di Lorenzo Falistocco
Il Governo Renzi, in perfetta continuità con i governi degli ultimi anni,continua la sua opera di distruzione dello stato sociale e dei diritti. L’ennesimo atto, che mira all’ampliamento delle disuguaglianze, ha come oggetto il nuovo Isee. Questo è un parametro economico e patrimoniale che serve per accedere a diversi servizi sociali, come per esempio sgravi dalle bollette o concessione delle borse di studio. Improvvisamente con questo nuovo parametro ci siamo svegliati in diversi più ricchi,nonostante le condizioni economiche e patrimoniali siano le stesse degli anni passati,se non addirittura peggiori.
Tutto questo è dovuto ad una rivalutazione dei beni patrimoniali del tutto fittizia e non riscontrabile in termini pratici dalle persone,oltre all’inserimento all’interno dell’Isee degli incentivi fiscali dati dallo stato alle persone sotto una certa soglia di ricchezza;della serie lo stato ti da i soldi ma dopo te li toglie.
L’impatto di questo nuovo Isee sul diritto allo studio è stato a dir poco pessimo. Prendendo atto che già moltissimi studenti beneficiari non ricevono la borsa di studio,il dato più eclatante è la Calabria dove 2 aventi diritto su 3 non la ricevono;adesso con questi nuovi parametri si è ristretta ulteriormente la cerchia dei beneficiari al minimo storico di soli 107mila studenti e studentesse. La principale conseguenza dei mancati investimenti riguardanti il diritto allo studio,si riscontra dal calo degli iscritti alle università italiane,con un crollo del 20% delle immatricolazioni, pari a 65 mila studenti e studentesse, in meno di dieci anni. A fronte di questi risultati, l’Italia continua ad essere il paese in cui la spesa sugli interessi sul debito pubblico in rapporto al PIL è al 6-7 %, mentre si investe sull’università solo l’1%.
A maggior ragione è inaccettabile che un parametro come il nuovo ISEE ristringa ancora di più gli investimenti predisposti a garantire il diritto allo studio,e in generale lo stato sociale. Una crisi causata dalle enormi disuguaglianze dovrebbe essere contrasta investendo sullo stato sociale, garantendo i diritti. Infatti, ricerca e istruzione pubblica sono due elementi a cui non si può rinunciare e dove è necessario che vengano fatti importanti investimenti da parte dello Stato. I continui tagli alla scuola, all’università e alla ricerca testimoniano la paura e i problemi che questi fattori creano ai poteri forti, i quali mirano all’ampliamento delle disuguaglianze e al mantenimento di un mondo in cui l’1% della popolazione sia più ricca del 99%.
I giovani comunisti e le giovani comuniste hanno sempre lottato per un’istruzione pubblica,democratica e gratuita. Proprio per questo ,chiediamo che scuola e università diventino accessibili per tutti e tutte, perché l’istruzione è un elemento fondamentale affinché ogni persona sia realmente libera.
Fonte: Giovan* Comunist*
Originale: http://www.giovanicomunisti.it/archives/7965

Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.