La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 15 settembre 2015

La Coalizione sociale verso una nuova stagione di conflitto


Appello finale dell'assemblea nazionale del 13 settembre a Roma. Per i diritti, il reddito e la democrazia, contro le diseguaglianze: in piazza il 17 ottobre. L'assemblea nazionale della Coalizione Sociale si è riunita a Roma per mettere in comune le esperienze di mobilitazione, vertenzialità e mutualismo cresciute in questi mesi a livello locale e per decidere insieme le prossime tappe di mobilitazione.
Il punto di partenza sta nella constatazione del fatto che questo Governo con la sua azione di 'riforma' - Jobs Act, Buona Scuola, Sblocca Italia, privatizzazione dei beni comuni, riforme istituzionali - sta aumentando in maniera drammatica le disuguaglianze nel nostro Paese, mentre gli spazi di democrazia e partecipazione si restringono sempre di più, a partire dallo stesso diritto di sciopero.
L'uso arbitrario dei dati statistici non può certo mascherare la povertà crescente, la perdita di potere d'acquisto e i salari troppo bassi, l'aumento della precarietà e della disoccupazione giovanile, la dispersione scolastica e i costi dell'istruzione, le differenze tra Nord e Sud. Dietro questi numeri ci sono le storie di milioni di donne e uomini che da sette anni continuano a pagare il prezzo della crisi. Siamo noi la vera maggioranza di questo Paese e dell'Europa: una maggioranza che oggi chiede giustizia.
Per questo, a partire dalle tante esperienze di organizzazione e mobilitazione che si sono prodotte a livello locale e nazionale, abbiamo deciso di aderire alla data del 17 ottobre, giornata mondiale per l'eradicazione della povertà, promossa da Libera nell'ambito della campagna Miseria Ladra. Crediamo che la rivendicazione di un reddito contro la povertà e le disuguaglianze, e di lavoro e formazione con diritti e di qualità, siano fondamentali per restituire dignità a milioni di donne e uomini che l'hanno persa nei meandri della crisi e della precarietà.
Si tratta di una richiesta chiara di fronte alla quale la politica non può più nascondersi. Parteciperemo alla mobilitazione nell'ambito delle tre giornate promosse da diverse reti e movimenti europei il 15-16-17 ottobre perché crediamo che sia necessario superare definitivamente le politiche di austerità e il ricatto del debito per immaginare un presente e un futuro diversi, con diritti e dignità per tutti.
È necessario organizzarsi collettivamente per rovesciare i rapporti di forza sfavorevoli che impediscono oggi di costruire l'alternativa a livello nazionale ed europeo. Le centinaia di migliaia di migranti in marcia contro i confini del nostro Continente ci offrono un esempio emblematico di come dal basso è possibile scardinare quest'Europa chiusa, violenta e antidemocratica.
Si tratta di una battaglia di tutti e per tutti, così come generale è stato il terreno del contrasto alla Buona Scuola: l'assemblea di Bologna del 6 settembre ha manifestato la volontà chiara di proseguire nella mobilitazione e di costruire un'iniziativa referendaria di carattere generale che, dentro il percorso di mobilitazione, può costituire un terreno importante di ricomposizione delle lotte contro la Buona Scuola, lo Sblocca Italia, il Jobs Act e le riforme istituzionali. Anche le lotte contro le trivellazioni in Adriatico, per un altro modello di sviluppo e per un'altra agricoltura, ci indicano una strada da percorrere nei prossimi mesi in particolare in vista della conferenza mondiale sul clima di Parigi.
È tempo di fare un passo avanti, allontanando la paura e alimentando la speranza. Non è sufficiente sapere di avere ragione per cambiare le cose. Esiste una domanda di giustizia, conoscenza, reddito, lavoro di qualità, che ha bisogno di farsi spazio, a partire dai territori, dalle esperienze di mutualismo e vertenzialità che dovremo moltiplicare. Soltanto coalizzandosi, mettendo in comune la nostra voglia di riscatto, si può uscire dalla condizione di esclusione e individualismo imperante per immaginare e praticare insieme l'alternativa alle miserie del presente.

