi abbandonarla e lasciarla andare in rovina. I milioni se li sarebbe portati fuori dal paese.

Leggere Fidel è leggere il futuro

di Marinella Correggia
Buon compleanno al Presidente di tutti. A Fidel Castro che da tanti decenni è un uomo politico generoso e solidale con il mondo. In omaggio ai suoi 90 anni ecco una piccola antologia dai suoi discorsi e scritti, su temi di rilevanza mondiale. Leggere (o ascoltare) Fidel è leggere il futuro. Perché spesso le sue proposte hanno precorso i tempi e le sue previsioni si sono avverate. Un reportage di Telesur conclude con queste parole: «Fidel cumple años pero también cumple sueños».

La deflazione non va in ferie e le vacanze sono più care

di Roberto Ciccarelli 
La deflazione rallenta a luglio e i prezzi al consumo calano dello 0,1%. Per l’Istat l’indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,2% su base mensile e una diminuzione dello 0,1% su base annua (era -0,4% a giugno). Dati che confermano le stime preliminari. A luglio altre due grandi città si sono aggiunte all’elenco della deflazione: oggi sono 16. L’Istat sta registrando segnali di attenuazione delle dinamiche deflazionistiche registrate nella prima parte dell’anno.

World Social Forum: diario da Montreal

di Efrem Tresoldi
Mercoledì 10 agosto 2016
Con la giornata di oggi è iniziato il lavoro vero e proprio del dodicesimo Wsf con lo svolgimento dei primi workshop tra gli oltre 1.300 previsti dal programma. Due le sessioni giornaliere, una alla mattina e una pomeridiana, durante le quali si affrontano argomenti riguardanti 13 grandi tematiche:

Chi sono in Libia gli alleati e i nemici?

di Alberto Negri 
Le notizie dal mondo arabo-musulmano, e non solo da quello, sono preoccupanti: il pessimismo appare il criterio più affidabile per anticiparne gli sviluppi politici. La Libia non sfugge alla regola anche se la sconfitta dell’Isis a Sirte e la prossima riapertura dell’ambasciata italiana a Tripoli sembrano far propendere all’ottimismo. Senza farsi troppe illusioni: la Libia resterà per anni un Paese ad alta instabilità. In realtà spesso giudichiamo con criteri occidentali o ci affidiamo a chi dice le cose che vogliamo sentire.

Banche. Che cosa si poteva fare?

di Vincenzo Comito
Che cosa si poteva fare? Sul piano tecnico ci sarebbero state almeno cinque possibili vie d’uscita dalla situazione attuale, anche se tutte presentavano molti possibili inconvenienti: 1) attivare i meccanismi del bail in secondo le regole dell’Unione, 2) accedere all’European Stability Mechanism (ESM), 3) potenziare con nuove risorse il fondo Atlante, 4) arrivare ad un intervento del governo che avrebbe portato ad immettere nel sistema fondi pubblici, o a fornire garanzie pubbliche a fondi privati, 5) infine, pensare all’ intervento di qualche banca in buono stato di salute che avrebbe avuto voglia di acquisire gli istituti in difficoltà. Alcune di queste misure potevano poi essere attivate in qualche modo contemporaneamente.

Femminicidio, altro che emergenza

di Giovanni De Plato 
I numeri delle donne uccise nel 2016 dai loro mariti, fidanzati, amici, conoscenti o altri sono davvero drammatici. Nei primi otto mesi si contano circa 80 vittime. E nella prima settimana di agosto, le donne trucidate sono state tre, Vania a Lucca, Rosaria a Caserta e Barbara a Bologna. Barbara era una donna che si riteneva libera, così libera da decidere di vendere il suo corpo. A solo 47 anni ha trovato un cliente aguzzino e spietato. Un uomo che ha comprato il suo corpo e ha ritenuto di poterne disporre a suo piacimento, come già aveva fatto altre volte, sfigurandolo e colpendolo mortalmente con 30 coltellate. Barbara non era una donna né di alta né di bassa quota, le prostitute non sono donne in quota, e come tali non sono tutelate come avrebbero diritto.

