La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 15 settembre 2015

La Cgil con Syriza: la sfida per il debito e la democrazia

Intervista a Fausto Durante di Argiris Panagopoulos
“La Grecia e il suo governo hanno dimostrato che l’Europa rimane il terreno della sfida contro l’austerità e la sua ricostruzione. I sindacati dei lavoratori devono mobilitarsi, specialmente nell’Europa del Sud che è colpita di più dalla crisi”, ha detto ad “Avgi” Fausto Durante, il responsabile delle Relazioni internazionali della CGIL, il maggiore sindacato italiano.
Il governo Renzi continua ad applicare una politica di dura austerità. L’estate dopo la Scuola ha colpito la Salute…
"Il governo Renzi segue la strada che avevano percorso i governi precedenti, la strada sbagliata che indica la Commissione europea. Indipendentemente se governava Berlusconi, Monti, Letta o Renzi la politica che si applica è la stessa.

C’è una partecipazione silenziosa dell’Italia nell’attacco contro lo stato sociale, la riduzione della spesa pubblica, il ridimensionamento dei diritti dei lavoratori e della contrattazione collettiva e nella messa in discussione del ruolo dei sindacati nella nostra società."
Queste politiche si decidono a Roma o a Bruxelles?
"I lavoratori in Europa abbiamo creduto alla costruzione di una Europa unita, l’integrazione europea delle economie, dei nostri popoli e delle nostre società. L’Europa rimaneva un sogno di miglioramento continuo delle condizioni economiche e sociali dei lavoratori. L’Europa per tanti anni non ha rappresentato solo la garanzia della pace, della democrazia, della pace e delle libertà, ma anche di un cammino permanente di miglioramento delle condizioni economiche e sociali dei lavoratori. Da alcuni anni l’Europa ha smarrito questa missione, per trovarsi prigioniera di un’ideologia neoliberista che ha trovato in Europa il punto che ha scatenato il suo attacco maggiore. Quindi una concentrazione di potere sempre più forte nelle mani delle istituzioni europee a cui pero non è seguita una partecipazione democratica dei cittadini. La Troika è composta da persone che non hanno nessun mandato democratico. Gli stessi Commissari europei son indicati dai governi, non hanno un rapporto diretto con il corpo elettorale. A maggior ragione possono fare politiche sbagliate, tanto don devono rendere conto a nessuno.
La CGIL crede che l’Europa deve tornare ai suoi principi democratici. Quando diciamo che vogliamo un’Europa democratica lo diciamo anche al punto di vista dei sindacati. Dobbiamo allora aver un sindacato europeo che indice su queste politiche."
Che fa CGIL per mettere la sfida europea della crisi?
"Noi abbiamo sostenuto con forza il popolo greco nel momento più acuto della crisi in Grecia. Abbiamo sostenuto il diritto del popolo greco di esprimere democraticamente la sua volontà senza pressioni e ricatti e di scegliere il governo che voleva. Questa è una presa di posizione di principio e per questo abbiamo sostenuto il popolo greco. Abbiamo sostenuto che tutti dovevano rispettare la decisione del popolo greco. L’Europa deve rispettare la volontà popolare e i suoi cittadini.
La CGIL vuole un governo politico europeo che gestirà la moneta, la creazione di contratti collettivi europei di lavoro, con l’introduzione di un reddito sociale minimo, per combattere il fenomeno di dumping da un paese all’altro e per prevenire la tendenza delle imprese di innescare la competizione tra i lavoratori di un paese contro quelli di un altro paese, tradendo lo spirito originale dell’Europa unita. Si suppone che l’Europa aveva come obbiettivo il miglioramento delle condizioni di vita di tutti e non una guerra interna di svalutazione della vita delle persone.
Queste questioni intendiamo discutere al Congresso della Confederazione dei Sindacati Europei (CES), chiedendo nello stesso momento dalla CES di assumere un ruolo più attivo e dinamico nelle discussioni con le istituzioni europee."
Crede che questo fatto avrà un’influenza nella politica della CES per quando riguarda la crisi nell’Europa del Sud.
"Per la seconda volta nella sua storia la CES avrà un italiano come segretario generale. La CES è un organismo molto complesso, perché è composto da diecine e diecine di sindacati che provengono dalle più diverse culture politiche, prassi e tradizioni e non è semplice riuscire a mettere tutti d’accordo. Il fatto che CES avrà un segretario generale è un segnale positivo, dal momento che proviene da un paese che è favorevole al processo di integrazione europea e de processo democratico della costruzione dell’Europa. Tra pochi giorni anche la Confederazione dei Sindacati dei Pensionati avrà come segretario generale una italiana, Carla Cantone, la segretaria generale del sindacato dei pensionati della CGIL. Il fatto che nelle due più grandi confederazioni dei sindacati europei saranno due italiani forse le aiuterà ad acquisire un profilo più netto e definito, che serve anche a intraprendere iniziative più decise e di lotta. Non limitandosi solo a pubblicare documenti. Dobbiamo organizzare mobilitazioni di massa, perché solo cosi si troveremo al fianco dei lavoratori."
La CGIL parteciperà alla manifestazione europea ad ottobre a Bruxelles?
"La CGIL non ha mancato mai da nessuna mobilitazione europea. Saremmo in prima linea a Bruxelles per manifestare per la democrazia, i diritti dei lavoratori e dei cittadini, la giustizia sociale e la solidarietà. Prima di tutto al popolo greco, che si prova duramente dall’austerità, e il suo governo democraticamente eletto. A febbraio il segretario generale della CGIL, Susanna Camusso, ha partecipato alla grande manifestazione a favore del popolo greco a Roma e oggi siamo al fianco nella sua lotta contro l’austerità. È importante che finalmente in Europa si è posta la questione del debito grazie anche alle resistenze del governo greco."

Fonte: Avgi
Traduzione di Argiris Panagopoulos

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