di Michael Albert
Un lumacone misogino, razzista, narcisista, capitalista che sfrutta al massimo i profitti – ma non imbecille – è ora presidente degli Stati Uniti. Il più grande prepotente del mondo ora possiede la più grande posizione di potere del mondo. Trump si pavoneggerà attraversando l’Ala Ovest *con un’arma “finale” a portata di mano. Ripopolerà la Corte Suprema a spese della giustizia. Cercherà di rendere la vita dei migranti un inferno in terra. I bilanci della polizia cresceranno e la repressione aumenterà. E se la farà franca, Trump farà simultaneamente affogare e bruciare il mondo con i combustibili fossili mentre aumenterà le tendenze fasciste qui e all’estero che non sono più significativamente più popolati di prima, ma certamente più energici.
Come è accaduto?
Primo, i Democratici hanno bruciato Bernie. Sanders avrebbe potuto non soltanto battere Trump, ma anche radicalizzare con successo gran parte del sostegno a Trump, allo stesso tempo dando inizio a un futuro sostenibile e più giusto. Maledizione, Sanders avrebbe potuto contribuire a ottenere qualche cambiamento fondamentale, e questo è stato esattamente il motivo per cui i Democratici lo hanno bruciato. Era però al di là del nostro potere indurre il partito a comportarsi altrimenti durante l’elezione, e quindi puntualizzare questo errore non rivela nulla di nuovo e ottiene poco per il presente.
Secondo: i media hanno coccolato Trump e lo hanno perfino esaltato. Lo hanno fatto per gli ascolti e per i dollari. Ma questo è il loro lavoro guidato dai mercati, e quindi sicuramente non dovrebbe essere stata una sorpresa. E anche questa non era una cosa che si poteva limitare per questa elezione; se avessimo però prestato più attenzione a influenzare i media nei decenni recenti, le cose potrebbero essere state diverse. Scoprire anche questo errore, oggi non aiuta molto.
Terzo: i Verdi si sono rifiutati di condurre una campagna negli stati sicuri, e molti scrittori di sinistra hanno trascorso un tempo infinito a la Clinton e anche Sanders e il voto strategico. Se la Clinton avesse avuto tutti i voti della Stein negli stati contestati e se tutta l’energia che è andata a stroncare la Clinton fosse stata usata per promuovere i voto strategici allo stesso tempo aprendo un dialogo in modo energico e rispettoso ai membri del sindacati pro-Trump in tutta la Rust Belt*…ebbene calcolate e vedrete che cosa si sarebbe potuto ottenere in quel modo. Ma, ripeto, questo è ciò che i verdi e quegli scrittori hanno fatto anche prima, e quindi non è stata una grossa sorpresa che lo abbiano fatto anche adesso. E mentre la gente cercava di causare un cambiamento nella propria scelta, i nostri sforzi non hanno avuto successo. Ci sono delle lezioni in questo, ma proprio per adesso, notare anche questo errore non serve molto.
Ci sono state anche indicazioni di voto nelle primarie per la Clinton piuttosto che per Sanders e ci sono stati scrittori estremisti che denigravano Sanders durante le primarie, e anche la scelta personale di Sanders di come aiutare la Clinton; penso che avrebbe potuto ottenere di più mettendosi in contatto molto più energicamente con potenziali elettori di Trump. Scoprire, però, anche questi errori ora aiuta poco, se non per nulla.
Invece, secondo i miei calcoli, defilarsi dalla visione di insieme sulla causa della nostra attuale catastrofe, è più strategico e generale. Non soltanto una sinistra radicale che nutre ogni tipo di abitudini razziste o sessiste è una proposta perdente– pochi a sinistra sembrano capirlo, e molto meno cercano di correggerla – Il punto è che occuparsi di una classe in un modo che si sacrifichi un’attenzione costruttiva per la razza e il genere, produce il fallimento. Ma anche occuparsi della razza e del genere in modo che si sacrifichi un’attenzione costruttiva alla classe, produce fallimento.
