di Ryan Mallett-Outtrim
Non capita ogni giorno che un movimento guerrigliero ospiti un festival artistico alternativo, ma è esattamente quello che è appena successo nella città del Messico meridionale di San Cristobal, nello stato del Chiapas. Dal 23 al 30 luglio più di un migliaio di artisti di 45 paesi sono affluiti nella periferia della città partecipare al CompArte per l’Umanità, un festival di arte, poesia e musica organizzato dal gruppo militante di sinistra, l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN).
L’EZLN ha dichiarato guerra al governo messicano negli anni ’90 e oggi amministra un pugno di comunità indigene nell’altopiano del Chiapas. L’ideologia del movimento, lo zapatismo, si conquistata sostegno in tutto il Messico e all’estero con la sua miscela di marxismo e di forme indigene di organizzazione comunitaria orizzontale.
L’EZLN ha dichiarato guerra al governo messicano negli anni ’90 e oggi amministra un pugno di comunità indigene nell’altopiano del Chiapas. L’ideologia del movimento, lo zapatismo, si conquistata sostegno in tutto il Messico e all’estero con la sua miscela di marxismo e di forme indigene di organizzazione comunitaria orizzontale.
In una dichiarazione in cui ha spiegato le sue motivazioni dell’organizzazione del festival artistico l’EZLN ha indicato che considera quello degli artisti un ruolo cruciale nel promuovere il cambiamento sociale.
“Pensiamo che davvero, nei momenti più difficili, quando la delusione e l’impotenza sono al massimo, le arti siano l’unica cosa che celebra l’umanità”, dice una dichiarazione congiunta del Subcomandante Insurgente Moises e del Subcomandante Insurgente Galeano.
Descrivendo le arti come “forse l’ultimo bastione dell’umanità nelle situazioni peggiori” hanno suggerito che il festival artistico riguardava qualcosa di più che la promozione dell’EZLN.
“Le arti sono la speranza dell’umanità, non una cellula militante”, hanno dichiarato Moises e Galeano.
La definizione dell’arte da parte dell’EZLN
L’arte in mostra a CompArte non è stata limitata a cavalletti e pennelli. Piuttosto, ha affermato l’EZLN, “per lo zapatismo un artista è chiunque consideri arte la propria attività”.
Il risultato è stato un festival che ha vantato una mescolanza eclettica di qualsiasi cosa, dai dipinti agli schizzi alla musica, a documentari, teatro, poesia e seminari di filosofia. Gran parte delle opere d’arte aveva temi distintamente politici e sociali, promuovendo movimenti sociali di ogni angolo del mondo.
Il primo giorno del festival l’intagliatore messicano David Aria Dijard ha dichiarato a Upside Down World che la sua arte cerca di promuovere eroi della vita reale. L’esibizione di Dijard ha presentato una collezione di “pupazzetti” fatti a mano in legno. Ma invece di rappresentare supereroi come Batman o Superman le statuine di Dijard erano di rivoluzionari come il leader ribelle messicano del ventesimo secolo Emiliano Zapata, il rivoluzionario argentino Ernesto “Che” Guevara e le icone dell’EZLN Subcomandante Marcos e Comandanta Ramona.
Dijard e la sua esibizione di pupazzi della vita reale – foto di Ryan Mallett-Ottrim
Spiegando la sua esibizione Dijard ha detto: “Sto lottando mediante la mia arte perché i bambini prendano in considerazione eroi veri, come Zapata, Che e Marcos”.
“I supereroi come l’Uomo Ragno non fanno che distruggere … ma questi eroi come Zapata … hanno lottato per il popolo”, ha dichiarato a Upside Down World.
Un’altra artista, Ana Zoebisch, residente a Città del Messico, ha detto che i suoi pezzi intendevano promuovere la lotta dell’EZLN. In particolare ha detto di avere una passione per evidenziare il ruolo delle donne nel movimento. L’uguaglianza di genere è un pilastro chiave dell’ideologia zapatista e le donne risultano costituire circa un terzo delle forze armate dell’EZLN.
“L’obiettivo della mia arte consiste nell’introdurre le persone alla lotta zapatista, perché ci sono così tante informazioni non accurate in giro su di loro. Si dice che sono terroristi o assassini ma questa è una lotta maestosa”, ha detto.
L’arte di Zoebisch si concentra sui temi dei diritti delle donne e sugli zapatisti – Foto Ryan Mallett-Ottrim
La poetessa britannica Raga Woods ha detto che per lei CompArte è stata un’occasione non solo per ridefinire l’arte ma anche per imparare da altri artisti.
“CompArte è come un grande mercato di persone in cerca di scoprire le une sulle altre e di trovare sé stesse. E’ ammesso raramente: che abbiamo bisogno di scoprire noi stessi”, ha detto.
Il suo contributo al festival è stato la conduzione di un seminario che è divenuto rapidamente un’appassionata discussione di gruppo sul linguaggio misogino. Pur dopo un certo dibattito intenso il seminario è finito con un grande abbraccio di gruppo.
Dopo la Woods ha spiegato che il seminario era quasi interamente imprevisto. “Lavoro spontaneamente e intuitivamente”, ha detto.
Il seminario della Woods è stato solo uno dei molti eventi a CompArte con una forte attenzione al coinvolgimento e al dialogo tra artisti e pubblico. L’organizzazione elastica del festival ha consentito che ci fosse un mucchio di spazio perché artisti e visitatori discutessero e si scambiassero idee. L’apertura del festival è stata sottolineata anche nel nome che è un gioco di parole con il termine spagnolo per ‘condividere’ (compartir) e ‘arte’. Il termine spagnolo per condividere è usato anche spesso per descrivere una riunione sociale o uno scambio di idee.
