La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

lunedì 18 luglio 2016

Poliziotti che uccidono, reduci pazzoidi e Pokémon Go: Benvenuti in America!

di Vincent Emanuele
Alla fine di settembre una delle mie grandi amiche che si dà il caso sia anche una delle più impegnate e coraggiose attiviste per l’ambiente che io conosca, verrà in visita alla Rust Belt americana da Melbourne, Australia, dove risiede. Samantha è già stata negli Stati Uniti, ma questa sarà la sua prima volta qui dopo l’11 settembre. In apparenza, sembra che molto sia cambiato in questi 16 anni, ma, allo stesso tempo, più ci penso, più riconosco che molto resta uguale. La polizia razzista uccide ancora i giovani di colore a livello astronomico. Oggi l’unica differenza è che le persone hanno sempre con loro le macchine fotografiche dovunque vadano.
E così, per la prima volta nella storia, grandi segmenti di Americani bianchi vedono che cosa i neri Americani hanno sperimentato per secoli.
Alla fine degli anni ’90, durante la visita più recente che la mia amica australiana ha fatto negli Stati Uniti, non c’era una guerra combattuta con forze di terra in Iraq, ma le sanzioni draconiane imposte agli iracheni dall’amministrazione Clinton avevano avuto come conseguenza la morte di oltre 500.000 persone, in gran parte donne e bambini. Però, attenzione, come chiariva Madeleine Albright nel 1996: “Ne valeva la pena.”
Oggi, dopo decenni di ingerenza della CIA, tre guerre combattute con truppe di terra e dopo il contraccolpo che queste cose producono, soprattutto l’Isis, l’Iraq è ora completamente distrutto, insieme all’Afghanistan, alla Siria, alla Libia, allo Yemen, ecc.
A proposito di cose che restano uguali, gli Stai Uniti sono in procinto di sopportare ancora un altro Clinton alla Casa Bianca. Questa volta Hillary e Bill reciteranno il loro ultimo atto nello Studio Ovale: il loro ritorno farsesco. La conseguenza è stata che milioni di bianchi della classe operaia, trascurati dalla Classe liberale e da gran parte della Sinistra, hanno trovato conforto nel candidato Repubblicano logorroico e fascistoide, Donald Trump.
L’ascesa di Trump mette in evidenza uno degli scismi più interessanti e pericolosi che sta domina attualmente il panorama culturale e politico americano: la divisione tra il movimento Le vite nere contano e i suoi seguaci da una parte, e coloro che incondizionatamente e acriticamente appoggiano la polizia, dall’altra. Senza dubbio l’enorme sovrapposizione che esistente tra i seguaci di Trump, i poliziotti e i loro sostenitori bianchi, non si può negare e non si dovrebbe ignorare.
In questo caso la Sinistra sarebbe saggia se organizzasse e non prendesse in giro la classe operaia e le comunità povere di bianchi. Dopo tutto, abbiamo bisogno del maggior numero possibile di alleati, specialmente in questi tempi bui. A meno che, naturalmente, siamo contenti di perdere.
E proprio per essere chiari, non sto sostenendo che sarà facile organizzare certi segmenti di sostenitori di Trump, dico semplicemente che è un compito necessario se speriamo di cambiare sostanzialmente la società.
Se la Sinistra è incapace o non disposta a organizzare il proletariato bianco, è difficile immaginare un futuro pacifico nella terra dello Zio Sam. Infatti sosterrei che se persisteranno le divisioni economiche e razziali già esistenti, o se peggioreranno sempre di più, come è successo per decenni, il futuro degli Stati Uniti sarà violento oltre ogni immaginazione. Dopo tutto, i cittadini statunitensi, possiedono più armi praticamente di chiunque altro al mondo, e usiamo già l’uno contro l’altro a livelli astronomici. E tutto questo nel contesto del crollo ecologico. Buffo, no?
Oramai, praticamente tutti al mondo sono al corrente delle recenti sparatorie a Dallas in Texas, e quindi vi risparmierò una ripetizione a pappagallo di semplici fatti e così via. Secondo me ci sono in gioco due importanti dinamiche: 1) il ruolo dei reduci e , 2), l’uso delle tecnologie della robotica senza per uccidere.
Quando si tratta delle avventure imperiali dello Zio Sam, , tutti i nodi vengono al pettine, come dice il vecchio proverbio. Questa volta sotto forma di un reduce gravemente traumatizzato che, dopo essere stato inviato in Afghanistan nel 2013, si sentì così alienato e inerme che pensò che il miglior modo di esprimere la propria rabbia contro la polizia fosse quello di sparare a 12 poliziotti, uccidendone cinque.
Dei cinque poliziotti uccisi, tre erano reduci di guerra. Uno di loro, Brent Thompson, aveva lavorato per l’impresa americana militare DynCorp International, dove addestrava i poliziotti locale in Iraq e in Afghanistan. In qualche modo strano, credo che sia soltanto appropriato che Micah Johnson abbia usato un fucile AK-47 (il Kalashnikov, l’arma preferita degli insorti iracheni) per uccidere le sue vittime, molte delle quali erano reduci di guerra.
E non dimentichiamoci: l’Ak-47 era stato acquistato in un parcheggio grazie a una comunicazione su Facebook. Davvero appropriato!
