La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

giovedì 20 aprile 2017

Per Erdogan è l'inizio della fine. Intervista a Can Dündar

Intervista a Can Dündar di Daniel-Dylan Böhmer
Il quotidiano liberale di sinistra Cumhuriyet è uno dei giornali più vecchi della Turchia. Dopo aver rivelato, nel novembre 2015, le presunte forniture di armi dei servizi segreti turchi ai gruppi di guerriglieri islamisti in Siria, la giustizia turca ha cominciato a perseguire il suo redattore capo Can Dündar, con le imputazioni - tra l'altro - di spionaggio e divulgazione di informazioni segrete. Nel luglio 2016 è espatriato in Germania. A Berlino Dündar ha fondato Özgürüz, un portale critico nei confronti del governo.
Dündar, il presidente turco Erdogan ha ottenuto l'approvazione della sua riforma costituzionale. Tuttavia, la sua vittoria nel referendum è stata di stretta misura. Ritiene che si sia rafforzato?
"Nient'affatto. È una vittoria di Pirro. Nonostante tutta la pressione, o meglio, la repressione da lui esercitata in queste votazioni squilibrate a sfavore del fronte del "No", nonostante l'incarcerazione di tanti giornalisti critici nei confronti del governo e con i media quasi interamente schierati per il "Sì", la maggioranza è così esigua. Per me questo è l'inizio della fine dell'era Erdogan".
Ma adesso Erdogan non otterrà i pieni poteri, che gli permetteranno di spegnere qualsiasi opposizione?
"Sì, otterrà ancora più potere. Ora però sappiamo anche che metà del popolo è contro di lui. E abbiamo visto che i turchi sono assolutamente decisi a resistere. Consideri solo questo fatto: da quando nel 1994 Erdogan è diventato sindaco di Istanbul, in questa città non ha più perso una votazione. Fino ad oggi. Ora Istanbul ha votato no. E anche Smirne ha votato contro di lui. I risultati delle grandi città sono molto importanti in Turchia".
Ma come potrebbe tutto ciò costituire un pericolo per Erdogan?
"L'opposizione con la sua campagna per il "No" ha dimostrato di saper combattere unita anche in condizioni difficili e di poter togliere consensi a Erdogan. Se continuerà così, potrà vincere le elezioni presidenziali del 2019".
Come dovrebbero reagire la Germania e l'Unione Europea all'esito del referendum? Qualche politico già chiede di rivedere radicalmente la politica europea verso la Turchia.
"L'Europa dovrebbe rispettare il risultato, ma anche riflettere su quanto il Paese sia diviso. La Turchia non è per nulla soltanto Erdogan. I tedeschi e gli europei dovrebbero continuare a parlare con l'opposizione turca. Non dovrebbero isolare il nostro Paese in nessun caso. Sarebbe la cosa peggiore. Proprio adesso abbiamo bisogno di uno stretto collegamento con i nostri amici europei. Abbiamo bisogno di ancora più solidarietà".
Però Erdogan ha anche annunciato un referendum sull'introduzione della pena di morte. L'Europa non dovrebbe trarne prima o poi le conseguenze?
"Quello di Erdogan sulla pena di morte è soltanto un bluff. Anche in precedenza ha già dichiarato che avrebbe preso in seria considerazione questa ipotesi, qualora il Parlamento - dove in ogni caso c'è una maggioranza docile ai suoi ordini - glielo avesse
chiesto. Avrebbe potuto farlo da un pezzo, se lo avesse davvero voluto. Con questa dichiarazione di domenica sera ha soltanto voluto impressionare i suoi sostenitori".

© Die Welt/ LENA, Leading European Newspaper Alliance
Traduzione di Carlo Sandrelli
Fonte: repubblica.it

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.