di Pepe Escobar
Ci risiamo. Con un altro attacco di precisione del Pentagono, un edificio residenziale nel distretto di Achin della provincia di Nangarhar, è stato colpito mentre una folla dava il benvenuto a casa a un leader di una tribù che tornava dall’Hajj (il pellegrinaggio alla Mecca, n.d.T.) Almeno 13 civili sono statti trasformati in “danno collaterale”. Il Pentagono, naturalmente non “parla dei dettagli delle operazioni di contro-terrorismo”, ma sta “attualmente esaminando tutti i materiali relativi a questo attacco”.
Ovviamente non ne verrà fuori nulla e si aggiungeranno i civili morti al bilancio che cresce senza interruzione dell’Operazione Libertà Duratura. (Enduring Freedom).
Qualcuno che è realmente costretto a sopportare la sua libertà in pieno splendore è l’ex signore della guerra, capo di Hezb-i-Islami (Partito islamico) e soprannominato “Macellaio di Kabul”, Gulbuddin Hekmatyar.
Il Pentagono non detiene il monopolio dei bombardamenti di civili in Afghanistan. Anche Hekmatyar lo ha fatto con gioia all’inizio degli anni ’90, prima di gestire una prigione sotterranea per le torture nel vicino Pakistan.
A Kabul, durante il governo dei talebani alla fine degli anni ’90, ho parlato a molti residenti durante la guerra civile, i quali erano alleati con il comandante tagiko e Leone del Panjshir, Ahmad Shah Massoud – assassinato due giorni prima dell’11settembre – quando ricordavano le forze di Hekmatyar che bombardavano incessantemente i quartieri dei civili.
Hekmatyar è stato alla macchia per quasi 20 anni, dal 1997. Non è ancora ritornato a Kabul. Nel 2002, nella provincia di Kunar in Afghanistan, stavo cercando di rintracciare lui e anche Osama bin Laden con il mio “informatore” a Peshawar (in Pakistan), e continuavamo a imbatterci in Marine americani che ci chiedevano informazioni. Dopo che Obama sparì, Hekmatyar divenne rapidamente l’obiettivo numero uno “morto o vivo” di Bush II in Afghanistan, marchiato come “terrorista globale” da Washington e messo nella lista nera dell’ONU nel 2003.
Adesso sta accumulando potere politico, dopo essere stato perdonato dal governo del presidente Ashraf Ghani. Il suo partito, Hezb-i-Islami, è una forza militare oramai disfatta da anni. Politicamente è un’altra storia. Con l’accordo, i militanti di Hezb-i-Islami, saranno ora in grado di candidarsi.
E’ stato un problema difficile da risolvere. Hekmatyar si è sempre rifiutato di firmare qualunque accordo fino a quando le truppe di Stati Uniti/NATO occuperanno di fatto l’Afghanistan. L’accordo finale stabilisce che Hezb-i-Islami e US/NATO siano d’accordo a non accordarsi fino a quando Hekmatyar non si rifiuterà di appoggiare il terrorismo. I seguaci di Ghani devono occuparsi della documentazione per eliminare Hezb-i-Islami dalla lista dell’ONU delle organizzazioni terroriste.
Se inserire Hezb-i-Islami nel fragile governo di Kabul impaurirà i Talebani, rimane una domanda aperta.
L’ultimo rifugio sicuro della CIA
L’Afghanistan per tanti scopi pratici continua a essere occupato da stranieri; sotto questo aspetto la logica di Hekmatyar sembra rispecchiare la logica dei Talebani, anche se i successori del Mullah Omar non saranno ammessi al tavolo del potere a Kabul.
