La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

lunedì 13 giugno 2016

Una bella assemblea. Fuori della Cgil c'è il mondo

di Sergio Bellavita 
Ci ricorderemo di questo sabato 11 giugno. Sono stati mesi molto intensi quelli che ci hanno portato alla decisione di prendere atto della fine di una lunga storia collettiva. E l'assemblea è stato un fatto politico vero, partecipato, solo l'avvio di un processo. Alcuni compagni hanno testimoniato nei loro interventi, senza nascondere l'emozione, di appartenere a famiglie che si sono tramandate la militanza in Cgil di generazione in generazione. Altri come il compagno Destradis Domenico, per tutti Mimmo della Fiat di Melfi, hanno portato a Roma la tenacia di chi non ha piegato la testa davanti a Landini. Mimmo ha annunciato di voler continuare e rafforzare l'esperienza del coordinamento lavoratori Fca. Questa volta da iscritto Usb,senza nessun rischio di essere messo per questo alla porta!
Per tutti un passaggio non facile. Eppure abbiamo preso il cuore per gettarlo oltre l'ostacolo. A coloro che ci dicono che fuori dalla Cgil non c'è nulla vogliamo dire con pacatezza ma con estrema determinazione che non è assolutamente vero. C'è un mondo intero, fuori dai palazzi del sindacalismo confederale, che resiste ai processi di spoliazione di diritti, salario e occupazione, che difende il territorio dalle speculazioni, la salute dai veleni mortiferi di un capitale che impone le sue regole sopra la vita degli uomini. C'è chi resiste praticando mutualismo quale strumento per la ricostruzione di coscienza, di soggettività. Ci sono migliaia di lotte per il diritto all'abitare, per l'accoglienza solidale. 
Ci sono le straordinarie lotte nel settore della logistica che vedono assenti Cgil Cisl UIL quando non complici con i padroni. Un mondo spesso poco visibile ma un mondo vero, fatto di uomini e donne che dimostrano così di non essere contaminati dalla passività complice dei vertici sindacali. Comitati, coordinamenti, associazioni, centri sociali e sindacati, come Usb, che in un sistema che impedisce la democrazia nei luoghi di lavoro, combattono ogni giorno una battaglia ad armi impari per organizzare i bisogni di chi si vuole rappresentare. Abbiamo deciso di praticare questa strada consapevoli delle difficoltà e della durezza che incontreremo in questo cammino. L'incontro e l'abbraccio con i compagni e le compagne dell'Usb è stato più che caloroso. Ci siamo sentiti a casa, liberi dal peso dell'opposizione e pronti a costruire. Un altro incontro è per me, e credo per tutti noi, di grande significato e valore: Giorgio Cremaschi.
Si parte quindi con un programma di lavoro intenso e ambizioso. Sciopero generale!

Fonte: controlacrisi.org 

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