di Curzio Maltese
I 27 morti e i 50 feriti della strage ferroviaria in Puglia non sono le vittime di un fatale errore umano, ma della precisa volontà di fare profitti sulla pelle dei cittadini e di risparmiare affidando la vita dei passeggeri di una tratta importante e affollata, incredibilmente ancora a binario unico, alla sola paletta di un capostazione. Non ha senso oggi scatenare l'ennesima caccia all'errore umano, al capro espiatorio di turno, quando l'aumento di incidenti ferroviari in Italia e in Europa testimonia che la sicurezza dei cittadini è sempre più spesso immolata all'altare del guadagno a ogni costo. Come del resto era già drammaticamente emerso dalle indagini della magistratura sulla strage ferroviaria di Viareggio del 2009.
In Italia e in Europa abbiamo da anni strumenti e tecnologie per rendere più sicura la circolazione ferroviaria e il parlamento europeo ha appena approvato un pacchetto di misure tecniche per rafforzare ulteriormente la sicurezza, soprattutto quando coesistono sugli stessi binari diverse società. Quei due treni non avrebbero dovuto viaggiare senza sistemi di correzione automatica di un eventuale errore umano. E non avrebbero dovuto viaggiare sullo stesso binario: il raddoppio della tratta era già stato approvato e finanziato dall'Europa, ma è stato continuamente rinviato, fino alla tragedia dell'altro giorno.
Per evitare che queste tragedie si ripetano è necessario che l'Autorità per la sicurezza ferroviaria vigili sulle liberalizzazioni, finora spesso selvagge, delle ferrovie. Ma è anche indispensabile che il governo italiano acceleri l'eliminazione delle arcaiche e pericolosissime tratte a binario unico e imponga alle società appaltatrici l'adozione di adeguati sistemi di controllo. Non è possibile nel 2016 che la vita dei cittadini sia affidata a una paletta o a un fonogramma.
Fonte: Huffington post - blog dell'Autore

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