La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

sabato 26 marzo 2016

TTIP e TPP, le armi segrete dei grandi inquinatori

Si chiamano TTIP e TPP. Due sigle che indicano altrettanti accordi internazionali sul commercio e gli investimenti estremamente pericolosi per l’ambiente e il clima. Lo afferma un nuovo rapporto dell’ONG Sierra Club che sostiene quanto segue: se approvati dal Congresso statunitense, questi trattati potrebbero fornire ai 50 più grandi inquinatori del mondo gli strumenti per denunciare i governi presso tribunali privati, qualora decidessero di adottare leggi o regolamenti che scoraggiano i combustibili fossili.
Con il TTIP e il TPP, tutti i divieti recentemente introdotti dal governo per quanto riguarda il fracking sui terreni pubblici o l’estrazione di petrolio offshore potrebbero essere ritirati. Un tema che non riguarda soltanto gli Stati Uniti, ma anche l’Europa e l’Italia, che il 17 aprile si reca alle urne per il referendum sulle trivelle in mare. Gli eventuali esiti positivi per la consultazione potrebbero essere polverizzati dal TTIP, l’accordo di libero scambio USA-Ue, che Bruxelles e Washington vogliono chiudere entro l’estate. Allo stesso modo, il recente divieto di perforare al largo della costa atlantica degli Stati Uniti varato da Obama, potrebbe saltare a causa del TPP, l’accordo tra USA e 11 Paesi del Pacifico.
L’asso nella manica delle aziende, in questi patti tra nazioni, è la clausola ISDS (Investor-State Dispute Settlement): essa consente agli investitori di un Paese, che operano entro i confini di un altro contraente, di muovere causa presso corti private ed opache al governo che approva regole o divieti in conflitto con i loro programmi di business.
Gli studi legali che bazzicano questi tribunali internazionali, più potenti di qualsiasi corte ordinaria e della stessa Corte di europea di Giustizia, stanno consigliando alle grandi multinazionali del petrolio, del gas e del carbone di utilizzare la clausola ISDS degli accordi commerciali per contrastare politiche indesiderate. Molto spesso, infatti, i privati hanno la meglio sugli Stati in queste cause arbitrali, ricavandone risarcimenti anche multimiliardari.
Nessun precedente accordo commerciale, avverte Sierra Club, ha dato diritti così ampi alle società con interessi tanto forti nel voler conservare la dipendenza degli Stati dai combustibili fossili.

Fonte: rinnovabili.it

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