
di Oskar Lafontaine
Molte persone accolsero l’elezione di Alexis Tsipras a primo ministro della Grecia come una notizia di speranza. Quando il presidente di Syriza, dopo settimane di estenuanti negoziati ha firmato l’imposizione dei tagli la delusione fu altrettanto grande. Sarebbe ingiusto e arrogante puntare contro Tsipras e Syriza il dito accusatore della morale. Meglio sarebbe riflettere, all’interno della sinistra europea, a quali condizioni è possibile, in Europa oggi, fare una politica democratica e sociale, ossia di sinistra.
Una cosa l’abbiamo imparata: finché la cosiddetta indipendente e apolitica Banca centrale europea può chiudere i rubinetti a un governo di sinistra, una politica orientata verso principi democratici e sociali sarà impossibile. L’ex banchiere Mario Draghi non è né indipendente né apolitico. Lavorava per Goldman Sachs ai tempi in cui questa banca di Wall Street aiutò la Grecia a falsificare i bilanci della sua contabilità. E’ così che si è resa possibile l’entrata della Grecia nell’euro.