di Dimitris Konstantakopoulos
Ne abbiamo scritto ripetutamente. Giorgios Mitralias ne ha scritto prima di noi. In “contra-xreos.gr e Giorgios Charvalias sul giornale “Dimokratia” e anche alcuni altri. Quasi nessuno, tuttavia, nella Grecia che affonda, o a Cipro, che ora sono entrambi sotto la minaccia di distruzioni anche maggiori, e nessuno tra i grandiosi protagonisti della comunità greco-americana, sembra desideroso di ascoltare!
Bernie Sanders rappresenta una grande speranza per la Grecia e per il mondo intero. Non sappiamo se potrà vincere contro la Clinton nella corsa per la candidatura democratica. Inoltre, non sappiamo se potrebbe mai essere eletto presidente o che cosa farebbe se mai fosse eletto. Sanders, al contrario dei nostri politici greci – quegli incredibili dirottatori dei valori che la Sinistra ha proclamato e dell’eredità di lotte eroiche che i suoi partigiani hanno lasciato – ha ripetutamente detto che non sarà in grado di fare nulla, a meno che la gente non lo aiuti. Infatti, soltanto la gente può fare qualcosa, con il suo aiuto!
In ogni caso, però, la comparsa negli Stati Uniti, per la prima volta in molti decenni, di una forte corrente di opinione pubblica che si oppone all’onnipotenza del capitale finanziario e del modello economico neoliberale, un modello che si sta già evolvendo in una specie di “capitalismo distruttivo”, è un qualcosa che dovrebbe attirate l’attenzione di qualsiasi persona pensante sul pianeta. Questo è ancora più vero per i greci in Grecia, a Cipro e in tutto il mondo, dato che siamo nella prima linea dell’attacco lanciato dalle forze della Finanza e che proprio l’esistenza e la dignità della nostra nazione sono minacciate da loro. Mi chiedo che cosa stiamo aspettando, come i Rayah, (cioè i sudditi poveri dell’epoca ottomana, che dovevano pagare le tasse, n.d.t.) della nostra storia, prima di deciderci finalmente a reagire. Aspetteremo fino a quando diventeremo una nuova Siria (nel nostro caso con l’uso dei metodi economici e politici) o fino a quando la Grecia sarà totalmente “schiacciati” e Cipro sarà completamente smantellato per mezzo di un nuovo piano di Kofi Annan (come già programmano di fare proprio dopo le elezioni parlamentari cipriote)? Per allora sarà molto tardi.
E tuttavia esiste, nel paese più potente del mondo, un politico che, ripetutamente e per libera scelta, guidato soltanto dalle sue idee e convinzioni politiche, ha difeso la Grecia in un modo che nessun politico greco ha mai fatto, e senza aspettarsi nulla in cambio, rivelando il sistema finanziario internazionale e lo spaventoso attacco che questo ha scatenato contro la Grecia, prima direttamente e poi manipolando, in società con il governo tedesco, il resto d’Europa perché facesse la stessa cosa. (1)
Da parte nostra, però noi restiamo semplicemente indifferenti a ciò che sta accadendo negli Stati Uniti con Sanders. C’è una qualche possibilità che in questo modo riusciremo a salvarci? Assolutamente nessuna!
Sanders, il vulcano in Medio Oriente e il destino dell’Europa
Non è soltanto la sua visione riguardo all’economia, che dovrebbe interessarci, ma sono anche le proposte di politica internazionale, in particolare riguardo al Medio Oriente. Invece di “venerare” anche lui l’AIPAC,* Sanders ha fatto un discorso storico sulla politica in Medio Oriente, dichiarando che è orgoglioso di essersi opposto alla guerra in Iraq e che i palestinesi hanno diritto all’autodeterminazione. Ha proposto la collaborazione con Mosca e con i moderati in Iran per la stabilizzazione del Medio Oriente.
