La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 8 settembre 2015

Il nodo dei riconoscimenti dietro gli spot di Renzi

di Luca Fazio
Dome­nica, poco prima che Mat­teo Renzi strap­passe l’applauso alla festa nazio­nale del Pd facendo il soli­dale con il cuore degli altri (Angela Mer­kel, non lui, ha spa­lan­cato le porte ai pro­fu­ghi), una donna nige­riana sbar­cata a Lam­pe­dusa stava pian­gendo i suoi due bam­bini appena scom­parsi in mare.
Nes­suno li ha foto­gra­fati, sono bam­bini che per gli euro­pei non esi­stono, come quasi ine­si­stente è la noti­zia dell’ultima tra­ge­dia che si è con­su­mata a trenta miglia dalle coste libi­che. Con la donna nige­riana, che ha perso anche un fra­tello, la nave della marina Dat­tilo ha soc­corso 107 per­sone che erano a bordo di un gom­mone sgon­fio. Secondo i rac­conti dei super­stiti, almeno venti com­pa­gni di viag­gio sareb­bero scom­parsi in mare. Li ritro­ve­remo pre­sto ad ingros­sare la pros­sima sta­ti­stica aggior­nata sui morti nel Medi­ter­ra­neo (due giorni fa era­vamo fermi a 2.800 esseri umani).
A rac­co­gliere il rac­conto della donna sono stati gli ope­ra­tori del pro­getto “Medi­ter­ra­nean Hope” della Fede­ra­zione delle chiese evan­ge­li­che in Ita­lia. Un altro ragazzo del Gam­bia ha detto di aver perso due amici.
Ma que­sti (in Ita­lia) sono giorni di con­fu­sione, pro­clami e accuse reci­pro­che tra “umani”da una parte e “vermi” dall’altra, due cate­go­rie troppo distratte da se stesse per ren­dersi conto di ciò che con­ti­nua ad acca­dere nel mare e sulla ter­ra­ferma. Il cen­tro di acco­glienza di Lam­pe­dusa, per esem­pio, oggi ospita 530 migranti pur avendo una capienza di 250 posti. A Cata­nia, tre giorni fa, sono sbar­cati 344 migranti, men­tre l’altro ieri a Poz­zallo (Ragusa) ne sono sbar­cati 327, tra cui uno sca­fi­sta che ha por­tato con sé il figlio di dieci anni: «Non avevo soldi per farlo par­tire, così mi sono offerto di fare il pilota per dar­gli un futuro», ha con­fes­sato alla polizia.
A tutte que­ste per­sone che con­ti­nuano ad arri­vare nono­stante l’immagine shock del pic­colo Aylan, biso­gnerà dare una rispo­sta. Signi­fica che Mat­teo Renzi non può con­ti­nuare a cavar­sela limi­tan­dosi ad esal­tare la gene­ro­sità della Ger­ma­nia e dei cit­ta­dini tede­schi. «È urgente che siano costruiti gli hotspot», ha riba­dito ieri Angela Mer­kel in con­fe­renza stampa a Berlino.
Il mes­sag­gio è ine­qui­vo­ca­bil­mente rivolto ai due paesi di primo approdo dei migranti, Ita­lia e Gre­cia. Que­sta è la con­tro­par­tita che l’accogliente Ger­ma­nia pre­tende dai suoi part­ner euro­pei più espo­sti alle ondate migra­to­rie: una stretta sul con­trollo e sulle iden­ti­fi­ca­zioni dei migranti che arri­vano in Europa. Costruendo luo­ghi di inter­na­mento, i cosid­detti “hotspot”, dove non si potrà far altro che limi­tare la libertà delle per­sone prima di sta­bi­lire chi avrà diritto alla pro­te­zione e chi invece dovrà essere rispe­dito indie­tro. Ma prima di pro­ce­dere all’allestimento dei nuovi cen­tri di iden­ti­fi­ca­zione (a Lam­pe­dusa, Poz­zallo, Tra­pani, Taranto e Augu­sta) il governo ita­liano vuole che in Europa si arrivi a un accordo certo sulla distri­bu­zione dei richie­denti asilo nei vari paesi. Que­sto è uno dei nodi prin­ci­pali da affron­tare durante il ver­tice euro­peo della pros­sima settimana.
Altra que­stione cru­ciale, da cui dipen­derà la gestione degli “hotspot” che rischia una deriva con­cen­tra­zio­na­ria, è sta­bi­lire quali siano i paesi d’origine con­si­de­rati peri­co­losi in modo tale da assi­cu­rare pro­te­zione solo ad alcuni migranti. Una scelta che non può che risul­tare arbi­tra­ria e che fini­rebbe per discri­mi­nare quei pro­fu­ghi che rischiano di essere respinti senza che venga valu­tata la loro per­so­nale vicenda. Infatti, come sta­bi­li­sce la con­ven­zione di Gine­vra, qua­lun­que per­sona può essere vit­tima di vio­lenze e per­se­cu­zioni a pre­scin­dere dal paese di provenienza.

Fonte: il manifesto

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