di Juan Cole
Non nasconderò la mia insofferenza per la diffusione del Rapporto Chilcot sul coinvolgimento della Gran Bretagna nella guerra in Iraq del 2003-2016. La maggior parte di questo non è una sorpresa per me. All’epoca avevo scritto dei servizi al riguardo e di fatto non era stato difficile trovare informazioni se si cercavano con sufficiente rigore. Il rapporto non ha determinato se la guerra in Iraq sia stata illegale, ma, secondo me, questo è tutto ciò che conta. Ci sono state nobili guerre che sono fallite. Ci sono state nobili guerre che erano vittorie di Pirro. Coloro che, come Tony Blair continuano a difendere l’andare in guerra, lo fanno sulla base di una guerra nobile andata male.
Questa non è stata una guerra nobile.
I nostri predecessori nel XX secolo hanno sperimentato le due guerre mondiali che hanno ucciso 75 milioni di persone. Nel 1945, i leader mondiali furono determinati a non ripetere quell’esperienza, e crearono la carta delle Nazioni Unite allo scopo di impedirla. Decisero che la guerra di aggressione non sarebbe stata permessa. L’invasione della Polonia da parte di Hitler fu pura aggressione. Le conquiste del Giappone nel Sudest asiatico furono pura aggressione. Naturalmente, i giapponesi in un breve periodo di tempo hanno fatto a quella che è ora l’Indonesia ciò che gli olandesi le avevano fatto nel corso di secoli. Gli olandesi sono stati così completamente crudeli ad Aceh, https://it.wikipedia.org/wiki/Aceh, quanto i giapponesi lo sono stati quando hanno preso il controllo.
L’ordine del dopo II Guerra Mondiale, se ha dovuto rinunciare alla guerra di aggressione, ha dovuto rinunciare anche al colonialismo, cosa che ha fatto gradualmente per la maggior parte (i francesi hanno “mollato” il Marocco e la Tunisia, ma hanno tentato di tenersi il Vietnam e l’Algeria, con conseguenze disastrose.
L’articolo 39 del Capitolo 7 dice così:
"Articolo 39
Il Consiglio di Sicurezza determinerà l’esistenza di qualsiasi minaccia alla pace , di interruzione della pace, o atto di aggressione, e farà raccomandazioni, o deciderà che misure dovranno essere prese in accordo con gli Articoli 41 e 42, per mantenere o ripristinare la pace e la sicurezza internazionale."
In altre parole, è il Consiglio di Sicurezza che decide se a una situazione internazionale critica si debba reagire con la guerra. Il Rapporto Chilcot dimostra che George W. Bush non aveva neanche intenzione di cercare l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (UNSC) e che Tony Blair era tra quelli che (insieme all’allora Segretario di Stato Colin Powell) che convinse Bush che proprio attaccare l’Iraq senza alcuna falsa apparenza di processo internazionale, sarebbe sembrato brutto.
Però, malgrado minacce e tangenti segretamente offerte, Bush e Blair non sono stati in grado di costringere l’UNSC ad autorizzare la guerra. Incolpavano la Francia, ma noi si trattava soltanto di questa. Se l’Assemblea Generale dell’ONU avesse votato, Bush e Blair avrebbero perso molto male. Il mondo non poteva convincersi che lì c’era un casus belli (una giustificazione legale della guerra).
La Carta dell’ONU permette anche un’azione immediata per difendersi. Anche se, però, l’Iraq aveva invaso l’Iran e il Kuwait negli anni ’80, nel 2002 si faceva i fatti suoi e non aveva attaccato gli Stati Uniti o la Gran Bretagna.
Malgrado il ruolo preminente degli Stati Uniti nel costruirlo, l’establishment politico americano ha visto per la maggior parte la Carta dell’ONU come una detrazione della sovranità nazionale statunitense, e dopo il crollo dell’Unione Sovietica, Washington gioiva ad essere l’unica superpotenza. Gli Stati Uniti sono un bellissimo paese, ma hanno una lunga storia di guerre d’aggressione, e anche oggi far capire, durante un cocktail party a Georgetown, che gli Stati Uniti non sono in alcun modo limitati dalla legge internazionale, significa rischiare di ironici sorrisi di intesa.
Alcuni sostenevano che talvolta nel mondo reale l’UNSC diventa nervosa per il veto dei 5 membri permanenti e si deve accettarlo. In questo caso Bush non poté neanche fare in modo che la NATO lo accettasse. Non c’era il consenso. Bush si incontrò con Blair e i presidenti portoghese e spagnolo prima di dare il via alla sua guerra, sembrava che quelli fossero gli unici paesi europei che poté trovare per avere un appoggio.
