La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

giovedì 5 gennaio 2017

Belgio, la sinistra radicale sempre più forte

di Gjecko e Gianluca Baranelli
Da qualche mese a questa parte, in Belgio, si sta ritagliando un grande spazio quello che fino a poco tempo fa era un piccolo partitino fuori da ogni schema politico rilevante. Si tratta del Partito dei Lavoratori del Belgio, forza politica nata alla fine degli anni 70 e per decenni capace di raccogliere solo pochissime decine di migliaia di voti a livello nazionale, e a vivere la maledizione dell’1%, mai raggiunto a livello nazionale fino al 2009 e mancato per una manciata di voti alle elezioni europee del 1994.
La svolta del partito dell’estrema sinistra belga si ha nel 2008, quando la presidenza del partito passa da Ludo Martens, fondatore del partito, deceduto tre anni più tardi, a Peter Mertens, attuale leader del Partito dei Lavoratori.
Con la presidenza Mertens il partito comincia pian piano ad aumentare il proprio consenso. Nel 2009 il partito supera per la prima volta l’1% alle elezioni europee e alle elezioni regionali in Vallonia e nelle Fiandre. L’anno seguente supera per la prima volta i 100.000 voti alle elezioni per il Parlamento federale, raccogliendo l’1,6% dei consensi.
La seconda grande svolta per il Partito dei Lavoratori del Belgio si ha nel 2014. Alle elezioni parlamentari il partito supera i 250.000 voti, raccoglie il 3,7% dei consensi e riesce per la prima volta ad eleggere 2 propri rappresentanti al Parlamento federale belga, il giornalista Marco Van Hees, e lo scrittore Raoul Hedebouw. Lo stesso anno, il partito dell’estrema sinistra belga riesce ad ottenere quattro seggi al Parlamento regionale di Bruxelles e due in quello vallone, dove ottiene un ottimo 5,7% alle elezioni locali.
Sarà proprio la Vallonia la base principale della terza svolta del Partito dei Lavoratori del Belgio. In Vallonia infatti, gli ultimi sondaggi, danno la forza politica sopra al 18%, a pochi punti dai socialisti e dei liberali di centrodestra dell’attuale primo ministro belga, Charles Michel.
Il segno è positivo anche nella regione fiamminga, anche se meno entusiasmante rispetto a quello della Vallonia. Nelle Fiandre infatti il partito viaggia attorno al 5%, mentre alle ultime elezioni nazionali si era fermato al 2,8%. Ottimo risultato anche a Bruxelles, dove dopo il 4% del 2014, il partito ora viaggia sopra al 10%.
Al centro del programma del Partito dei Lavoratori del Belgio vi è la l’equità sociale, da raggiungere non solo in materia fiscale, ma anche su temi riguardanti il lavoro, la giustizia, l’istruzione, la sanità, i diritti civili, i rapporti internazionali e i cambiamenti climatici. Fra le principali battaglie del partito vi sono la ferma opposizione ai tagli alla sanità imposti dal nuovo governo.
Attualmente il partito, a livello nazionale, dovrebbe riuscire a raccogliere più del 10% dei consensi ed ad ottenere fra i 12 e i 16 seggi al Parlamento federale, le prossime elezioni belghe dovrebbero comunque tenersi fra circa 2 anni, ed il Partito dei Lavoratori del Belgio potrebbe consolidare il proprio consenso anche nella regione fiamminga e riuscire a ridimensionare il potere dei partiti di destra e centrodestra che governano la nazione dal 2014.

Fonte: alfreddoealgelo.net

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