La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

giovedì 18 agosto 2016

Nuovi Referendum nella riforma costituzionale: Una truffa!

di Stefano Alì
Nella “riforma” costituzionale targata Napolitano-Renzi-Boschi-Verdini non sono previsti nuovi referendum. Il “mantra” della «maggiore partecipazione» è una truffa. Nel post Risparmi in riforma per 500 MLN? È pubblicità ingannevole ho già accennato a quanto ingannevole sia la propaganda della riforma costituzionale targata Napolitano-Renzi-Boschi-Verdini (su modello P2 e con sponsorizzazione di JP Morgan, Goldman Sachs, Banca UBS, Fitch). Ma la propaganda «BastaunSì» supera spesso ogni limite di decenza, rientrando a pieno titolo nella frode e nella truffa.
È il caso delle “nuove forme di partecipazione”: i referendum.
Vi chiedo 14 secondi per visionare lo spezzone video che segue:

Quindi:
"Più partecipazione? #BastaunSì!
I referendum abrogativi avranno un quorum più basso.
Le leggi di iniziativa popolare dovranno essere discusse dal Parlamento in tempi certi.
I Cittadini potranno fare proposte attraverso il referendum"
Uh che bello! Andiamo a leggere questo mirabile esempio di partecipazione diretta.

Le disposizioni sono contenute in ciò che sarebbero i nuovi articolo 71 commi 3 e 4 e articolo 75 comma 4.
Articolo 71
"3. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno centocinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli. La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge d’iniziativa popolare sono garantite nei tempi, nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari.
4. Al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche pubbliche, la legge costituzionale stabilisce condizioni ed effetti di referendum popolari propositivi e di indirizzo, nonché di altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali. Con legge approvata da entrambe le Camere sono disposte le modalità di attuazione."
Articolo 75
"4. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto o, se avanzata da ottocentomila elettori, la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi."
La propaganda fraudolenta
Comparando con la propaganda si ha:
«I referendum abrogativi avranno un quorum più basso». FALSO! Il quorum si abbassa solo se si raggiungono 800.000 sottoscrizioni anziché 500.000 (art. 75 comma 4). Il che è una contraddizione in termini. Si ravvede la necessità di abbassare il quorum a causa della disaffezione alla politica, ma quasi si raddoppia il numero di firme necessarie;
«Le leggi di iniziativa popolare dovranno essere discusse dal Parlamento in tempi certi». FALSO! Saranno apposite norme da inserire nei regolamenti parlamentari a stabilire tempi, forme e limiti (art. 71 comma 3). Ma è già così! Chi lo ha impedito fin’ora se non proprio quella maggioranza che oggi dice “faremo”?
«I Cittadini potranno fare proposte attraverso il referendum». FALSO! Occorrerà una apposita legge costituzionale e una legge ordinaria per le modalità di attuazione (art. 71 comma 4). Anche in questo caso è già così. Per inserire in Costituzione forme di referendum non previste occorre una legge costituzionale. Ma… la proposta di riforma costituzionale non è già una legge costituzionale? Perché rinviare ad altra?
Lo spot, quindi, più che ingannevole è proprio fraudolento.
La proposta di riforma non aggiunge assolutamente nulla alle forme di partecipazione diretta già previsti in Costituzione.
Non aggiunge, però toglie.
L’unica vera modifica che ha immediata entrata in vigore è l’incremento del numero di firme necessarie per presentare leggi di iniziativa popolare.
Mentre con la Costituzione in vigore bastano 50.000 sottoscrizioni, adesso diventano 150.000.
Sostengono di ampliare la partecipazione popolare aggiungendo assolutamente nulla a quanto esista già, ma riducono la possibilità di avanzare proposte di legge. Fermo restando che continua a non esserci alcuna certezza sui tempi di discussione.
Sempre SE verranno mai poste in discussione.

Fonte: ilcappellopensatore.it

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.