La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 8 marzo 2016

Naufraghi televisivi e naufraghi reali

di Matteo Saudino
Con lo stile, il buongusto e la raffinatezza intellettuale che da tempo la caratterizzano, Mediaset, uno dei pilastri dell’ industria culturale italiana, ci annuncia l’imminente naufragio di decadenti e mediocri celebrità sull’isola dei famosi. L’avvio della nuova edizione del fortunato reality è una buona notizia per la crescita civile e democratica del nostro paese: gli spettatori potranno infatti passare, senza soluzione di continuità, dai drammatici naufragi dei barconi dei migranti, in fuga da povertà e guerra, alle sexy e pop avventure dei naufraghi famosi, finanziati dai nostri ascolti che attirano i soldi degli sponsor.
E così mentre guarderemo morire migliaia di persone nel Mediterraneo, faremo il tifo per cantanti e attori affinché sopravvivano sull’isola; mentre con indifferenza o timore osserveremo migliaia di persone cercare di raggiungere Lampedusa o Lesbo, voteremo con entusiasmo quale personaggio famoso far rimanere sull’isola e quale rimandare a casa con tanto di cachet e di interviste garantite.
Anno dopo anno, la finzione divora e deforma la realtà, lo show annulla la sostanza e divinizza la forma. Tutti pronti a votare con il telecomando per cuochi, ballerini, miss, cantanti e buzzurri di ogni specie, ma al contempo pronti a disertare il referendum ambientale sul trivellamento vicino alle coste, in cui realmente viviamo. Pronti a commuoverci per gli ospiti della De Filippi e al contempo infastiditi dal dolore di che vive attorno a noi. La democrazia diretta televisiva è becchina della democrazia diretta reale, osteggiata dal potere e ormai ridotta a un fantasma. Il prossimo obiettivo è svuotare completamente anche quella rappresentativa, rendendo il potere legislativo un’appendice dell’esecutivo. I voti di fiducia, i canguro, la riforma Boschi e il parlamento di nominati vanno in tale direzione autoritaria.
In quest’ottica, la Rai e Mediaset svolgono pienamente la loro funzione di armi di distrazione di massa e di strumenti ideologico nelle mani e al servizio delle classi dirigenti liberali e liberiste. Da sempre il nostro piangere fa male al re, al ricco e al cardinale, invece l’indifferenza e l’odio verso il povero, lo straniero e i marginali li rafforza, li ingrassa e li fa divertire.
Semplice, terribilmente semplice.

Fonte: comune-info.net 

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