La probabilità che Sanders batterà la Clinton è considerata molto piccola, anche se non inesistente. La sua campagna ha tuttavia cambiato i termini del dibattito politico nella politica americana. Alcuni descrivono ciò che accade ora negli Stati Uniti come “una rivoluzione politica”. E’ la prima volta che qualcuno – anche uno “sconosciuto” che però agisce nel campo della politica tradizionale – offre un’alternativa coerente alle politiche neoconservatrici del caos e della distruzione. Queste politiche hanno letteralmente demolito le principali nazioni del Medio Oriente causando sofferenza indicibile e infelicità a milioni di persone. Ora vediamo i risultati esportati in Europa per mezzo della crisi dei rifugiati, del terrorismo, del progetto di “scontro di civiltà”, delle guerre “contro l’Islam” che ci si chiede di combattere. Vogliono usare le conseguenze di queste guerre allo scopo di provocare un “cambiamento di regime” in Europa, distruggendo l’eredità dell’Illuminismo e spingendo l’umanità verso una delle notti più buie della sua storia.
Perfino Hitler, nel contesto della Germania tra le due guerre, sembrava avere delle ragioni, non giustificazioni, naturalmente, per le sue terribili aggressioni e per i suoi orribili crimini. La Germania, nel 1933, era un paese distrutto, umiliato ed esausto. I vincitori occidentali della Prima Guerra mondiale stavano cercando di strangolarla. C’è anche un’ombra di giustificazione per quello che i governi di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e gli stati della NATO hanno fatto in Medio Oriente negli scorsi 15 anni? Dove è adesso questa regione, dopo quei 15 anni di interventi diretti e indiretti?
Il paradosso qui non è infatti che ci sono dei Musulmani che reagiscono nel modo in cui reagiscono; il vero paradosso è che sono relativamente pochi! E non dobbiamo certo diventare esperti di teologia islamica medievale, di convinzioni sufite e Wahhabite, per comprendere che costa sta accadendo. Un po’ di empatia e il senso di dignità umana sarebbero ampiamente sufficienti (3).
La prima cosa che dovremmo fare, se ci interessa realmente combattere, non usando il terrorismo e tenendo al sicuro i nostri paesi, sarebbe di controllare molto meglio tutte le “fazioni” nei nostri servizi di sicurezza che sembrano aver sviluppato un rapporto molto “intimo” con i terroristi dato che li hanno aiutati molto a diventare quello che sono diventati. In quanto alla crisi dei rifugiati, la prima cosa che si dovrebbe fare sarebbe occuparsi della prima fonte del problema: i combattimenti in Siria. E’ di nuovo Parigi, sotto il dominio apparentemente assoluto dei neoconservatori che risale all’elezione i Sarkozy, che sta creando problemi per un primo accordo sulla Siria tra Putin e Obama, mentre tenta in tutti i modi, anche ora, di espellere Assad dal potere.
La Grecia e Cipro devono fronteggiare problemi importanti che influenzano la loro “esistenza” e pongono potenzialmente le minacce più significative con le quali questi paesi hanno avuto a che fare nei due secoli passati. La prima riguarda una “guerra economica” e la seconda una “guerra geopolitica”, mentre armi politiche e di comunicazione sono usate contro entrambe. Ma anche se i loro problemi dovessero essere risolti per un qualche miracolo, non c’è né un individuo né una nazione che potrebbe mai avere qualche futuro se il mondo dovesse essere governato dalle stesse forze che lo governano adesso.
Non ha senso cominciare improvvisamente a preoccuparsi dei sintomi, come, per esempio, i rifugiati e gli immigrati o i terroristi, quando si rimane indifferenti alla cause ultime che li hanno generati e che ne continuano a causare altri.
Sanders e la Grecia
E tuttavia, mentre accade tutto questo, pochi dei principali protagonisti in Grecia e tra i greci all’estero, mostrano qualche interesse per il caso di Sanders. Il nostro governo apparentemente di “sinistra” sembra essere lusingato dall’attenzione che riceve da alcuni “impiegati” nel “sistema” Clinton, e da altre e più oscure forze internazionali. Le varie “elite” interne che si sono autoproclamate tali, la grande maggioranza dei media greci, i leader della comunità greco-americana non prestano alcuna attenzione né alla candidatura di Sanders né alle primarie americane. Quando qualcuno dimostra qualche interesse, è piuttosto per combatterlo!