Che cos’è un partito politico?

di Enrico Guglielminetti
Il partito – oggi – tende all’informe. È proprio la mancanza di forma che lo caratterizza in questa fase storica di esistenza, la disponibilità ad assumere qualsiasi posizione. Se, per paradosso, l’essenza del “partito” fosse invece quella di dare forma all’informe corpo sociale (le famose «stecche del busto» gramsciane), allora si dovrebbe dedurne che il partito non esiste, che il partito non c’è. Non ci sono – attualmente – partiti. Se, d’altro canto, si domanda se esista ancora uno spazio per i partiti politici, questa domanda va forse riportata a quest’altra: esiste ancora uno spazio per l’idea, dunque per la filosofia nella politica?

Incontro con Ken Loach

di Barbara Sorrentino 
Ken Loach al Festival di Locarno in Piazza Grande, con il suo film Palma d’Oro I, Daniel Blake. Un’occasione per fare il punto su tutta la sua carriera cinematografica e professionale, grazie al documentario Versus: the life and films of Ken Loach di Louise Osmond (prodotto da Rebecca O’Brien), che ripercorre la sua passione artistica e sociale da quando era studente ad oggi, con momenti inediti di narrazione di sé. Ma ancheun’occasione per confrontarsi sulle grandi tematiche attuali: dalla politica europea al terrorismo.

Il mito del progetto europeo di pace

di John Plender
Ora che la Gran Bretagna si distacca dall’UE e il nazionalismo torna in voga in tutto il continente, il realismo ci chiede di affrontare un beneamato quanto esagerato mito su questa costruzione sovranazionale — vale a dire il mito secondo il quale il grandioso piano europeo avrebbe tenuto lontano i conflitti per decenni. È vero che la strategia iniziale dei padri fondatori dell’UE, che hanno cercato di stringere gli stati nazione in una rete sempre più fitta di relazioni economiche con l’obiettivo nascosto di garantire la pace, è riuscita a unire verso una maggiore cooperazione paesi precedentemente ostili.

E poi vi domandate perché la sinistra non c'è più...

di Giulio Cavalli 
Arcangelo Sannicandro, una vita nel fu Pci poi in Rifondazione comunista e poi in Sinistra Ecologia e Libertà che in realtà sarebbe Sinistra Italiana: uno di quelli che la sinistra (e i metalmeccanici) dovrebbe averla come stella polare. Ma tant’è: Sannicandro in Senato ha pensato bene di pronunciare fiero una frase così: «Non siamo lavoratori subordinati dell’ultima categoria dei metalmeccanici! Da uno a dieci noi chi siamo?» ha detto il senatore durante la discussione sul taglio degli stipendi agli onorevoli (Sannicandro ovviamente era contrario).

No al referendum: la ragione liberale e repubblicana

di Giorgio La Malfa
Caro Guido Melis, ho letto con molta attenzione il tuo scritto in risposta a Gustavo Zagrebelski che chiarisce bene le posizioni tue e dei fautori del sì al referendum. Tre mi sembra che siano i capisaldi del tuo ragionamento. 1. “le istituzioni in Italia, così come sono non funzionano. Sono una palla al piede per il Paese anziché una guida e una risorsa.” 2. il problema è “come rafforzare la decisione, adeguandola ai tempi veloci che viviamo, senza con ciò rinunciare al controllo dal basso.” 3. E’ sbagliato collegare riforma costituzionale e legge elettorale: “nessuna di queste asserzioni delle quali è punteggiata l’intervista [di Zagrebelski] ha attinenza diretta con la riforma. Tutte ne prescindono. Vertono semmai sulla riforma elettorale (che è altra cosa, approvata con legge ordinaria).”

Le politiche keynesiane sono possibili nell’Eurozona?

di PierGiorgio Gawronsky
Il deficit spending necessario per rilanciare l’Eurozona ha un ‘problema di lungo termine’. In sintesi: se il settore pubblico decide di compensare la caduta della domanda privata con domanda pubblica, fino a quando deve continuare a farlo? A un certo punto dovrà ridurre il deficit, sottraendo la domanda precedentemente immessa: non ci sarà una nuova recessione? Non si tornerà alla depressione di partenza (con un maggiore debito pubblico)? Rebus sic stantibus, l’aritmetica dice proprio questo. Come mai allora le politiche keynesiane funzionano ovunque?