Considerate i bianchi poveri delle zone rurali in tutto il sud e ancora di più i lavoratori che vivono in campagna e in città nella Rust Belt. Perché, a 50 anni dagli anni ’60, questi elettori sono ancora suscettibili al Trumpismo invece di produrre i loro propri movimenti con seri contenuti di sinistra? Sappiamo che non è nei loro geni per il fatto di essere maschi o di essere bianchi. In parte sta nelle macchinazioni dei media che subiscono e nelle logiche della competizione del mercato che cercano di guidare. Ma quello che importa di più, penso, per andare avanti nel prossimo periodo, è riconoscere e poi agire, in base al fatto che l’appoggio della classe operaia e anche quello notevole delle donne e dei Latinos, fornito a Trump invece che all’estremismo di sinistra si deve a una miscela tossica formata dalla furia giustificata per il loro impoverimento e alla mancanza di influenza, più le mostre passate scelte di attivismo che limitano quelle che considerano come loro effettive opzioni. Si deve al fatto che negli scorsi 50 anni la maggior parte della sinistra non ha mai comunicato in maniera proficua con questi elettori, e ha, in realtà, a malapena tentato di farlo in qualche misura
Aspettate sei mesi o un anno. Trump avrà fatto molte cose a enorme discapito di molte persone – per non parlare del probabile passo indietro delle politiche per il clima, a discapito di tutti. Quello che Trump non avrà fatto è migliorare il benessere di una gran parte della sua base. Coloro che hanno votato per Trump e che sono veramente e specialmente misogini e razzisti, potrebbero sentirsi sollevati dalle sue politiche riguardanti l’aborto, le armi, la sorveglianza, il sistema sanitario nazionale creato da Obama, e le spese militari. Ma come si sentiranno i sostenitori di Trump che hanno votato per mandare il messaggio che ne avevano abbastanza della povertà, dell’indifferenza, della malattia e del rifiuto, quando non guadagneranno dal fatto che Trump sia presidente, e quando ci perderanno anche?
Sospetto che ci siano tre ampie possibilità.
Si deprimeranno e svaniranno in un quasi silenzio.
Diventeranno ancora più indignati, ma continueranno ad accettare gli adescamenti della competizione di Trump, il massacro verbale nei riguardi delle donne, e l’atteggiamento bellicoso contro i musulmani, così come quella che può diventare la sindrome di “Io sono il sommo leader di cui avete bisogno” che diventerebbe vero foraggio per il fascismo.
Vedranno che il messaggero che hanno votato è un furfante bugiardo e si renderanno conto che abbiamo bisogno di un reale cambiamento del tipo Sanders, e poi ancora di altro.
Ma nell’eventualità ottimistica, dove si rivolgeranno? Dove otterranno l’appoggio e le informazioni? A quale veicolo si collegheranno o creeranno e muoveranno?
Questo rilancerà di nuovo l’ultimo motivo che ho offerto della debacle elettorale. Ho suggerito che il problema di ciò che c’è dietro a questo, è stata una sinistra, noi stessi che siamo in gran parte incapaci di affrontare l’odio dei lavoratori per le circostanze in peggioramento senza essere paternalistici e classisti a questo riguardo. Se questo classismo paternalista durerà a sinistra, anche solo come abitudine, allora fra un anno l’ostilità che i lavoratori percepiscono arrivare dalla sinistra, impedirà che la loro rabbia di classe operaia che aumenta ancora diventi di sinistra, e dove quella rabbia poi atterrerà, potrebbe essere di gran lunga più brutta di qualsiasi altra cosa che abbiamo visto finora.
Il nostro compito nella visione di insieme è di riconcepire i nostri media, quello che scriviamo, il nostro modo di organizzare, di parlare, i nostri programmi, la nostra visione, tutto, alla luce della necessità di udire e di aprire un dialogo e di non respingere non soltanto coloro che sono offesi dal razzismo, dal sessismo, e/o dal riscaldamento globale, ma anche coloro che sono offesi dalla povertà e dai rifiuti emotivi e operativi che subiscono quotidianamente.
Uno dei rischi di avere Trump in carica, è che le persone di buona volontà e con un buon discernimento, metteranno tutte le loro energie a combattere Trump. Daremo la priorità a respingere la reazione e contemporaneamente a non lasciare tempo per fare qualcosa di positivo. Dovremmo respingere la reazione, certo, ma dovremmo anche offrire una visione positiva e lottare per attuare un cambiamento positivo. Osservare la debacle dell’elezione e trovare difetti in tutti e in tutto tranne che in noi, o lasciare che il piano di azione di Trump delimiti il nostro focus, servirà soltanto ad aprire la strada a un’ulteriore catastrofe.
Non è stato un Armageddon. Se la Clinton avesse vinto per un pelo il collegio elettorale, invece di perderlo per un pelo (infatti ha vinto il voto popolare), ci sarebbe
poca angoscia e sofferenza. La differenza sono voti minimi, ma un massimo cambiamento di potere. La verità è che, per quanto riguarda la popolazione, abbiamo imparato quello che sapevamo. Dobbiamo ottenere una situazione in cui il cambiamento che vuole la gente è salutare, e che i mezzi per ottenerlo sono evidenti e a portata di mano. Sarà difficile, ma non impossibile.
Non ha senso negare che il pericolo è grave. Possiamo legittimamente piangere, ma dobbiamo anche organizzarci. Far credere che non è stato un disastro, vorrebbe dire mentire. Permettere che questo disastro si traduca in inattività, sarebbe un suicidio.
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
Originale: non indicato
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

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