di Gustavo Piga
Gli effetti macroeconomici del terrore ci sono, malgrado la probabilità oggettiva che avvenga qualcosa nelle nostre vite sia molto minore di quella soggettiva. Dati e studi ce ne sono, anche di più di quanto non sospettassi. Toccano il turismo (non locale), in particolare, ma anche tutte quelle attività della nostra vita che non riteniamo indispensabili. I media (ed i loro titoloni cubitali) poi giocano un ruolo significativo nell’influenzare al ribasso la reazione di consumi, risparmi, investimenti e dunque di produzione ed occupazione.
E’ ovvio che dato questo scenario l’impatto finale sui nostri tenori di vita dipenda da come si pone la domanda pubblica rispetto a questo ritrarsi della domanda privata.
Non parlo solo della politica della difesa e della sicurezza che senza dubbio in Europa, sia a livello simbolico, sia a livello di efficacia, sia a livello di impatto occupazionale, può giocare un ruolo.
Parlo di investimenti pubblici in generale, che stabilizzano il reddito dei cittadini quando questi ultimi incartano l’economia nazionale con il loro braccino del tennista, pauroso e pessimista, non consumando e non investendo.
C’è bisogno ora più che mai di abolire il Fiscal Compact e spendere pubblicamente. Spendere nelle scuole, nelle università, nei giovani, nelle infrastrutture fisiche e nella conoscenza pubblica dei dati (non lasciandola in mano a Google), nelle strutture per l’accoglienza e il controllo dell’immigrazione, nella gestione dei rischi naturali e finanziari, nella protezione e valorizzazione non solo del patrimonio artistico ma della cultura in generale. Tutto quello che abbiamo smesso di fare da almeno un decennio.
Quando l’economia italiana ed europea avevano appena cominciato a riprendersi dalla prima recessione, nel 2010, ecco che nel 2011 ci siamo inventati il Fiscal Compact e la nostra economia è crollata all’indietro in una devastante seconda recessione. Ci manca solo che anche questa minuscola e insufficiente ripresina sia uccisa per la seconda volta dall’idiozia del terrorismo. Aboliamo il Fiscal Compact ora per combattere la paura e ridare forza e fiducia al nostro Paese.
Fonte: gustavopiga.it

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