Un agente segreto occidentale che sapeva come era gestito l’Afghanistan ai più alti livelli a Washington illustra il caso:
“Osama bin Laden è stato un fallitoinformatore della CIA che era stato usato come pretesto per invadere l’Afghanistan per iniziare di nuovo il traffico di eroina che è un affare da un trilione di dollari. Il Mullah Omar è stato nostro alleato contro i russi e uomo molto onesto che ha “ chiuso” tutte le piantagioni di papavero da oppio in Afghanistan dopo che talebani ne avevano preso il controllo dato che consideravano immorale la morte di oltre 300.000 persone all’anno per overdose di eroina. Ci siamo messi contro di lui e lo abbiamo tradito. Osama era ospite del Mullah Omar e ha soltanto chiesto prove del coinvolgimento di Obama nell’11 settembre. Dato che non ce ne era nessuna, dato che non era stato coinvolto affatto, nessuna prova poté essere fornita. Bush II ha deriso alla televisione anche il solo pensiero che gli richiedesse di fornire una prova a un Mullah Omar con arco e frecce.”
Diventa ancora più piccante quando l’agente segreto descrive in dettaglio ciò che pochi hanno avuto il coraggio di dire chiaramente; la reale agenda della CIA in Afghanistan:
“La CIA usava i ricavati dell’eroina per operazioni esterne e così le loro entrate si erano interrotte quando i Talebani erano al potere. In questo modo potevano sempre aggirare il Congresso degli Stati Uniti. Eroina: ecco perché siamo ancora là. Il terrorismo è progettato attraverso l’Operazione Gladio che si sta usando per giustificare questi interventi. La maggior parte delle agenzie di intelligence sono collegate a questo commercio. Il 93% dell’eroina del mondo proviene dall’Afghanistan. Dopo l’invasione degli Stati Uniti la coltivazione del papavero da oppio* riprese di nuovo. I convogli militari che andavano dai porti del Pakistan all’Afghanistan portavano indietro come carico di ritorno l’eroina per la distribuzione in tutto il mondo. I Talebani e Osama non hanno assolutamente nulla a che fare con l’11 settembre.”
A proposito, Hekmatyar non è stato mai collegato al traffico d’eroina.
Kabul al momento controlla ancora i centri con grande popolazione e circa il 70% del paese. Il resto è terra dei Talebani. Non c’è possibilità che Kabul vinca la guerra. Secondo i numeri forniti dal Generale dei Corpi dei Marine, Joseph Dunford, presidente dei Capi di stato maggiore delle forze armate, il Pentagono e i suoi alleati hanno 14.000 soldati in Afghanistan. Il contingente degli Stati Uniti – 9.800 – alla fine del 2016 scenderà a 8.400.
Ognuno ricorda la NATO che “trasferì il controllo” essendo stata sconfitta in modo ignominioso dai talebani nel 2014. Le rimanenti truppe statunitensi sul terreno eufemisticamente forniscono “addestramento” e “supporto aereo” all’esercito afgano, e sono esse stesse appoggiate da una moltitudine di compagnie militari private. In parallelo, nascoste profondamente nell’ombra, queste compagnie continuano a trasferire l’eroina della CIA in Occidente.
La combinazione USA/NATO ha appena promesso di “contribuire a finanziare le forze di sicurezza afgane al ritmo di 1 miliardo di dollari all’anno per i prossimi tre anni”. Pochi si renderanno conto che offre un grandioso incentivo extra ai commercianti di eroina gestiti dalla CIA che trasportano la loro merce in tutta l’UE.
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
Originale : Strategic Culture Foundation
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

La traduttrice ha scritto OBAMA invece di OSAMA. L'articolo originale riporta OSAMA. Immagino sia un refuso
RispondiEliminaInoltre non si capisce cosa intende quando scrive "Bush II ha deriso alla televisione anche il solo pensiero che gli richiedesse di fornire una prova a un Mullah Omar con arco e frecce." Leggendo l'articolo originale in inglese si intende un'altra cosa credo: "Bush II in televisione ridicolizzò persino il pensiero di dover fornire prove ad un Mullah Omar con arco e frecce". Comunque grazie per l'impegno. E' un articolo forte e durissimo. Se tutto questo fosse dimostrato la CIA e consorelle dovrebbero chiudere i battenti domani stesso.