La Rio che spara. L’altra faccia delle Olimpiadi

di Giorgia Furlan
Ogni anno in Brasile sono 30.000 i giovani uccisi. E solo nel 2012 gli assassini da parte delle forze dell’ordine sono stati 56.337, un dato che rivela come questa mattanza abbia ormai assunto le proporzioni di una vera e propria guerra. Una guerra che nel 77% dei casi amma giovani neri, nel 93% dei casi uomini. L’età media delle vittime si colloca fra i 15 e i 29 anni. Nonostante le denunce fatte dalle ong per esempio proprio nel 2014 quando il Brasile ha ospitato i mondiali di calcio, il massacro di giovani brasiliani di colore non si arresta.

Crescita zero. Viva la Renzinomics

La crescita italiana non si è limitata a rallentare, come gli ultimi dati Istat su produzione industriale e esportazioni facevano presagire, ma si è del tutto fermata. Nel secondo trimestre, stando alla stima preliminare diffusa venerdì mattina dall’istituto di statistica, il pil corretto per gli effetti del calendario è infatti rimasto al palo: +0%. Peggio di quanto temeva il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che il 27 luglio ha ammesso la frenata ma ha detto di attendersi un “+0,1/+0,2%”.

Cari giornalisti, sulla scuola dovreste studiare

di Danilo Corradi, insegnante di Roma 
Cari giornalisti, con un po’ del vostro populismo, usato spesso contro gli insegnanti, potrei dirvi che invece di dedicare 15 minuti al vostro “pezzo” sulla scuola tra un caffè e un altro, forse potreste impegnarvi un po’ di più e dedicare un’intera giornata di lavoro a comprendere cosa sta accadendo realmente nella scuola e in particolare nel meridione. Ma non scrivo per fare polemica, vorrei provare a raccontare quello che sui giornali italiani proprio non riesce a trovare spazio.

Meglio sauditi che russi?

di Corradino Mineo
Repubblica ha scoperto la doppia guerra (per procura) cui avevo dedicato il caffè del 10. La rappresentazione che ne offre è fondata, nella cronaca dei fatti, ma è, secondo il mio parere, assai discutibile. “Tra i fantasmi di Aleppo”. Fantasmi sono i civili sotto assedio delle truppe di Assad e sotto le bombe russe, i medici e i paramedici legati ai “ribelli” e per questo privi di diritti internazionali, dunque presi di mira. L’assedio – scrive Repubblica- è stato rotto in un punto “con la sola arma di cui disponeva la rivolta: i kamikaze”. Vero? Tutto vero. “Sirte liberata”, ecco l’altro titolo.

Quando la finanza dimentica i fondamentali dell'economia reale

di Vittorio Carlini
Fatturato, utile (o perdita) aziendale. Poi: il debito netto. Insomma, i cosiddetti fondamentali. Un tempo numeri imprescindibili per i mercati. Ora, invece, più sullo sfondo. Troppo spesso dimenticati. Certo: gli investitori che guardano al conto economico e allo stato patrimoniale non sono spariti. Il rapporto tra prezzo dell’azione e profitto societario, ad esempio, viene ancora sfruttato. E tuttavia la Borsa, il mondo dell’economia di carta, è sempre più scollegata dalle realtà aziendali. Una riprova? L’ha offerta la recente dinamica del settore bancario italiano.

