La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

mercoledì 20 luglio 2016

I migranti scappano solo per sopravvivere. Intervista a Alex Zanotelli

Intervista a Alex Zanotelli di Wanda Valli
Padre Alex Zanotelli conosce le storie, le vite dei migranti, viste dall'Africa o dai Paesi segnati dall'esodo di questi ultimi anni. Ha provato a aiutarli, i profughi in Sudan e, erano gli anni Settanta, non gli hanno rinnovato il visto. Ma lui è tornato ancora in Africa, in Kenya, prima di approdare a Napoli, a aiutare i ragazzi difficili del quartiere Sanità. È venuto a Genova per ricordare il suo amico don Gallo, e parlare di Costituzione. Adesso prova a raccontare la vita di chi fugge da guerre e carestie, come l'ha vissuta lui. Dall'altra parte del mare.
Padre Zanotelli, qual è la prima molla che li porta a fuggire? Guerra, fame, carestia?
"Loro si allontanano da situazioni estremamente difficili, sia per il Medio Oriente di Siria e Iraq, sia per l'Africa. E c'è il dramma ecologico: l'Onu prevede che entro il 2050 ci saranno 250 milioni di esiliati climatici, perché nelle loro terre non si potrà più vivere. Sarà devastante. C'è il Sudan, con il Darfour in guerra infinita, il Niger. Loro scappano per una ragione: sopravvivere. Tutto è stato aggravato dalle guerre dell'Occidente in Iraq, in Siria. Il presidente Obama ha detto, lui non io, che la madre del Daesh, dell'Is, è stata la guerra in Iraq".
Quindi in fuga da guerra, armi, invasioni?
"Sì, soprattutto. L'Onu parla di 60 milioni di rifugiati riconosciuti e di questi l'80 per cento è accolto da nazioni povere come il Kenya: 1,5 milioni di somali o il Libano con il suo milione e mezzo di profughi siriani. Da noi che parliamo di invasione, è arrivato un milione di persone in totale, su una popolazione di 65 milioni di abitanti. E invece di creare corridoi umanitari, come si facevano in guerra, questa Europa tira su muri, l'Europa patria dei diritti. Ci sarà qualcosa nell'uomo che non va".
In che cosa sperano mettendosi in viaggio verso il futuro?
"Viviamo in un mondo globalizzato, i media rilanciano l'immagine di un'Europa continente agiato, che sta bene. Adesso il problema diventa l'accoglienza, eppure siamo stati migranti anche noi. Prendiamo il 2011 e l'emergenza Nord Africa. In Italia sono arrivati 20 mila profughi, il governo si è comportato bene, ha stanziato 1 miliardo e 300 milioni . Ma dove sono finiti? Dobbiamo organizzare un piano di accoglienza che metta insieme istituzioni e comunità, religiosi e laici, per decidere assieme il che fare e agire".
A Genova stanno lavorando insieme laici e cattolici. Un bene quindi.
"E' ottimo perché la crisi è importante, e in parte responsabilità nostra".
Che cosa significa migranti per l'ambiente?
"Dobbiamo ridurre l'uso di carbone e petrolio, per esempio, se si va vanti così a fine secolo l'Africa rischia di avere più 7 gradi di temperatura e diventa inabitabile. Dove andranno quei popoli?"

Fonte: La Repubblica 

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