La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 13 ottobre 2015

Vienna ferma i razzisti di Strache

di Angela Mayr
Grande sol­lievo a Vienna all’indomani del voto: «Disdetto il mira­colo azzurro» tito­lava ieri il quo­ti­diano Kurier, «disdetta la rivo­lu­zione d’ottobre» die Presse, quella annun­ciata da H.C. Stra­che il lea­der della destra raz­zi­sta. Era con­vinto di poter espu­gnare la sto­rica for­tezza rossa della capi­tale austriaca, ultima peral­tro del paese.
Spa­vento e gelo alle 17 di dome­nica a urne già chiuse nel grande Festsaal del muni­ci­pio dove si seguono i risul­tati: gli exit poll con­fer­mano le pre­vi­sioni più fosche dei son­daggi, un testa a testa tra par­tito social­de­mo­cra­tico (Spoe) e la Fpoe dati entrambi intorno al 35%. Non è andata così. I social­de­mo­cra­tici del sin­daco Michael Haeupl con­fer­mato in carica sono usciti net­ta­mente vin­centi, col 39,5%, men­tre la Fpoe è salita «solo» al 31% risul­tato certo sem­pre spa­ven­toso, ma la pos­si­bile cata­strofe è stata ampia­mente sven­tata. «Ci can­di­diamo per cac­ciare il dia­volo rosso dall’inferno del muni­ci­pio, per ren­dere visi­bile il cielo azzurro (il loro colore nda)».
Gli è andato male. Vin­cente al duello la Spoe, pur avendo perso un 5% dei voti rispetto al 2010, ma i son­daggi pre­ve­de­vano per­dite assai mag­giori, come quelle già avve­nute a catena quest’anno a Sali­sburgo, Alta Austria e Bur­gen­land. A livello nazio­nale i son­daggi danno la Spoe del can­cel­liere Wer­ner Fay­mann supe­rata dalla Fpoe, in cima a tutti, gra­zie anche all’impopolarità della coa­li­zione di governo con i popo­lari (Oevp), sof­ferta e immo­bile. Ed è pro­prio la dif­fe­renza di posi­zione espressa a Vienna che ha pagato, come tutti i com­menti met­tono in rilievo: Qui la Spoe ha tenuto un pro­filo ben iden­ti­fi­ca­bile e pre­ciso, una linea offen­siva, netta e decisa a favore dell’accoglienza dei rifu­giati senza nulla con­ce­dere alla reto­rica xeno­foba. «Forse abbiamo fatto anche degli errori — ha com­men­tato Haeupl in merito alla cre­scita di voti della Fpoe — trat­tan­dola nel periodo pre­ce­dente alla cam­pa­gna elet­to­rale in modo non suf­fi­cien­te­mente chiaro e aggres­sivo». Nel con­fi­nante Bur­gen­land, altro che anti­tesi a Stra­che come si con­ce­pi­sce il sin­daco di Vienna, mesi fa la Spoe ha for­mato una coa­li­zione con la Fpoe, per rima­nere alla guida della regione.
Dome­nica anche la scom­messa della coa­li­zione, non scon­tata è uscita vin­cente, pre­miando quella in carica. I Verdi della vice­sin­daca Maria Vas­si­la­kou, nativa di Atene, hanno sostan­zial­mente tenuto, col 11,6% sono il terzo par­tito, per­dendo però l’1%, «per­ché molti dei nostri elet­tori per paura di una vit­to­ria di Stra­che hanno votato Spoe», dato con­fer­mato anche dai flussi elettorali.
Cri­tico invece Klaus Wer­ner Lobo, respon­sa­bile cul­tura dei Verdi sta­volta non rican­di­dato. «Evi­den­te­mente non ha tanto suc­cesso fare una cam­pa­gna elet­to­rale con slo­gan senza con­te­nuti imi­tando una poli­tica main­stream post-democratica. I Verdi la devono ripen­sare». Insieme Social­de­mo­cra­tici e Verdi rag­giun­gono una comoda mag­gio­ranza di 54 seggi su 100, mostrando che la cul­tura dell’accoglienza e dell’aiuto con­creto mani­fe­stati dalla società civile non è mino­ranza. Per il 56% dei vien­nesi il tema «asilo» è stato deci­sivo per la scelta del voto, tra gli elet­tori della Fpoe valeva per il 69% secondo l’Istituto public opi­nions stra­te­gies. Il par­tito popo­lare, la Oevp, par­tito di governo, nella capi­tale è finito al quarto posto, die­tro i Verdi, col solo 9,2% dei voti.
Nuovi arri­vati i Neos, col 6,2%, nati da una costola meno con­ser­va­trice dei popo­lari, argo­menti pri­ni­ci­pali meno buro­cra­zia e costi, tra­spa­renza e lotta alla cor­ru­zione. Men­tre i Verdi spin­gono per una rie­di­zione della coa­li­zione rosso verde, Haeupl ha preso tempo, sulla carta ci sareb­bero anche i numeri per una coa­li­zione con i popo­lari, ipo­tesi però molto impro­ba­bile. (Da molto con­sen­suale e pro­fi­cua al primo tempo, su red­dito di cit­ta­di­nanza più alto, scuole a tempo pieno, tes­sera annuale dei mezzi pub­blici abbas­sata …, al secondo tempo la coa­li­zione rosso verde è diven­tata molto litigiosa).
Più alto sta­volta il numero dei votanti, al 74% spinti alle urne dalla paura di sve­gliarsi con Stra­che sin­daco. Due quar­tieri popo­lari ex roc­ca­forti rosse sono diven­tati azzurri: Flo­rid­sdorf, quar­tiere popo­loso ha votato Fpoe al 41,88%. Il par­tito di Stra­che ha rivinto anche in alcuni bloc­chi del Heinz-Nittelhof, una delle case comu­nali modello costruite negli anni 80: piscina sul tetto, sauna, sale fit­ness, stanze gioco per i bam­bini, spazi verdi, terrazzi…Frutto della poli­tica social­de­mo­cra­tica sto­ri­ca­mente legata alla costru­zione di case comu­nali fini­sce che i suoi abi­tanti votano Fpoe.
Il motivo? Donne che si fanno il bagno vestite, lo sporco but­tato per terra …un lungo elenco di pro­blemi di con­vi­venza quo­ti­diana con gli immi­grati nel con­do­mi­nio. Un caso lam­pante di scio­vi­ni­smo del wel­fare come lo chia­mano i socio­logi riscon­tra­bile dove esi­ste un forte stato sociale? Forse. Altro motivo per la per­dita di con­senso nei quar­tieri popo­lari è il peg­gio­ra­mento delle con­di­zioni di vita e con­se­guente paura di discesa sociale: la disoc­cu­pa­zione a Vienna è salita al 12,9%, molto più alta della media austriaca –anche per la forte cre­scita di popo­la­zione e afflusso di pen­do­lari– i costi aumen­tati, salari scesi: «effetti della crisi eco­mica, non dei rifu­giati» ha rispo­sto agli elet­tori per­duti Haeupl. L’esponente di mag­gior peso nella Spoe su scala nazio­nale ha annun­ciato cam­bia­menti di linea poli­tica che dovreb­bero raf­for­zare il pro­filo sociale: «L’esito del voto per me non è una delega per con­ti­nuare come prima».

Fonte: il manifesto 

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