La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

lunedì 19 ottobre 2015

L'ultimo Vendola balla con il Pd (se quello vuole)

di Alessandro Avvisato
Che Nichi Vendola avesse perso il “tocco magico”, quello supportato dall'esposizione mediatica e da un linguaggio evocativo (sfuggendo per principio ad ogni precisione), era noto da tempo. Ma sembravano esistere dei limiti. Che dall'ultima intervista data al manifesto appaiono scomparsi. Il testo lo potrete trovare qui sotto, quel che ci sembra più importante è però evidenziarne l'assoluta inconcludenza.
Intanto sul piano linguistico, che tanto preme al vate di Terlizzi. Le parole sembrano aver perso ogni connotazione concreta, a cominciare ovviamente da “sinistra”. Così come le prospettive politiche.
Il tutto può comunque esser riassunto in una frase da lui stesso pronunciata: “Una coalizione progressista la si può costruire con il Pd, senza il Pd e contro il Pd”.
La frase ha un senso solo se si concepisce una coalizione politica come ars combinatoria, in cui bisogna giustapporre pezzi senza neppure chiedersi di cosa siano fatti, ma unicamente della foggia e soprattutto delle dimensioni. Un gigantesco Lego, insomma, dove importanti sono solo gli incastri. Il problema – che nel Lego era stato però risolto – sta nel fatto che il materiale di cui è costituito ogni pezzo risulta decisivo: se non è plastica dura, ma gommapiuma o peggio ancora schiuma, il risultato non si tiene insieme. E ben dovrebbe saperlo chi ha provato nei decenni scorsi, pervicacemente, a costruire contenitori politici senza badare alla qualità dei pezzi.
Di fatto, il buon Nichi sembra convinto di essere ancora indispensabile (al Pd di Renzi) come lo era stato con quello di Bersani, garantendo quel tanto di percentuali e parlamentari necessari a varare una coalizione(apparentemente) “progressista”.
Non sembra aver insomma capito la novità politica del renzismo. Eppure la compravendita con Verdini permettere all'angolo – definitivamente – la sinistra interna al Pd dovrebbe averlo messo sull'avviso.
Peggio ancora: non sembra aver capito da dove origina, oggi, la “politica parlamentare”, ovvero dagli obblighi ferrei decretati dalla Troika, che inchiavardano le scelte di un governo – di qualsiasi natura – a un ventaglio assai ristretto. 
Diavolo, ha capito persino che la "riforma costituzionale" gestita dalla Boschi è quella che fa piacere a gente come Goldman Sachs... 
Resta l'ipotesi finale: Vendola ha capito benissimo e gli sta bene così, o nel migliore dei casi non sa far altro. Ruota di scorta del Pd dove Sel viene accettata, “liste alternative” dove Renzi lo scarica e persino qualche lista “di opposizione” là dove il ceto politico locale è espressione diretta di qualche mafia locale (non solo al Sud, evidentemente).
Questo manicomio, che naturalmente rende trasparente fino all'inesistenza una qualche “identità” e utilità diSel, vale per i prossimi mesi. Ovvero le elezioni comunali di primavera. Poi chi vivrà vedrà...
Tutto qui? E con questo speri davvero di raccattare i voti di chi Renzi non lo voterebbe neanche morto?

Fonte: Contropiano 

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