In realtà questo fatto mi ricorda una storia del periodo in cui ero nel Corpo dei Marine. Un giorno un battaglione fu inviato al cinema-teatro della base 29 Palms, dove il comandante del battaglione ci informò che due marine erano stati arrestati in relazione a un doppio omicidio. Si venne a sapere che due marine arrestati avevano ucciso con un fucile altri due marine in un parcheggio dell’azienda K-Mart, avevano buttato i loro corpi nel bagagliaio della loro macchina e poi la avevano incendiata dopo che era andata storta una faccenda di droga.
E così, quando ho saputo che il cecchino di Dallas era un reduce, devo essere onesto, non mi sono sorpreso neanche un po’. Infatti, avendo passato 14 anni della mia vita a contatto con i reduci, sono scioccato all’idea che molti altri di loro non commettano atti del genere. Penso che molti lo faranno dato che le cose negli Stati Uniti si deteriorano.
Dopo 15 anni di Guerra al terrore dopo più di 40 anni dalla fine della Guerra del Vietnam, gli Americani glorificano ancora i militari e il servizio militare anche se è più probabile che i reduci siano senza tetto, in prigione, tossicodipendenti, disoccupati, suicidi e omicidi rispetto alla media dei cittadini americani. Irreale.
La conclusione è che l’esercito degli Stati Uniti è una forza di morte e di distruzione. Non è un programma di posti di lavoro e non è un salutare sfogo per le angosce dei giovani (entrate in una banda punk).
Molto adeguatamente, specialmente nell’epoca della Guerra con i droni, la Polizia di Dallas ha finalmente ucciso Micah Johnson con un robot. Secondo la CNN, “Il Remote Androx Mark V A-1, fabbricato dalla società Northrup Grumman, era stato acquistato dal dipartimento nel 2008.” Inoltre, “Il robot che costa 151.000 dollari ha avuto danni minori al braccio di estensione ed è ancora efficiente.” E’ giusto. 20 dollari di esplosivi C-4 e un robot hanno posto fine al massacro di Dallas, in Texas. Un precedente davvero pericolosissimo.
Come sempre la Polizia di Stato sta usando la tragedia di Dallas per sovvertire le libertà civili, tormentare gli attivisti, militarizzare ulteriormente le forze dell’ordine, e far approvare leggi estreme.
Per esempio, i Senatori John Cornyn (Repubblicano – Texas) e Ted Cruz (Repubblicano – Texas), mercoledì hanno introdotto un atto legislativo estremamente reazionario che si chiama: The Back the Blue Act (Atto per sostenere i poliziotti). Jamie Lovegrove riferisce che The Back the Blue Act del 2016 creerebbe, tra le altre disposizioni, un nuovo crimine federale se si uccide un giudice federale un
membro delle forze dell’ordine, o un funzionario di pubblica sicurezza, e il criminale sarebbe soggetto alla pena di morte e a una condanna minima obbligatoria di 30 anni.”
Nel frattempo, si lascia che gli organizzatori e gli attivisti si chiedano quando qualcuno al Senato americano troverà il coraggio sufficiente a introdurre una legge che punirebbe severamente i poliziotti per aver ucciso civili non armati. Naturalmente non tratteranno il fiato. Saranno nelle strade, organizzandosi e opponendosi.
Quando Samantha atterrerà a Chicago, è sperabile che sarà in grado di farsi strada tra i moltissimi zombie viventi che attraverseranno l’aeroporto in cerca di Pokémon, il più recente spettacolo digitale portatile. Come era prevedibile, l’applicazione Pokémon Go sugli smartphone, è stata scaricata 7,5 milioni di volte da quando è stata lanciata per la prima volta sei giorni fa. Secondo Christopher Nheu, amministratore diprodotti di telefonia mobile (di qualunque diavolo di cosa si tratti): “La Realtà Aumentatahttps://it.wikipedia.org/wiki/Realt%C3%A0_aumentata in realtà crea una connessione digitale con qualcuno che è nel mondo fisico.”
Ma, cazzo! L’ultima cosa di cui questa cultura ha bisogno è un altro motivo per cui le persone tengano le loro patetiche facce schiacciate sullo schermo dei loro iPhone, come un mucchio di drogati digitali che cercano di avere la prossima dose dalla Apple Inc.
Ecco un’idea estremista: che ne dite di creare collegamenti reali con le persone nel mondo fisico? Sapete, per esempio parlare realmente con le persone di cose che contano. E già che ci siamo, forse potremmo connetterci di nuovo con il mondo naturale? Mi sembra che sarebbe più utile che andare a caccia di creature digitali su un dispositivo fatto di materiali rari della terra e prodotti da bambini che lavorano in condizioni di schiavitù, giusto?
In un’epoca di collegamenti senza pari, almeno in senso digitale, la società americana sembra più frammentata che mai.
Nel frattempo i poliziotti uccidono con impunità, i banchieri saccheggiano i forzieri pubblici, i militaristi continuano nella loro marcia imperiale, i dimostranti sono demonizzati e l’ambiente viene devastato.
Benvenuti in America!

Nella foto: un gruppo di reduci della Guerra in Iraq: all’estrema destra: Vincent Emanuele, autore dell’articolo.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
Originale: non indicato
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.