La cosiddetta “lobby” greco-americana, non soltanto non si è impegnata a fare tutto il possibile per appoggiare la candidatura di Sanders, ma sembra che sostenga la Signora Clinton contro di lui [4].
Henry Kissinger – “l’assassino di Cipro”
Un aspetto particolarmente ironico e tragico della storia, è che Sanders ha criticato fortemente Hillary Clinton per la sua dichiarazione che definisce Henry Kissinger suo mentore. Kissinger è uno dei “personaggi più distruttivi nella storia americana”, ha detto Sanders. (5).
Kissinger non è soltanto una persona casuale nella storia di Cipro. E’ di fatto il perpetratore dei crimini commessi contro Cipro, è l’organizzatore del colpo di stato in quell’isola nel 1974, del tentato assassinio dell’Arcivescovo Makarios e della invasione turca che ne seguì (4). Come potrebbe mai essere possibile che i Greci appoggino colei che si è auto-dichiarata alunna di Kissinger contro colui che lo critica? Non abbiamo più parole…
Grecia, una o due?
Come avviene di frequente nella nostra storia, osserviamo l’abisso tra il popolo greco e i suoi ipotetici capi e le “elite”, una caratteristica quasi permanente della nostra storia e il motivo che sta dietro alle sconfitte dei greci.
Il fatto non è che i politici greci e quelli greco-americani e i vari personaggi che dominano la vita pubblica greca non sanno capire che succede con la Clinton e Sanders. Hanno scelto di non comprendere. Il loro interesse – almeno il modo in cui comprendono il loro interesse – sta in qualche altro posto e lo stesso vale per quanto riguarda le loro tasche. Cercano la sicurezza, la protezione dei loro padroni stranieri, sono felici se si permette loro di venerarli. Dimenticano spesso che essi stessi sono sacrificabili.
Molti anni fa, Jean Meynaud, un importante studioso di politica e biografo di Karamalis, ha descritto, meravigliato, la mentalità dominante dei politici greci dopo la vittoria del campo filo-occidentale nella guerra civile. Come scrisse, non è soltanto che essi servono le potenze straniere. Sembra che passino tutto il giorno sforzandosi di pensare ad altri modo di compiacerli!
Là, per un momento, nel 1974 e ancora di più nel 1981, avevamo l’impressione che avevano finito con tutto questo. Ma ecco qui: il nostro passato sta ritornando anche più forte a perseguitarci, forse in qualche altra forma “postmoderna” (per ora, almeno).
Infatti, soltanto un paese che combatte per la sua libertà, la sua indipendenza e la sua dignità, avrebbe necessità di voci come quella del Senatore Bernie Sanders. Ora sono invece considerate un fastidio – un ricorso dell’orgoglio che preferiamo dimenticare.
(1) http://www.defenddemocracy.press/video-heres-bernie-sanders-say-greece-july-30-hart-senate-office-building-hearing-greek-debt-crisis/ (la pagina non si apre).
(2) http://www.defenddemocracy.press/sanders-proposes-full-reversal-us-policy- middle-east/. [Sanders propone un completo rovesciamento della politica medio-orientale]
(3) Circa il ruolo odi Henry Kissinger nel colpo di stato a Cipro, c’è un’ampia letteratura che lo comprova]. Guardate per esempio:
(4)Vedere per esempio:. http://www.i-eidisi.com/2016/02/08/o-m-santers-proigite-tou-n-chamsair-alla-i-ellinoamerikani-stirizoun-chilari/ (in greco)
(5)http://www.defenddemocracy.press/should-henry-kissinger-mentor-a-presidential-candidate/ [Kissinger dovrebbe fare il mentore di una candidata alla presidenza?]
Traduzione dal greco di Maria Komninou
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
Originale: Defend Democracy Press
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

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