
di Nadia Urbinati
La proposta di legge che dovrebbe regolare lo stato civile delle coppie omosessuali, e che comincerà il suo iter parlamentare quasi in contemporanea con il raduno del Family day al Circo Massimo, mette a nudo l'identità complessa del Partito democratico e la tensione che divide il paese tra una cultura liberale matura e una cultura liberale che fatica a conciliare i diritti individuali con la tradizione religiosa. Come ha scritto Albero Melloni su Repubblica, la decisione in materia di unioni civili coinvolge direttamente la Chiesa e pertanto anche la cultura diffusa e quella politica. Il Pd porta nei suoi fondamenti il seme di questo dissenso, diviso tra demo-cattolici e demo-liberali su molti dei temi legati alla procreazione e alla sessualità.
La decisione sullo statuto delle unioni omosessuali mette in luce la difficoltà del nostro paese a riconoscere al matrimonio civile un'identità autonoma rispetto al matrimonio religioso, un sacramento che inizia con l'unione di un uomo e una donna per concretizzarsi nella famiglia.