Per la pittrice e artigiana Nadia Mandiejano il festival è stato un’occasione per “unirmi ad altri artisti, rincontrarli e conoscerne di nuovi”.
“CompArte è … un’occasione per vedere e sperimentare un altro mondo e la creazione umana”, ha detto.
L’arte come esperienza condivisa
Questo approccio aperto al dialogo tra artisti e altri visitatori ha distinto CompArte dai festival artistici convenzionali, secondo il pittore argentino Martin Motta. “Sento che questo posto non è organizzato verticalmente, come la maggior parte delle gallerie d’arte, università, eccetera”, ha detto facendo una pausa dal dipingere nel sesto giorno del festival.
“L’artista non è trattato come un inferiore qui. Siamo tutti uguali; orizzontali e uguali”, ha detto.
Questo sentimento di autonomia artistica è stato riflesso anche in un altro comunicato dei portavoce dell’EZLN, Moises e Galeano.
“Nessuno dovrebbe dare ordini alle arti”, hanno dichiarato.
“Per noi zapatisti voi … siete così importanti che non possiamo immaginare un futuro senza il vostro lavoro”, hanno aggiunto.
L’artista messicano Mario Martinez mostra le sue opere che celebrano i diversi movimenti sociali del paese – Foto Ryan Mallett-Ottrim
Secondo Moises e Galeano l’artista più anziano che ha partecipato al CompArte è stato un cantante folk ottantenne.
Moises e Galeano hanno detto: “Le sue canzoni, che resuscitano la cultura popolare e le sue parodie musicali (superate solo dalla realtà) si sentono ancora nelle montagne zapatiste e forse in alcuni dei luoghi dove resistono gli insegnanti”.
L’artista più piccolo è stato un bambino di sei anni che ha danzato alla musica del Son Jarocho, una forma di musica popolare dello stato messicano di Veracruz.
Sorprese dall’EZLN
La vasta gamma di opere d’arte offerta non è stata la sola sorpresa per i visitatori di CompArte. Poco prima che il festival cominciasse, agli inizi di luglio l’EZLN ha detto che stava sospendendo la sua partecipazione all’organizzazione di CompArte per potersi concentrare sul manifestare solidarietà agli insegnanti che protestavano contro le controverse riforme dell’istruzione del governo federale. Insegnanti e loro sostenitori hanno bloccato strade e organizzato accampamenti di protesta in tutto il Chiapas e nei confinanti stati Oaxaca, scatenando una violenta repressione poliziesca.
Come parte del sostegno agli insegnanti l’EZLN ha donato circa 290.000 dollari messicani (16.000 dollari USA) di cibo e medicine ai dimostranti sulle barricate e negli accampamenti di protesta. Il cibo era in origine destinato all’alimentazione dei partecipanti dell’EZLN a CompArte. In una dichiarazione l’EZLN ha affermato che i fondi per i beni fondamentali erano donati dalle comunità zapatiste di tutto il Chiapas.
“Cioè sono soldi puliti, guadagnati come li guadagnano l’immensa maggioranza degli abitanti del Messico e del mondo: con il lavoro”, hanno detto Moises e Galeano.
Pur essendosi inizialmente ritirato dal festival l’EZLN ha sorpreso i visitatori offrendo ai partecipanti a CompArte l’occasione di visitare la capitale di fatto, il centro amministrativo di Oventic. Nel corso della visita ai visitatori è stata offerta musica popolare indigena e rappresentazioni delle lotte delle comunità sugli altopiani.
Un gruppo musicale popolare zapatista intrattiene i visitatori con canzoni sulle lotte per vivere negli altopiani impoveriti del Chiapas – Foto Ryan Mallett Ottrim
Tra le canzoni e le danze, Moises ha indirizzato ai visitatori un appello perché l’intero Messico si organizzi e si ribelli contro il governo a proprio modo.
“Non sta a noi dirvi come dovete organizzarvi. Sì, vogliamo condividere la nostra intera esperienza, ma non sappiamo quali siano le particolarità della vita per i lavoratori, gli insegnanti o gli altri”, ha detto ai partecipanti al festival.
Ha proseguito: “Ma sappiamo tutti che tutti vogliamo giustizia, libertà e democrazia e questo obiettivo [è comune a tutti noi]”.
“Questo sistema [capitalista] non funziona, è marcio, non può essere aggiustato … dobbiamo organizzarci per costruire una … società nuova”, ha detto.
L’EZLN ha di nuovo sorpreso i visitatori l’ultimo giorno di CompArte quando centinaia di militanti mascherati sono scesi dalle montagne per seguire le ultime rappresentazioni ed esibizioni del festival.
Una colonna di donne mascherate dell’EZLN arriva al festival CompArte il 30 luglio – Foto Ryan Mallett-Ottrim
La visita è stata un momento eccezionale per l’EZLN, raramente apparso in forze a San Cristobal dopo la breve conquista della città nel 1994. Nell’ultimo decennio il conflitto armato dell’EZLN con lo stato messicano è stato in larga misura difensivo, con il movimento concentrato più nella promozione dei suoi ideali di democrazia diretta e autonomia comunitaria in tutto il Messico e internazionalmente. L’affluenza a CompArte più vasta delle attese potrebbe essere un segnale che questa strategia sta ripagando. In totale si sono presentati 1.445 artisti, di cui più di 300 dall’estero.
Il prossimo grande evento pubblico dell’EZLN sarà un festival commemorativo del ventesimo anniversario del suo Congresso Indigeno e avrà luogo il 12 ottobre a San Cristobal. Dettagli su come partecipare da osservatori sono disponibili sul sito web dell’EZLN.
Da ZNetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo
Originale: Upside Down World
Traduzione di Giuseppe Volpe
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0






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