La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

domenica 9 agosto 2015

Sinistra: partire dai valori, farlo subito ma senza fretta


di Sergio Cofferati
Nel campo della rap­pre­sen­tanza poli­tica, in Ita­lia, lo spa­zio per la sini­stra è molto grande e, a mio avviso, desti­nato ad aumen­tare. La ragione è sem­plice, il Pd ha defi­ni­ti­va­mente rinun­ciato ai valori che carat­te­riz­zano una forza poli­tica di sini­stra. Al di là delle disin­volte affer­ma­zioni di alcuni suoi espo­nenti non ci si può defi­nire di sini­stra e rinun­ciare ad una idea di valore sociale del lavoro nella quale con­vi­vano la cono­scenza e la qua­lità della pre­sta­zione con la dignità di chi lavora, dignità garan­tita dalla cer­tezza nell’utilizzo di diritti fondamentali.
Il jobs act non ha nulla a che spar­tire con tutto ciò, appare esat­ta­mente la tes­sera di un mosaico disor­di­nato di poli­ti­che libe­ri­ste ripro­po­ste ideo­lo­gi­ca­mente addi­rit­tura in oppo­si­zione al valore sociale che dovrebbe avere il lavoro che si vuole pro­muo­vere. Ana­lo­ga­mente i prov­ve­di­menti sulla “Buona scuola” (mai titolo fu incon­sa­pe­vol­mente iro­nico) can­cel­lano anni di fati­cosa col­le­gia­lità nella scuola e intro­du­cono un modello auto­ri­ta­rio esat­ta­mente con­tra­rio ai prin­cipi da sem­pre pro­fes­sati dalla sini­stra.
Che dire poi del ten­ta­tivo di rea­liz­zare un sistema della rap­pre­sen­tanza isti­tu­zio­nale nel quale i desi­gnati sono di gran lunga più nume­rosi degli eletti e dun­que i par­titi più impor­tanti dei cit­ta­dini elet­tori? Ma l’elenco è lungo e non riguarda poli­ti­che ordi­na­rie ma grandi capi­toli iden­ti­tari. A quelli che ho elen­cato si pos­sono tran­quil­la­mente aggiun­gere la cit­ta­di­nanza, l’ambiente, una poli­tica dell’immigrazione pas­siva e subal­terna e una idea dell’Europa che dista anni luce da quella ini­ziale di Altiero Spi­nelli o da quella più recente di Jac­ques Delors.
Molti cit­ta­dini vivono già con sof­fe­renza que­sta tra­sfor­ma­zione e tra­du­cono il loro disa­gio e la loro rab­bia in non par­te­ci­pa­zione al voto (basta vedere i com­por­ta­menti elet­to­rali dei cit­ta­dini in aree tra­di­zio­nal­mente orien­tate a sini­stra) oppure vanno ad ingros­sare i risul­tati elet­to­rali di movi­menti di pro­te­sta non privi di com­por­ta­menti, anche con­fu­sa­mente, pro­gres­si­sti. Occorre met­tere in conto poi che la tra­sfor­ma­zione in forza mode­rata e libe­ri­sta del Pd appare irre­ver­si­bile, con buona pace di chi pensa di poterla con­tra­stare dall’interno votando le leggi peg­giori salvo cri­ti­carle. Tutto ciò aumen­terà la disaf­fe­zione e la ricerca di molti di un rife­ri­mento valo­riale e iden­ti­ta­rio di sini­stra di governo che oggi non è espli­ci­ta­mente in campo.
Nella società ita­liana ope­rano sto­ri­ca­mente corpi inter­medi radi­cati e dif­fusi che con la loro azione difen­dono e raf­for­zano valori impor­tanti per la sini­stra e non solo: i sin­da­cati, le asso­cia­zioni di volon­ta­riato, quelle ambien­ta­li­ste e paci­fi­ste, quelle di genere e dei diritti ses­suali. È molto impor­tante il loro coor­di­na­mento e la siner­gia del loro lavoro comune. È meri­to­rio che que­sto com­pito di tes­si­tura sia stato assunto dalla Fiom di Mau­ri­zio Lan­dini; è una fun­zione dif­fi­cile e fati­cosa ma uti­lis­sima che spero venga in futuro assolta dall’intero movi­mento sin­da­cale con­fe­de­rale. A que­sta ogget­tiva sini­stra sociale va però affian­cata una sini­stra poli­tica. Anche que­sto è com­pito deli­cato e dif­fi­cile da rea­liz­zare per­ché con­di­zio­nato dal vuoto attuale, dagli errori del pas­sato e dal per­ma­nere di una fran­tu­ma­zione in sog­getti sem­pre più pic­coli e ten­den­zial­mente con­flit­tuali. Il pro­blema oggi non è quello di riu­ni­fi­care l’esistente ma di costruire il nuovo. Sono con­vinto che occorra, per que­sto, ini­ziare con pazienza un lungo cam­mino, affron­tando il tema più con­tro­verso e con­teso: quello dei valori. Infatti non basta dirsi di sini­stra, biso­gna dimo­strarlo. Biso­gna avere dei valori di rife­ri­mento, farne discen­dere poli­ti­che coe­renti ed avere com­por­ta­menti indi­vi­duali e col­let­tivi con­se­guenti. Il tema dei nuovi valori e della nuova iden­tità riguarda tutti i paesi euro­pei e non solo, la crisi delle social­de­mo­cra­zie nell’era della glo­ba­liz­za­zione si è dif­fusa esal­tando e facendo esplo­dere con­trad­di­zioni anti­che. Le rispo­ste sono e saranno diverse, come lo sono oggi in Gre­cia, in Spa­gna o da noi. L’importante è non per­dere tempo ma anche non far pre­ci­pi­tare in solu­zioni affret­tate la ricerca. Non è una ipo­tesi con­trad­dit­to­ria. Ini­ziare subito per dare fidu­cia ed offrire occa­sioni di par­te­ci­pa­zione a molti ma senza sof­fo­care nel con­tin­gente (magari elet­to­rale) un fati­coso lavoro di costru­zione. Devono par­te­ci­pare tutti coloro che lo desi­de­rano, asso­cia­zioni e sin­goli, senza pre­clu­sioni o esclu­sioni. I gruppi diri­genti di quel che già esi­ste, nuovo o meno che sia, devono dare prova di grande gene­ro­sità nel met­tersi a dispo­si­zione per costruire una nuova classe diri­gente, in un pro­cesso capace di uti­liz­zare espe­rienze, ener­gie e pas­sione. Cam­min facendo si potranno appor­tare cor­re­zioni ed inte­gra­zioni. L’importante sarà non cam­biare strada.