Così stanno le cose. Non c’è bisogno di altro. La guerra in Iraq è stata un atto di pura aggressione, non diversa come posizione morale o legale dall’invasione di Hitler della Polonia. Ecco in che cosa si sono trasformati Bush e Blair. Piccoli Hitler, che tradiscono tutte le speranze della generazione del 1945 che sognava di evitare ulteriori atrocità di quel tipo.
Se la guerra fosse stata iniziata come replica all’attacco di Saddam Hussein all’Iran nel 1980, e se ci fosse stato un consenso all’UNSC per una mossa di questo tipo, sarebbe stata giustificata, ma nel 2003 non c’era nessuna emergenza internazionale che richiedesse una guerra del genere. Il livello dell’ipocrisia occidentale può, comunque essere misurato con la mancanza di qualsiasi mossa per punire l’Iraq che aveva invaso l’Iran e che aveva iniziato una guerra di 8 anni che uccise centinaia di migliaia di persone. Fatto ancora peggiore, l’amministrazione Reagan in realtà virò sulla questione dell’Iraq nel 1983, si alleò con Saddam, e lo difese dalle accuse presentate dall’Iran all’UNSC che Saddam usava l’iprite e forse il gas Sarin (un gas nervino) contro le truppe iraniane al fronte. E allora l’amministrazione Reagan autorizzò la vendita all’Iraq di “precursori” dell’ antrace. La battuta nel 2003 era che a Bush fu chiesto come mai sapeva che l’Iraq aveva armi chimiche e biologiche, e rispondeva: “Abbiamo ancora le ricette.
Ci sono quelli, sia pacifisti che persone della sinistra, che credono che ci si dovrebbe opporre a tutti gli interventi militari da parte delle potenze occidentali. Per chi sta a sinistra, questa posizione sembra astorica, dato che perfino Stalin era stato abbastanza contento di allearsi con la borghesia americana contro la macchina omicida di Hitler. Stalin era piuttosto all’estrema sinistra. In quanto al pacifismo, affronta la sfida morale che menzionava Sant’Ambrogio: se si permette che una terza persona venga uccisa quando si sarebbe potuto impedirlo, si è colpevoli quanto l’assassino.
Coloro che sostengono che la guerra in Iraq è stata un disastro, hanno ragione, ma questo in sé e di per sé non è un affatto un motivo per essere stati contrari ad essa. La Guerra del Golfo del 1991 che aveva spinto fuori dal Kuwait le forze di Saddam, ha avuto molti svantaggi. Migliaia di sciiti furono massacrati dopo quel conflitto, e diecine di migliaia di Curdi rischiarono di morire di fame o il genocidio. La Guerra del Golfo fu, però, una guerra giusta. Protesse il Kuwait, paese membro dell’ONU, dall’essere assorbito in maniera aggressiva da un altro stato. Guadagnò un forte appoggio internazionale, compresa una risoluzione dell’UNSC. L’esercito che George H. W. Bush aveva radunato nella provincia orientale dell’Arabia Saudita, comprendeva paesi fieramente indipendenti come la Siria e l’Argentina.
Non si può quindi sostenere che Blair abbia fatto la cosa sbagliata perché il risultato è stato un disastro.
Ha fatto la cosa sbagliata perché quello che ha fatto era illegale secondo la legge internazionale. Inoltre i suoi metodi erano disonesti. Ha mentito ai suoi ministri e ha nascosto loro la possibilità introdotta dal suo Procuratore Generale che potessero essere perseguiti legalmente al tribunale dell’Aja per aver dato il via a una guerra di aggressione. Ha anche mentito alla gente, dicendo ripetutamente che non aveva deciso nulla riguardo alla guerra quando invece da tempo lo aveva fatto. Ha anche ricevuto pressioni dalla compagnia petrolifera BP che temeva che la Gran Bretagna
sarebbe stata eliminata dagli americani dai nuovi accordi per il petrolio iracheno. Non ha mai parlato di questo.
La guerra di aggressione di Bush e Blair ne ha, a sua volta, autorizzate molte altre, e altri paesi hanno talvolta apertamente citato la guerra irachena come giustificazione della loro belligeranza, oppure come prova che l’Occidente manca di legittimità quando critica l’aggressione di altri. Alle centinaia di migliaia di morti in Iraq, ai milioni di feriti o di persone costrette a spostarsi altrove, deve essere aggiunto il bilancio di vittime delle “guerre fatte per scelta” che Washington ha scatenato nel mondo.
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
Originale : Informed Comment
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.