di Tecla Mazzarese
Sono molte le criticità della riforma costituzionale. Da qui la scelta di richiamare l’attenzione sul linguaggio, e sulle insidie dei suoi diversi usi, non solo con riferimento agli espedienti retorico-persuasivi di chi sollecita il consenso sulla riforma, ma anche, preliminarmente, con riferimento alle sgrammaticature del testo della riforma approvata dal Parlamento e alla formulazione del quesito referendario.
«Il testo [della riforma costituzionale] prima ancora di qualsiasi riflessione più complessa sull’idea di rappresentanza e finanche di democrazia che esso lascia trapelare, o sull’impatto che è suscettibile di produrre sugli equilibri della forma di governo, preoccupa fortemente per le numerose criticità derivanti dalla progettazione e redazione del suo articolato».
Fonte: costituzionalismo.it

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