La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

lunedì 8 febbraio 2016

Presidenziali U.S.A.: chi sono i candidati repubblicani?







di Margherita Menon
L’8 novembre i cittadini statunitensi saranno chiamati alle urne per votare il loro 45° presidente che succederà a Barack Obama dopo i suoi ottoanni di mandato. I candidati sono molti e l’Election Day è senz’altro ancora lontano ma proprio in questi giorni, con l’inizio delle primarie -l’1 febbraio scorso gli elettori dell’Iowa sono stati i primi ad essersi pronunciati -, stanno iniziando ad emergere i nomi di coloro che, fra i tanti, potranno effettivamente correre per la presidenza. Il numero dei candidati tra i repubblicani è decisamente superiore rispetto a quello degli avversari democratici, rimasti in lizza soltanto Hillary Clinton e Bernie Sanders dopo il voto dell’ Iowa.
Ecco quindi dei brevi profili per conoscere i candidati del Grand Old Party.
TED CRUZ, 44 anni, è senatore del Texas dal 2013. Prima di ricoprire tale carica è stato consulente legale di George W. Bush durante la sua campagna elettorale e vice procuratore generale, sempre in Texas. È politicamente schierato tra le file dei repubblicani più conservatori; in più occasioni si è infatti dichiarato contrario ai matrimoni gay, all’aborto, al controllo sul traffico di armi, alla riforma sanitaria di Obama e al rilassamento delle norme in materia di immigrazione proponendo addirittura di permettere l’ingresso negli USA ai soli cristiani. Ha promesso di vietare la pratica dell’aborto in caso diventasse Presidente e si è più volte distinto per battute piuttosto misogine, affermando ad esempio che l’avversaria Hillary Clinton meriterebbe di essere frustrata. Proprio per queste sue posizioni piuttosto radicali, nei caucus dell’Iowa, raggiungendo il 28%, è stato il candidato repubblicano che ha ottenuto più consensi. Infatti ha potuto contare sull’appoggio di buona parte degli evangelici, fondamentalisti protestanti che sono una componente decisiva dell’elettorato repubblicano, soprattutto nelle aree rurali.
DONALD TRUMP, 69 anni, è un imprenditore miliardario fondatore della Trump Organization, organizzazione che opera nel settore immobiliare. Così come il rivale Cruz, abbraccia posizioni estremamente conservatrici, in particolare per quanto riguarda la circolazione delle armi e l’immigrazione. In merito a cui si è più volte espresso arrivando a proporre di impedire l’ingresso negli Stati Uniti alle persone di fede musulmana e promettendo di costruire un muro sull’intero confine meridionale con il Messico. Pur essendo considerato da molti del suo stesso partito un candidato impresentabile, per via appunto delle sue posizioni e dichiarazioni piuttosto discutibili, è stato spesso considerato il candidato repubblicano favorito per la vittoria alle primarie. Il voto dell’Iowa ha tuttavia smentito tale pronostico, facendolo arrivare secondo con il 24% dei voti. Resta però certamente il candidato che più fa parlare di sè.
MARCO RUBIO, 44 anni, in passato è stato membro e speaker della Camera dei Rappresentanti della Florida mentre dal 2011 ne è senatore. Per le sue posizioni più moderate rispetto a quelle degli altri forti candidati repubblicani è il favorito dal partito per la corsa alla Casa Bianca. Nelle primarie dell’Iowa ha raggiunto, sorprendentemente, il terzo posto distanziandosi per pochi voti da Donald Trump e, considerato il deludente risultato ottenuto da Jeb Bush, rimane l’unico candidato relativamente moderato su cui l’establishment del Grand Old Party punta.
JEB BUSH, 62 anni, figlio di George H. W. Bush e fratello di George W. Bush, dal 1999 al 2007 è stato governatore della Florida. La sua campagna elettorale ha avuto finora toni decisamente più pacati e meno populisti rispetto a quelli di molti suoi avversari; è un conservatore, ma moderato. Nel discorso con cui ha annunciato la sua candidatura ha più volte ribadito la necessità di stimolare l’espansione economica degli Stati Uniti e ha promesso una riforma significativa nel campo dell’immigrazione e notevoli cambiamenti nella legislazione fiscale. In Iowa è però riuscito a guadagnare nemmeno il 3% dei voti, rendendo così la possibilità che diventi il nuovo inquilino della Casa Bianca molto remota.
BEN CARSON, 63 anni, è un neurochirurgo molto noto ed è esponente di spicco del Tea Party, movimento populista di destra nato nel 2009 che sostiene il libero mercato ed è contrario all’innalzamento delle tasse. Carson si è dichiarato estremamente contrario alla riforma sanitaria di Obama definendola come la peggior cosa accaduta negli Stati Uniti dai tempi della schiavitù. Abbraccia posizioni ultraconservatrici sui temi etici. In Iowa ha raggiunto il 9%.
CHRIS CHRISTIE, 52 anni, è governatore del New Jersey dal 2010. Già per le presidenziali del 2012 era stata ipotizzata una sua candidatura; all’epoca infatti godeva di grande popolarità e l’establishment dei Repubblicani lo vedeva come candidato ideale per sfidare Obama, ma fu egli stesso a rifiutarsi. È considerato un moderato, disposto a collaborare con i democratici su temi di notevole importanza quale ad esempio l’immigrazione. Nel 2014 tuttavia si è reso protagonista di una serie di scandali che hanno reso dubbia la sua correttezza politica e di conseguenza compromesso la reale possibilità di raggiungere la presidenza. Nelle primarie dell’Iowa ha infatti ottenuto una percentuale di voti irrisoria.
CARLY FIORINA, 62 anni, è stata fino al 2005 amministratrice delegata della multinazionale statunitense Hewlett-Packard e nel 2010 si è candidata alle elezioni per il senato in California, venendo tuttavia sconfitta dall’avversaria democratica Barbara Boxer. Insieme a Hilary Clinton è l’unica altra donna candidata alle presidenziali 2016. Ha assunto posizioni critiche nei confronti dell’aborto e si è spesso schierata contro gli ambientalisti.
JOHN KASICH, 64 anni, è dal 2011 governatore dell’Ohio, Stato per cui era precedentemente membro della Camera dei Rappresentanti. Si candidò per la presidenza anche nel 2000 ma decise poi di ritirarsi e di sostenere George W. Bush. È considerato un moderato anche se ha idee piuttosto conservatrici in tema fiscale.
JIM GILMORE, 66 anni, è stato procuratore generale e governatore della Virginia. Già nel 2008 corse per le presidenziali ma si ritirò pochi mesi dopo l’annuncio della candidatura. Così come Carly Fiorina e John Kasich difficilmente riuscirà ad arrivare alla fine delle primarie dal momento che gode di poco sostegno, sia da parte del partito che da parte degli elettori.

Fonte: sconfinare.net

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