Fonte: il manifesto

1 commento:

  1. Si si d'accordo ma tutti, tutti dico si mantengono sulle generali sul generico . Perché non si comincia a scendere sul concreto? Allora tanto per cominciare iniziamo a parlare di intervento sulla salute e sulla sanità del nostro paese. Da dove iniziare in modo diverso? Semplice , ce lo abbiamo sotto gli occhi e non vogliamo vedere....Gino Strada ci sta indicando da tempo la ..."strada".
    Oppure la battaglia sulla laicità : referendum 8 per mille, abolizione del concordato, finanziamento alle scuole private, difesa della 194 , riforma della scuola in senso laico e culturalmente progressista. Lotta e contrasto alla povertà, sottraendola alla carità pelosa ed interessata della chiesa, organizzando i mercati equi, solidali, i gruppi di acquisto, l'autoriduzione delle tariffe e delle bollette, . Vogliamo andare avanti? Questo peraltro è l'unico modo per coprire il gap tra sociale e politico, tra intellettuali e popolo, tra ceto politico e movimenti. Occorre uscire al più presto uscire da questa fase in cui tutti avvertono la necessità di altro ma non entrano nel vivo delle proposte. Non penseremo mica di aspettare la Bindi o qualche altro ulivista come Prodi? Questi non si metteranno mai veramente CONTRO.

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