Colin Ward e lo spazio conviviale

di Maurizio Giufrè
Colin Ward è stato non solo un protagonista di spicco del movimento anarchico britannico, ma anche uno studioso attento dell’architettura e della città. Responsabile negli anni Settanta del settore educazione del Town and Country Planning Association si dedicò subito dopo la guerra all’insegnamento e a progetti di edilizia sociale nello studio Shepheard & Epstein: il primo nel 1940 collaborò con Patrick Abercrombie al Greater London Plan. Nonostante già in parte conoscessimo il suo pensiero in merito all’abitare e allo spazio urbano attraverso i suoi saggi pubblicati da elèuthera, solo ora la casa editrice milanese con il titolo Architettura del dissenso (pp. 159, euro 14) ci offre alla lettura una raccolta ragionata dei suoi interventi.

Che fine ha fatto il sogno americano?

di Aldo Nove
Quanto è grande il cielo in America. Cielo e terra si promettono a vicenda. La magia e l’imprevedibilità dello zodiaco, della volta celeste, sembrano riflettersi nella vastità di una terra che si concede come una promessa. C’è tanta fatalità, in America. Tutto può accadere. E per chiudere, rievocando i personaggi di “Furore” di Steinbeck, c’è la speranza di un’inesauribile rinascita, quasi fosse un mondo in cui trovare tutto. Basta cercarlo.

Crollano grano e latte

Intervista a Lorenzo Bazzana di Roberto Ciccarelli 
Lorenzo Bazzana, responsabile economico della Coldiretti nazionale, il carrello della spesa è più caro, la deflazione ha effetti devastanti nelle campagne. Cosa succede?
"È l’effetto della globalizzazione dei mercati che portano spesso l’industria ad approvvigionarsi all’estero con prodotti che costano meno e di scarsa qualità per passarli per made in Italy. Abbiamo alcune situazione di non autosufficienza dal punto di vista della materia prima e oggettivamente non ne abbiamo abbastanza. In altre situazioni, invece, il raccolto è fatto per far crollare il prezzo delle borse merci."

Non siamo mica metalmeccanici...

di Matteo Pucciarelli
La frase suona doppiamente infelice se messa in bocca a un parlamentare di Sinistra Ecologia e Libertà, per una vita nel Pci e poi in Rc: "Non siamo lavoratori subordinati dell'ultima categoria dei metalmeccanici! Da uno a dieci noi chi siamo?". A pronunciarla in aula nei giorni scorsi è stato Arcangelo Sannicandro, avvocato e deputato pugliese, e non in pochi nel suo partito hanno subito rilevato l'inopportunità del paragone per chi, in teoria, è cresciuto a pane e classe operaia (o braccianti agricoli, come nel caso di Sannicandro).

Se Erdogan «nazionalizza» i rifugiati siriani

di Alberto Negri 
È meglio continuare a farsi ricattare da Erdogan o avere un piano alternativo? Questa è in sostanza la questione se salta l’accordo sui migranti tra Turchia e Unione Europea, un’eventualità non così remota con conseguenze dirette per la Grecia e per l’Italia, esposta ai flussi sulla rotta adriatica anche se in misura assai inferiore rispetto a quella nordafricana e libica. Sia il leader turco, reduce dall’incontro con Putin, che il suo ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu, sono stati chiari: «se entro ottobre» i cittadini turchi non saranno esentati dal visto per entrare nell’Unione, la Turchia non riconoscerà più la convenzione firmata il 18 marzo. 

Volontari, i campioni dei giochi

di Ivan Grozny Compasso
Volontari e rifiuti: nei Giochi dei grandi numeri rappresentano l’altra faccia della medaglia. Indispensabili, ma fuori dai riflettori. Preziosi, eppure considerati poco. A modo loro “campioni” in queste storiche Olimpiadi brasiliane. Sono sempre grandi i numeri, quando si parla di Rio 2106. Cifre in migliaia che si tratti di giornalisti, atleti, militari a servizio della sicurezza o impiegati e volontari. Questi ultimi meritano attenzione perché ogni giorno fanno sì che tutto funzioni al meglio. Sono, coloro che garantiscono un servizio essenziale, senza il quale la “macchina olimpica” non funzionerebbe mai.