Fonte: dinamopress.it 
Originale: http://www.dinamopress.it/news/la-coalizione-sociale-verso-una-nuova-stagione-di-conflitto

Approfondimento - Coalizione in piazza il 17 ottobre, ma aumentano i litigi a sinistra 
di Antonio Sciotto
In piazza con Libera il 17 otto­bre, in occa­sione della gior­nata mon­diale per l’eradicazione della povertà. Il con­tra­sto al governo Renzi su diversi fronti: a par­tire da dove l’esecutivo ha già “col­pito” o minac­cia di farlo a breve — Jobs Act, Buona scuola, Sblocca Ita­lia, pri­va­tiz­za­zione dei beni comuni, riforme isti­tu­zio­nali. Il con­tatto con i lavo­ra­tori, anche quelli pre­cari, e il mondo dei movi­menti e dell’associazionismo. In modo da allar­gare la base di con­senso, per­ché il primo vero nemico è il mino­ri­ta­ri­smo: Mau­ri­zio Lan­dini dome­nica ha lan­ciato l’autunno della Coa­li­zione sociale in un’assemblea par­te­ci­pata (circa 400 per­sone) al Tea­tro Ambra Jovi­nelli di Roma.
In più occa­sioni, anche negli ultimi giorni, il segre­ta­rio della Fiom ha tenuto a riba­dire che la sua crea­tura non è un par­tito poli­tico, e soprat­tutto che vede come il peg­giore dei mali che possa essere iden­ti­fi­cata con quanto sta a sini­stra di Renzi, pro­prio per­ché si tratta di par­titi pic­coli, fram­men­tati e divisi. Nella inter­vi­sta che il mani­fe­sto ha pub­bli­cato dome­nica, Lan­dini ha riba­dito di essere «stanco delle vec­chie eti­chette, destra e sini­stra» e che ci si deve misu­rare sol­tanto su prin­cipi e valori.
Sem­pre dome­nica, in una inter­vi­sta a Repub­blica, alla domanda sulla sua pos­si­bile par­te­ci­pa­zione alla costi­tuente di sini­stra di Paolo Fer­rero, pre­vi­sta a novem­bre, ha fatto capire di non essere inten­zio­nato ad andare, limi­tan­dosi a fare «gli auguri» all’ex segre­ta­rio di Rifon­da­zione. E poi, dome­nica sera, alla festa della Fiom, inter­vi­stato dal diret­tore del Fatto Marco Tra­va­glio (anche que­sta scelta è indi­ca­tiva della ricerca di un pub­blico tra­sver­sale e che vada oltre la sini­stra clas­sica), ha sostan­zial­mente liqui­dato i refe­ren­dum pro­mossi da Pippo Civati (uno dei quali è pro­prio sul Jobs Act): «Vedo il rischio che quel pro­cesso lì non porti a molte firme», regi­stra la cro­naca del Fatto. E poi ha aggiunto: «A me l’idea che qual­cuno fac­cia casino per costruire qual­cosa alla sini­stra del Pd non piace, non pos­siamo essere minoritari».
Lan­dini sta­rebbe riflet­tendo piut­to­sto su «come essere mag­gio­ri­tari», tor­nando a con­qui­stare le ampie fasce sociali che hanno ingros­sato il par­tito dell’astensionismo. Biso­gna capire poi dove indi­riz­zare que­sta massa cri­tica, nell’ipotesi che rie­sca a costi­tuirla: sarà solo un movi­mento di pres­sione su que­sto e sui governi ven­turi, o un giorno diven­terà la base per un par­tito poli­tico? E ci sono i mar­gini, visto che buona parte dei voti un tempo di sini­stra oggi stanno nel M5S?
Civati non ha lasciato cor­rere, e ieri ha repli­cato: «Ma quindi ha deciso? Lan­dini si è messo a fare poli­tica — dice il fon­da­tore di Pos­si­bile — A giu­gno, quando ci siamo visti, gli avevo pro­po­sto di avviare una sta­gione refe­ren­da­ria e di scri­vere insieme i que­siti, spie­gan­do­gli che, come aveva inten­zione di fare lui, anche io ero inten­zio­nato a pro­muo­vere una ripar­tenza della poli­tica dal basso, e non dal ceto poli­tico, né dal ceto sin­da­cale». «Quella sua di ieri — pro­se­gue — mi sem­bra quindi la nostra pro­po­sta di mag­gio, pec­cato che arrivi a set­tem­bre e quasi alla fine della nostra cam­pa­gna refe­ren­da­ria. Capi­sco che Lan­dini abbia un altro ruolo, ma forse un giorno deci­derà e ci spie­gherà se intende can­di­darsi a segre­ta­rio della Cgil o se si met­terà a fare il poli­tico a tempo pieno. E se l’anno pros­simo pro­muo­verà dei refe­ren­dum, io li fir­merò con molta più generosità».
Fonte: il manifesto

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