La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

giovedì 27 ottobre 2016

Medicina Democratica: le modifiche costituzionali e l’Italicum nuociono alla salute

di Medicina Democratica 
L’attuale esecutivo ha inaugurato il suo mandato con la parola d’ordine dell’innovazione e delle riforme. La riforma costituzionale (Legge Boschi) così come la riforma elettorale (Italicum - legge 52/2015), per quanto dichiarato dagli ideatori, andrebbero nella direzione di rendere più veloce l'azione dei governi con due meccanismi fondamentali: eliminando il bicameralismo ed introducendo un imbuto nella selezione dei rappresentanti politici(della compagine governativa e dell'opposizione).
Per queste riforme è stato indetto un referendum (costituzione) ed un altro sarebbe opportuno (Italicum). Riteniamo che la logica che le sostiene sia la stessa ed è una logica che dobbiamo contrastare. Il progetto è modificare le basi della Repubblica democratica non per rendere più efficienti le istituzioni ma per introdurre una sorta di “premierato” del Presidente del Consiglio, una deriva autoritaria, per “normalizzare”la realtà italiana e ridurre gli spazi dell’espressione della volontà popolare e del conflitto sociale.
Il primo punto di tale programma è una nuova legge elettorale che stabilisce un premio di maggioranza eccessivo mettendo fuori gioco ogni minoranza non allineata ai raggruppamenti elettorali maggiori e scoraggia - di fatto - la partecipazione di sempre più vaste masse di popolazione alla stessa espressione del voto (che voto a fare, se non trovo qualcuno che mi rappresenti veramente? Che voto a fare se il mio voto avrà un valore minore di quello di un sostenitore dei partiti più forti? Oppure se oggi sono minoranza, per divenire maggioranza con questi sbarramenti, dovrei attendere tanto per ottenere una rappresentanza ed intanto mettere in campo una strategia extraparlamentare di lunga-lunghissima durata). 
Insomma l’Italicum è una riedizione - peggiorata - del Porcellum in una fase storica in cui la gente già in maggioranza è attratta dall’astensione. Evidentemente agli occhi degli ideatori del progetto il fenomeno dell'esclusione di buona parte della popolazione è visto con favore. Per una associazione come Medicina Democratica che, nel nome stesso, ritiene fondamentale la democrazia e la partecipazione ("Bisogna combattere la mancanza di partecipazione come una malattia..."), questo progetto è un atto lesivo dello stesso diritto alla Salute. Maccacaro ha analizzato in più occasioni il rapporto malattia, estraniazione, isolamento ed assenza di rappresentanza ma anche chi non ha letto i suoi testi capisce che il non potere agire realmente sulla selezione della classe politica significa anche non potere scegliere chi programmerà o gestirà il Sistema Sanitario.
Medicina Democratica non solo è contraria alla restrizione di rappresentatività ma promuove in tutte le sedi nuove forme di autoorganizzazione e democrazia diretta nei luoghi ove si gestisce la salute, in spazi istituzionali e non (ospedali, centri sociali, aree urbane autogestite) per la riappropriazione del diritto e la sperimentazione di nuovi rapporti tra la sofferenza e l’istituzione sanitaria. Medicina Democratica, cioè, ritiene che non vi è un eccesso di rappresentanza ma al contrario sia necessario creare nuove forme di espressione democratica. 
Si capisce anche che l'estraniazione dalla politica non è diffusa alla stessa maniera in tutte le classi sociali ma riguarda in larga misura le classi popolari e la fascia sempre più ampia dell'emarginazione. Anche qui, gli ideatori della riforma non solo non si preoccupano del fenomeno ma in qualche modo lo ritengono un elemento che favorisce il dinamismo politico selezionando un'area sociale di elettori ristretta ma funzionale a logiche di partito. Alla fine ad eleggere un governo ci sarà si e no il 25% dei votanti e avranno ancor meno rappresentanza le espressioni di sofferenza sociale perché non compatibili in questo disegno. Medicina Democratica invece è strategicamente legata proprio alle classi sociali subalterne. Medicina Democratica, in una società con forti differenze di classe, ha sempre scelto di stare con la sofferenza sociale, proprio perché la Salute non è uguale per tutti (un disoccupato napoletano non avrà in questa situazione storica la solerzia e la qualità dei servizi di qualche benestante che può accedere alle cure esclusive di luminari in cliniche di lusso) e questa è un'ingiustizia che va combattuta. 
La nostra diversità è una scelta politica, di schieramento e di prospettiva. Noi la rivendichiamo come rimarchiamo anche per aprire un dibattito vero con altri movimenti ed associazioni che parlano in maniera indefinita di salute, ammalati, ambiente come dimensioni eteree, al di sopra ed al di fuori dei conflitti sociali. Non si tratta di riproporre schemi ideologici per motivi propagandistici ma di dire la verità: il disoccupato napoletano cardiopatico morirà di scompenso cardiaco a 40 anni in attesa di un posto letto in cardiochirurgia e nessuno dirà niente in Tv. Di qualcun altro assistiamo alla cronaca giornaliera in TV per mostrare un intero ospedale mobilitato a garantire la sua pronta guarigione perchè ha più diritto di vivere di uno che non riesce a pagare le bollette. 
Il secondo meccanismo è quello di "neutralizzare" il senato con l'eliminazione del bicameralismo . In realtà si propone un secondo serbatoio di classe politica -non direttamente eletta- che avrà tutto l'interesse ad avere una comoda poltrona a Roma senza avere alcun interesse a disturbare il governo formato dai deputati di maggioranza. Ci dicono che si risparmia ma in realtà la differenza dei costi saà irrisoria creando un baraccone parassitario di cooptati alla briglia della maggioranza del momento anziché mantenere una elemento di controllo e comunque di espressione della volontà degli elettori.
E dopo le regole democratiche cadranno le altre regole e i diritti costituzionali se daranno fastidio al premier di turno…
Medicina Democratica quindi considera inaccettabili entrambe le riforme proposte e ancor più il loro “combinato disposto”, un unico progetto antidemocratico, ed invita a votare No al Referendum di Ottobre e a dire No anche alla legge elettorale.

Articolo tratto da medicinademocratica.org
Fonte: Micromega online 

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