La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 6 dicembre 2016

Tre cosette al volo

di Gianluca Graciolini 
Tre cosette al volo. Primo. Mattarella congela Renzi fino al varo della finanziaria. La vera finanziaria, cioè, quella che Renzi aveva in serbo per il giorno dopo il referendum, se l'avesse vinto lui. Sarà con ogni probabilità una finanziaria antipopolare tutta tagli e sacrifici, concepita secondo i diktat dei vincoli europei e viziata dai buchi fatti per mance, mancette e regali ai padroni. La stabilità non c'entra niente, delle dimissioni di Renzi borse e mercati se ne sono strafregati. Non c'è stato e non ci sarà alcun diluvio universale e nessuna invasione delle cavallette come era nelle previsioni idiote di Confindustria, dei terroristi finanziari e degli ambienti di governo.
Nessuna apocalisse referendaria, ma al contrario una conta delle macerie lasciate sul campo dal tentativo eversore di Renzi che sulla Costituzione ha fatto persino litigare all'interno delle famiglie: è un Paese materialmente piu povero e moralmente lacerato dalle divisioni e dai rancori. In soldoni Mattarella, in perfetto stile neodemocristano, dice a Renzi: la finanziaria è tua e di Padoan e ve la sbrigate voi, non posso permettermi di bruciare il prossimo governo in un falò di ulteriore impopolarità. 
Secondo. Resto atterrito delle reazioni del Pd renziano, dal primo dei dirigenti all'ultimo dei militanti: una incapacità totale di fare una benché minima autocritica non solo sulla campagna referendaria, ma soprattutto sugli effetti dei principali provvedimenti dei 1000 giorni del governo, Jobs Act e buona scuola su tutti. Un'incapacità di leggere la realtà che è congenita all'ideologia neoliberista ed all'arroganza che permeano il renzismo. Un'incapacità anche solo a concepire come possibile la grande sofferenza sociale che si vive alla base della piramide sociale italiana. Un'incapacità probabilmente data dalla pancia piena delle clientele e dei ceti sociali che oggi compongono il Pd, sempre più egoisti, al massimo pelosamente caritatevoli à la ancien regime, ma politicamente refrattari ed impermeabili ad ogni discorso contro le disuguaglianze e contro il governo fallimentare della crisi.
Terzo. Chi oggi si intenerisce per le sorti o il presunto gran gesto di Renzi non c'ha capito niente. Se avesse vinto lui vi avrebbe umiliati, offesi, annientati. Altro che svenevolezze melodrammatiche all'italiana: bastonare il cane che affoga! 

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