di Rosa Fioravante
Alan Greenspan, nominato da Reagan al vertice della Federal Reserve dove sedette dal 1987 al 2006, nel 2003 si recò in audizione al Congresso Statunitense. Davanti a lui sedeva fra i banchi Bernie Sanders, deputato del Vermont. Il Congressman non sembrava curarsi dell'aver di fronte l'uomo che avrebbe potuto con un solo cenno della mano cambiare le sorti dell'economia mondiale: lo confrontò con parole dure e cariche di disprezzo. Sanders rimproverò a Greenspan di non conoscere, e quindi di non poter capire, ciò che succede nel mondo reale fra le persone comuni; queste ultime infatti da anni ormai stavano perdendo posti di lavoro dignitosi, pagati decentemente, a causa della delocalizzazione produttiva. Greenspan, dal canto suo, poco prima aveva affermato che non fosse importante dove si produca la merce, poiché ciò che è rilevante per il benessere non sarebbe tanto il lavoro in sé, quanto il potere di acquisto degli individui, a prescindere da dove questo derivi.












































