La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

sabato 22 ottobre 2016

Donne per il No: lettera aperta alla ministra Boschi

Gentile Ministra Boschi, come Lei, anche noi siamo sensibili alle questioni di genere e preoccupate per il prevalere di una cultura misogina largamente diffusa ad ogni livello della nostra società. Sappiamo quanto è difficile dover combattere quotidianamente contro l’esclusione delle donne dagli incarichi di maggiore responsabilità, contro la reiterazione di atteggiamenti che oscillano tra l’aggressività e il paternalismo, contro un ab-uso del corpo femminile degradante e reificante.
Tuttavia ci preme rassicurarLa su un punto da Lei sollevato pochi giorni or sono: l’assenza delle donne all’interno dei Comitati per il No alla riforma costituzionale che porta la sua firma. Siamo liete di comunicarLe che la Sua preoccupazione, in questo caso, è infondata. Non solo figure femminili di rilievo come Maria Luisa Boccia, Sandra Bonsanti, Lorenza Carlassare, Roberta De Monticelli, Ida Dominjianni, Silvia Niccolai e Nadia Urbinati in più occasioni hanno sostenuto pubblicamente le ragioni del No, non solo la vicepresidente del Comitato nazionale per il No, Anna Falcone, è una donna, ma sono migliaia le donne impegnate sui territori e per le strade nelle iniziative per il No alla riforma costituzionale. Sono precarie, attiviste, cittadine, donne a cui troppo spesso il mondo dell’informazione non da’ voce. Donne di ogni età e classe sociale, tutte in prima linea nella battaglia referendaria affinché il prossimo 4 dicembre il No prevalga, salvando il Paese da un’ulteriore spinta verso una deriva culturale che sta precipitando tutte e tutti, donne e uomini, in una miope visione della società basata su un’efficienza meccanica e non sul coltivare sapientemente l’arte della relazione, del dialogo, del fertile confronto. In una parola, l’arte della politica, e della politica basata sulla conoscenza, sulle idee piuttosto che sulle opinioni, sulla profondità dei pensieri piuttosto che sulla superficialità degli slogan.
Da donne, cioè da soggetti politici provenienti da una lunga storia di lotta per il riconoscimento, ci auguriamo che la politica diventi interesse sempre più diffuso nella nostra società e che gli strumenti e le tecniche che la nostra civiltà continua incessantemente ad affinare siano finalizzati a creare le condizioni perché la partecipazione democratica possa aumentare. Ci auguriamo, infatti, che quella che si suole chiamare la “distanza tra governanti e governati” diminuisca progressivamente, realizzando l’ambizioso progetto dei Costituenti: “il perfezionamento integrale della persona umana, in armonia con le esigenze della solidarietà sociale e in modo da favorire lo sviluppo del regime democratico mediante la sempre più attiva e concreta partecipazione di tutti alla cosa pubblica”.
Noi non crediamo che la riforma da Lei proposta vada in questa direzione. Anzi, riteniamo che la proposta di una semplificazione verticale del comando (apparentemente rassicurante ma fallimentare perché destinata a produrre distanza e ripulsa) riduca la dinamica democratico-partecipativa che ha reso possibile, tra le altre cose, proprio il percorso di emancipazione femminile. Anche nel Suo interesse, quindi, ci auguriamo che il 4 dicembre di fronte al bivio del referendum costituzionale il Paese scelga la strada di una democrazia inclusiva rappresentata dalla vittoria del No. Una vittoria che non consideriamo un punto d’arrivo, ma che dovrà essere necessariamente il punto di partenza per una grande riflessione sull’attuazione della Costituzione repubblicana e dei diritti e delle libertà da essa garantiti. Diritti e libertà finalizzati a una sempre più diffusa partecipazione democratica di tutte e tutti alla vita politica del Paese. Da donne, non possiamo che augurarcelo.
Nel salutarla restiamo a Sua disposizione per qualsiasi confronto.

Anna Fava, Stefania Barca, Serenella Iovino, Fernanda Gallo, Stefania Tarantino, Maria Gabriella Argnani, Raffaella Casciello, Marica Di Pierri, Celeste Ingrao, Maria Paola Gargiulo, Anna Falcone, Tristana Dini, Patrizia Gentilini, Alessandra Caputi, Paola Lattaro, Chiara Guida, Claudia Giacalone Delia Vallicelli, Simona Rotondo, Sabrina Argnani, Lucia Re, Tiziana Barillà, Flavia Maria Fiandaca, Rosa Scognamiglio, Monica Capo, Valentina Acca, Corinna Pieri, Francesca Faggiotto, Laura Serpero, Alessandra Chirimischi, Anna Pietrini, Maria Paola Patuelli, Marisa Fabbri, Alessandra Ghetti, Mara Dellasantina, Monica Savina, Anna Pintucchi, Maria Grazia Parri, Mara Nenci, Sara Scozzoli, Tamara Marani, Mariangela Cuorvo, Benedetta Ferraro, Teresa Ricciardiello, Giulia Rotondo, Carmen Gallo, Maria Vastola, Eleonora Ricci, Manuela Savino, Antonella Gallina, Marianna Garofalo, Teresa Di Feo, Ilaria Boiano, Arianna Parisi, Ilaria Poerio, Alessandra Sagliocchi, Stefania Ferraro, Edvige Di Ronza, Marianna Valle, Anna Paola Peratoner, Chiara Bernardini, Silvia Massera, Klejdia Lazri, Donatella Maisano, Teresa Pellegrino, Chiara Obit, Concetta Contini, Annunziata Galluzzo, Federica Viganò, Lidia Verde, Maria Pia Arpioni, Maria Concetta D’Addio, Antonella Scognamiglio, Rosanna De Lucia, Carmela De Lucia, Pina Moniello, Anna Rita Canone, Lucia Molli, Donatella T. Loprieno, Cristina Morini, Valentina Mangiapia, Erika Capasso, Silvia Regonelli, Patrizia Bonavita, Maria Immacolata Mazzone, Fulvia Bandoli, Bia Sarasini

Fonte: il manifesto 

2 commenti:

  1. Queste donne rimarranno deluse. La Boschi è ben lontana dall'ascoltare questa sensatissima lettera. È mio parere che le procurerà al massimo un piccolo fastidio e poi "cestino", ne sono sicuro.

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  2. Carissimo Professore, come si diceva in Toscana nelle famiglie patriarcali ed oramai è divenuto proverbio, "dico a te, nuora, perché suocera intenda". Alle migliaia di donne che, in contesti diversi (#donneperilNo su facebook) stanno diffondendo una simile lettera-appello, interessa in realtà raggiungere le altre donne, per scoperchiare l'ennesima scivolata della rottamanda Ministra.Rosalba B.

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