La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

sabato 16 aprile 2016

Due settimane di grande rivolta. Gli attivisti francesi ancora “su tutta la notte”

di Sonali Kolhatkar 
Quando il presidente francese François Hollande ha presentato una serie di riforme del lavoro che avrebbero reso più facile alle imprese licenziare i lavoratori, probabilmente non si aspettava l’indignazione pubblica di massa che ne è seguita. Il 31 marzo migliaia di attivisti francesi si sono raccolti a Place de la République per la proiezione di un film intitolato ‘Merci Patron!’ (Grazie padrone!) sulle persone comuni messe contro una grande società.
Il film ha ispirato le persone a contestare le riforme del lavoro; sono rimaste nelle strade e sveglie tutta la notte, adottando lo slogan “Nuit Debout” che tradotto alla buona significa “Su tutta la notte” o “Ribelliamoci tutta la notte”. Nonostante un giro di vite della polizia lunedì, quando sono state arrestate molte persone, gli attivisti sono tornati in piene forze e sono ancora là. Cosa più importante, le proteste si stanno diffondendo in Belgio, Gran Bretagna, Spagna e Germania.
La maggior parte degli statunitensi non ha saputo nulla di questo. C’è stata scarsissima copertura mediatica di Nuit Debout negli USA. (Uno dei pochi servizi convenzionali è stato di Newsweek, che ha presentato citazioni dell’attivista e giornalista statunitense David Graeber, ma nessuna fonte francese).
Naturalmente quando ci sono attacchi terroristici contro i nostri vicini di oltre Atlantico, particolarmente da parte di mussulmani, i media statunitensi ne fanno notizie di prima pagina. La giustificazione per questo genere di copertura abbondante sono i nostri valori occidentali condivisi con l’Europa. Ma in qualche modo questa affinità va a pezzi quanto gli Europei tengono dimostrazioni di massa contro politiche capitaliste.
Fortunatamente, nella nostra era di Internet i media dell’industria stanno diventando meno rilevanti. Il movimento francese ha creato rapidamente il proprio sito web, www.NuitDebout.fr, con flussi dal vivo che offrono alla gente di tutto il mondo uno sguardo sulle azioni mentre si svolgono. Aiuta comprendere il francese, naturalmente.
In un’intervista in inglese su ‘Rising up with Sonali’, l’attivista e fotogiornalista francese Eros Sana ha spiegato che “la gente è arrabbiata per molti motivi”, il principale tra essi il fatto che “François Hollande ha attuato un programma neoliberista”. Ha aggiunto che, specificamente, “la Francia è ben nota per molte conquiste sociali e per il fatto che non si può licenziare nessuno a proprio piacimento”. Ma le riforme di Hollande mineranno queste protezioni con l’affermazione che essere in grado di licenziare più facilmente consentirà alle imprese di assumere più facilmente. Infuriato per questo un gruppo in larga misura di giovani e di persone di sinistra si è mobilitato, compresi studenti delle superiori e universitari, lavoratori e i disoccupati.
I francesi vivono in uno stato d’emergenza dopo gli attacchi dell’anno scorso a Parigi. Il luogo delle proteste di Nuit Debout è fortemente simbolico. La Place de la République è divenuta un principale sito di cordoglioper le vittime degli spari a Charlie Hebdo, ma dagli attacchi di novembre il governo ha vietato alla gente di riunirsi là per proteste sociali. L’accampamento a Place de la République sta avendo luogo in violazione delle restrizioni governative. La gente si sta riprendendo lo spazio metaforicamente e letteralmente. Il movimento è, in parte, un tentativo di “riconquistare la nostra democrazia e i nostri diritti”, ha detto Sana.
Come negli Stati Uniti, dice Sana, i politici stanno tentando ci usare la paura dell’Islam per distrarre le persone dal loro sfruttamento e dallo sgretolamento dei diritti del lavoro. Ha indicato che il primo ministro Manuel Valls è stato la fonte di “discorsi d’incitamento all’odio contro mussulmani, condannando persone che indossano il velo islamico per strada, affermando che l’Islam è il principale problema della nostra società”. Gli attacchi dello scorso novembre hanno lasciato un segmento della società francese convinto che ciò sia vero. Ma i manifestanti di Nuit Debout stanno mantenendo la concentrazione sulle politiche del governo sempre più favorevoli alle imprese.
I dirigenti francesi si sono probabilmente resi conto che le riforme proposte sono state un errore. Che facciano marcia indietro da esse è ancora dubbio. In un evidente tentativo di ammorbidire gli attivisti agli inizi di questa settimana, Hollande ha fatto un’offerta apparentemente generosa agli studenti. Secondo la Reuters l’offerta ha incluso “sussidi per i giovani diplomati in cerca di lavoro e altri aiuti per apprendisti e studenti per un valore totale di 400 – 500 milioni di euro”. Sana lo considera un tentativo di Hollande di “rompere il movimento, dividere il movimento”, poiché i giovani costituiscono la spina dorsale di Nuit Debout. Secondo lui l’offerta di Hollande è un modo per dire: “‘Suvvia, ragazzi. Tornate alle vostre superiori, tornate alle vostre università e noi ci occuperemo di voi’. M i giovani sono tuttora nelle strade e non se la bevono”.
Molti paragonano Nuit Debout al movimento statunitense di Occupy Wall Street. Ci sono numerose somiglianze, tra cui alcune superficiali, con le persone che si organizzano in comitati e tengono assemblee generali notturne e usano il linguaggio dei gesti per comunicare. “Molti attivisti coinvolti in questo movimento sono stati ispirati da ciò che è successo a Wall Street”, ha detto Sana. Ma hanno tratto ispirazione anche da una fonte geograficamente più vicina: il movimento degli Indignados in Spagna.
Quello che queste rivolte hanno in comune è la capacità delle persone di comunicare istantaneamente tra loro e di aggirare le forme tradizionali di comunicazione di massa. Le reti dei media sociali sono state determinanti nel mobilitare masse di persone. “Quello che non ti dicono i media tradizionali, te lo dirà il canale Twitter degli amici”, ha detto Sana. Ha citato un esempio di diversi giorni fa: un attivista ha utilizzato un’applicazione popolare chiamare Periscope per trasmettere ciò che stava succedendo nelle strade mentre 80.000 utenti seguivano in rete.
Il movimento ha a malapena due settimane di vita. A parte la richiesta di bloccare le riforme del lavoro proposte, non ci sono al momento domande chiare, con base vasta. Ciò è tipico di tali rivolte di massa. Come ha dimostrato il movimento Occupy Wall Street, gli accampamenti sono troppo vasti, difficili da maneggiare e organici per articolare rapidamente rivendicazioni. Forse queste rivolte esplosive andrebbero viste come un’espressione naturale della frustrazione di massa avvertita dalle persone riguardo alla loro accresciuta subordinazione al potere delle imprese e delle élite politiche. Sana ha riferito che comitati del campo di Nuit Debout tentano di discutere e articolare richieste ogni notte. Ma tutti sono d’accordo che l’interesse più importante è: “Come rivendichiamo la democrazia?”

Da ZNetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo
Originale: Truthdig
Traduzione di Giuseppe Volpe
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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