I paesi Baltici tra fedeltà alla Nato e crisi economica

di Fabrizio Poggi 
Tra i lacchè di più sicura fedeltà ai “valori occidentali” e membri devoti dell’Alleanza atlantica nell’Europa dell’est, le ex repubbliche sovietiche dei paesi Baltici non sfigurano nel paragone con altri stati. I loro quotidiani allarmi sulla “minaccia russa” sono secondi soltanto alle “assicurazioni” dei golpisti di Kiev secondo cui decine e centinaia di migliaia di soldati russi sarebbero già da tempo stabilmente in territorio ucraino. Ma, in questi giorni, Mosca ha proposto la propria collaborazione alla Lettonia, per garantire la sicurezza nell’area del mar Baltico.

Morte ai pendolari. Firmato Fs e Ntv

di Contropiano 
La potenza più devastante della storia è quella del profitto. Devastante in senso letterale e niente affatto metaforico. Se ne potrebbero elencare decine di fattispecie, a cominciare ovviamente dal rapporto mortale tra capitale e natura. Ma anche restando dentro i più ristretti limiti dei “danni sociali”, si fa presto a trovare esempi convncenti. In questi giorni i due gestori pressoché unici del trasporto ferroviario in Italia – Ferrovie dello Stato e Ntv, ovvero Italo – stanno dando vita ad una ignobile gara a chi strozza meglio i pendolari.

L’Anomalia Napoli senza evocazioni

di Bruno Martirani
Sono passati ormai undici mesi – settembre 2015 – da quando tante/i attiviste/i di Napoli hanno deciso di incontrarsi per fare e divenire “massa critica”, ovvero per mettere in campo un processo in cui si individuassero nuovi luoghi e nuove forme della decisione e sfidare coloro che si erano proposti al governo della città nell’elezione amministrativa di giugno 2016. “Decide la città”, “Decide Napoli”: sono state le claims più utilizzate per costruire il discorso politico.

Il deserto della Libia, una trappola per l’Italia

di Alessandro De Pascale
In questi giorni con la cacciata degli uomini di Daesh da Sirte e la diffusione di un documento classificato come “segreto” redatto dal Cofs (Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali) dove si ammette ufficialmente lo stanziamento di forze speciali italiane in Libia, si ritorna a parlare di un possibile intervento italiano nel Paese precipitato nella guerra civile dopo la caduta di Gheddafi e minacciato dall’avanzata del terrorismo islamico.

Lula denuncia quattro giudici

di Geraldina Colotti 
Lula da Silva al contrattacco. L’ex presidente brasiliano ha denunciato per «propaganda oppressiva» quattro giudici che indagano sulla corruzione dell’impresa petrolifera di Stato Petrobras. I magistrati Julio Noronha, Roberson Pozzebom, Jerusa Veicili e Athayde Ribeiro Costa avrebbero «menzionato prove inesistenti in un’indagine che non si è mai conclusa». Lula, ancora popolarissimo e nuovamente favorito alle presidenziali del 2018, è stato messo sotto attacco dalla magistratura in ripetute occasioni. Il 4 marzo, la polizia lo ha persino tradotto a forza in caserma per interrogarlo, con gran fragor di media, per presunti fatti di corruzione.

Stefano ed Emilia, due storie di giovani attivisti torinesi

di Massimo Zucchetti 
Scrivo questa lettera seduto dietro la mia ampia scrivania, nel mio ufficio di “stimato professionista”. Ho 55 anni, due figli, una cosiddetta “posizione”; e osservo un fenomeno che mi preoccupa, e che voglio descrivere. Spiegando perché mi preoccupa. Ci sono in questi ultimi mesi, a Torino, in Val Susa, in altre parti d’Italia, ragazze e ragazzi che hanno problemi giudiziari a causa della loro militanza nel Movimento Notav, o del loro antifascismo, manifestato non – come possono permettersi alcuni di quelli della mia generazione – con gli scritti, le parole, le fiaccolate, i grandi cortei: a queste, loro aggiungono le occupazioni, le contestazioni, gli scontri. Non è una modalità obbligatoria, ma succede, ed è comprensibile. Inevitabile.

