La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

lunedì 15 febbraio 2016

Un governo di cambiamento per la Spagna

di Pablo Iglesias
Il risultato delle elezioni del 20 dicembre ha messo fine al sistema politico dell’alternanza in Spagna e ha aperto le possibilità storica che il nostro paese abbia un governo non esclusivamente dominato dalle vecchie macchine di partito che hanno condiviso il potere negli scorsi decenni.
Pe la prima volta, la Spagna potrebbe avere un governo pluralista e progressista sufficientemente scollegato abbastanza dalle pratiche per : garantire l’introduzione nei suoi primi 100 giorni di un programma di immediato di sostegno sociale di emergenza; condurre il cambiamento costituzionale che chiedono i cittadini, fornire soluzioni democratiche e nuove formule di coesistenza per contrastare la crisi territoriale; e depurare con sangue fresco il parassitismo dalle nostre istituzioni.
Dovendo affrontare la “fabbrica del pettegolezzo” , la fuga di notizie interessata, le ombre cinesi e le mezze verità che hanno permesso al Partito Popolare (PP) e a Cittadini (Ciudadanos, partito catalano fondato nel 2006, n.d.t.), di ottenere il controllo della presidenza del Comitato del Congresso, dopo aver raggiunto un accordo con il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE), abbiamo fatto una proposta chiara. Abbiamo detto che è possibile soddisfare le speranze per un governo pluralista e progressista che hanno più di 5 milioni di elettori che hanno dato fiducia al PSOE e i 6 milioni che hanno appoggiato sia Podemos che le più ampie piattaforme alle quali partecipiamo e anche al partito Sinistra Unità – Unità Popolare.
Non possiamo deludere quegli 11 milioni di elettori né quelli che in nessun caso vogliono che il PP rimanga al potere. Infatti questo governo di cambiamento sarebbe uno dei governi con la più ampia base elettorale di sostegno nella storia della Spagna e rappresenterebbe una tradizione normale nella cultura europea: quella di un governo di coalizione.
Si sta esercitando enorme pressione dai gruppi di potere in Spagna e all’estero, affinché le vecchie macchine politiche continuino a mantenere lo stato nella loro stretta, in questo caso con la connivenza di Ciudadanos. Ora che la sua bolla è scoppiata, Ciudadanos si è rivelato il miglior alleato dei piani in stile Leopardo delle élite per far portare avanti gli affari come al solito, tramite un’alleanza PP-PSOE-Ciudadanos, per difendere il bunker.
Ciudadanos non rappresenta né il cambiamento né il progresso: è, piuttosto, il punto di appoggio che permette ai vecchi partiti del sistema dell’alternanza di trincerarsi e di opporsi alla pressione popolare per la nuova transizione. Ma, malgrado questo “patto per la stagnazione”, la storia ci offre un’occasione di progresso sociale e democratico che deve aprire la strada al mutamento dell’equilibrio delle forze in Europa e alla limitazione degli eccessi dell’ordoliberalismo tedesco.
L’abbiamo detto molte volte e continuiamo a pensarlo: non ci fidiamo dell’apparato del PSOE, ma ammiriamo i suoi membri ordinari e i suoi elettori. I suoi vecchi apparati e i suoi funzionari non perdono mai l’occasione di fare esattamente l’opposto di quello che predicano, essendo d’accordo con quello che essi stessi chiamano “l’ala destra”, ma i membri del PSOE simpatizzano più per noi che con quell’ala destra. Sanno che la nostra presenza nel governo – dalla vicepresidenza fino ai ministeri strategici che sarebbero nostri – è la migliore garanzia che il loro stesso partito non li deluderà di nuovo.
L’annuncio dell’accordo che ha consegnato la presidenza della “Camera Alta” al PP e a Ciudadanos è stata una brutta notizia, non soltanto perché prefigura un governo tripartitico che i membri ordinari non vogliono, ma anche perché ostacolerà l’azione legislativa progressista nella camera bassa. E’ legittimo che il PSOE preferisca raggiungere un accordo con Ciudadanos e con il PP prima di noi, ma il fatto che stiamo facendo tutto il possibile per creare un governo di progresso, deve essere rispettato.
Sappiamo anche che il miglior vaccino contro il tradimento, le false rivelazioni, l’imbroglio, è di avere cittadini che siano testimoni di ciò che viene detto e fatto. Ecco perché abbiamo invitato il leader del PSOE Sanchez, a prendere parte a un dialogo aperto al pubblico, senza pregiudizi per i negoziati che devono anch’essi aver luogo. I negoziati sono necessari per stabilire il testo degli accordi che in seguito devono essere resi pubblici, ma le proposte e gli argomenti vengono controllati per mezzo della discussione pubblica.
Il ritiro “temporaneo” della candidatura del (primo ministro provvisorio del PP), Mariano Rajoy, ha accelerato le possibilità di porre in essere un governo di progresso. Non c’è tempo da perdere né da dare a quelli che sono pronti a sostenere che una grande coalizione di PP, PSOE e Ciudadanos potrebbe essere fattibile, se necessario con l’astensione di Sánchez e Rajoy. Di fronte agli schemi di restaurazione degli ultraconservatori, il momento richiede quella “audacia, ancora, audacia, sempre audacia” per la quale Danton è passato alla storia.
Siamo a un punto in cui l’istinto per la storia, per quello che Isaiah Berlin chiamava “senso della realtà, deve guidarci a svolgere un ruolo che risponda alle aspirazioni della maggioranza. Ecco perché siamo pronti a formare il governo. Ho potuto parlare con il leader dell’IU-UP, Alberto Garzón, ed è pronto ad andare avanti nella direzione del cambiamento. Ho parlato con i leader di altre forze che sono aperte al dialogo e che non vogliono che il PP governi. Questa domenica (24 gennaio) ho parlato con Sánchez e spero, con tutto il mio cuore, che si consideri all’altezza della situazione.

Questo articolo è stato pubblicato la prima volta nell’edizione del 24 gennaio del quotidiano El País.
Tradotto dallo spagnolo da Dick Nichols
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
Originale: Links.org
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

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