Le scelte sbagliate della prima repubblica


di Nico Perrone
Quando l’autore di un libro ha avuto un ruolo politico, le sue pagine più interessanti di quello che scrive sono quelle di testimonianza. Il che vuol dire non solo ricordi dei fatti e del contesto, ma soprattutto qualcosa sulle intenzioni che l’autore ha avuto nel suo ruolo. Paolo Cirino Pomicino ha un’esperienza di lungo corso, perché a fare politica ha incominciato nella DC a metà degli anni ‘70 a Napoli, la sua città, proseguendo poi come deputato, ministro, per cinque anni (2004-2009) eurodeputato. Ha patito disavventure gravi: ma per un uomo politico possono far parte del mestiere. A lui ne sono capitate alcune più gravi, con provvedimenti giudiziari e coda di processi.

Serbia-Croazia, rapporti difficili e nazionalismi esasperati

di Francesca Rolandi
Il 18 luglio scorso la Serbia ha aperto i capitoli 23 e 24 per l'accesso all'Unione Europea superando il blocco frapposto dalla Croazia sino ad allora, e dopo che, poco meno di un mese prima, vi era stata una dichiarazione congiunta dei due presidenti, Kolinda Grabar Kitarović e Aleksandar Vučić, che a Subotica avevano espresso il loro impegno per un miglioramento delle relazioni bilaterali e la risoluzione delle controversie ancora aperte.

Arte e cultura che si mobilitano per il No

di Valeria Chichi
C’è il No in nome del padre partigiano, il No perché la Costituzione, seppur anzianotta, è ancora bella. Il No di chi intravede dietro la riforma, la mano lunga della finanza e delle multinazionali. Attori, attrici, registi, cantanti, avvocati, studiosi, medici, magistrati. Abbiamo raccolto voci autorevoli della società civile, personaggi eccellenti di destra e di sinistra, schierati contro la riforma voluta dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dalla ministra Maria Elena Boschi. Chiedendo le ragioni del loro No. Pronunciamenti sentiti e sofferti, ma che dimostrano quanto ormai il Paese è diviso. Ecco nel dettaglio le ragioni dei nostri interpellati.

Poesia contro le armi

Intervista a Luz Jahnen di Alicia Blanco
“…mentre dormiamo si combattono guerre sanguinose e quando vogliamo svegliarci la morte bussa alla nostra porta.”
L’affermazione si ascolta nel video con tragica certezza, ma pronunciata con voce chiara e soave. Si tratta di un espediente coerente con il contrasto che questa campagna propone a partire dal suo stesso nome: Poesia contro le armi. Luz Jahnen, uno dei promotori dell’iniziativa, invita a condividere un progetto che considera urgente: contrapporsi all’industria delle armi… con la poesia.

I docenti nella lotteria della “chiamata diretta” del preside manager

di Eulalia Grillo
Fallita a metà giugno la trattativa con i sindacati per predisporre pochi criteri oggettivi e trasparenti per il passaggio da ambito territoriale a scuola, il Miur ha pubblicato, con atto unilaterale, le linee guida per la “chiamata per competenze”, meglio nota come “ chiamata diretta”, già dai tempi in cui Possibile aveva proposto, l’estate scorsa, l’abrogazione di questa parte della Legge sulla “Buona Scuola”, rilevando tracce evidenti di incostituzionalità nel fatto di lasciare ai Dirigenti Scolastici la discrezionalità di scegliere i propri docenti secondo criteri a dir poco opachi.

Burqa, il divieto fa sempre discutere

di Leo Lancari
L’ultimo ad adottare il divieto è stato il Canton Ticino. Il primo luglio scorso nel cantone di lingua italiana, il più meridionale della Svizzera, è entrata in vigore la legge anti-burqa approvata il 22 settembre 2013 dal 65,4% degli elettori. Roberto Torrente, capo della polizia di Lugano, ha promesso moderazione nell’applicazione delle nuove norme che vietano alle donne musulmane di «dissimulare o nascondere il proprio viso» nei luoghi pubblici. Per chi trasgredisce sono comunque previste multe comprese tra i 100 e i 10.000 franchi svizzeri (tra i 92 e i 9.200 euro).