di Gilda Maussier
La politica italiana sull’immigrazione ha mostrato ieri il volto peggiore con Grillo e Salvini, proprio mentre almeno 1500 giovani arrivati a Roma da tutto il mondo per il primo convegno mondiale del Meg (Movimento Eucaristico Giovanile dei Gesuiti) si preparavano, sugli spalti del PalaCavicchi, ad ascoltare le testimonianze di ragazzi somali e afghani rifugiati in Italia.
Se una generazione di giovani cattolici è indotta finalmente a riflettere sul fenomeno del secolo grazie alle parole di Bergoglio — «Respingere i migranti è un atto di guerra, significa uccidere», aveva detto il Papa venerdì, e ieri è tornato sull’argomento “conflitto” aggiungendo che «c’è un solo modo per vincere una guerra: non farla» — al contrario il leader del M5S e il segretario della Lega hanno colto l’occasione per praticare quell’opera di mistificazione che anche l’Unhcr rimprovera all’Italia.
«È vergognoso — ha detto recentemente Laurens Jolles, delegato per il Sud Europa, riferendosi alla politica nostrana — che si diriga consapevolmente la frustrazione dei cittadini, alimentando comportamenti violenti contro rifugiati e richiedenti asilo che nulla hanno a che vedere con situazioni di disagio sociale».
Su Twitter infatti Matteo Salvini cinguetta: «Altri 800 clandestini sbarcati in Italia. Li staranno portando a Bruxelles o in Vaticano?».
Mentre sul blog di Beppe Grillo compare un lungo intervento del consigliere comunale torinese Vittorio Bertola che snocciola quattro «proposte», se così si possono chiamare, «sull’immigrazione»: «Giro di vite sui permessi di soggiorno per protezione umanitaria, che solo l’Italia concede in massa»; «Istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone cui viene respinta la domanda di asilo» (perché, si indigna Bertola, «non è ammissibile che anche a quel 40–50% di domande che viene respinto corrisponda di fatto una ammissione in Italia, come clandestini»); una «procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell’asilo»; e «sorveglianza più stretta dei profughi nel sistema di accoglienza».
Gli risponde, sempre via web, Matteo Orfini: «Manca solo che Grillo si iscriva alla Lega. Perché alla fine gli sciacalli si ritrovano sempre: a destra», twitta il presidente del Pd. Mentre il coordinatore nazionale di Sel, Nicola Fratoianni, sintetizza così le proposte grillesche: «Meno permessi, più rimpatri, meno diritti e meno libertà. Nulla di nuovo insomma. Grillo riscopre ricette degne del suo amico e alleato europeo Farage. Peccato che oltre ad essere sbagliate non funzionano». Esulta invece e batte le mani la nera berlusconianana Daniela Santanchè: «Benvenuti ai grillini. Finalmente si sono resi conto che c’è una emergenza immigrati e che gli sbarchi vanno bloccati subito», scrive lanciando l’hashtag #Cambiamoladirezione.
Al contrario, la presidente della Camera Laura Boldrini affida a Fb una riflessione, in occasione del 59esimo anniversario della tragedia di Marcinelle, la miniera belga nella quale l’8 agosto 1956 morirono 262 lavoratori provenienti da 12 Paesi diversi, di cui 136 italiani: «È una pagina tra le più dolorose e commoventi della nostra emigrazione, fatta di milioni di partenze», scrive. Un dolore che, afferma il presidente Sergio Mattarella, è rimasto «vivido e presente in tutti noi». Il capo dello Stato esprime in una nota «a nome mio e dell’Italia, la più sincera solidarietà ai familiari delle vittime e a coloro che mantengono vivo il ricordo dei minatori del Bois du Cazier».
Ed è Boldrini che attualizza la memoria: «Proprio perché tante famiglie italiane sanno cosa voglia dire andare via alla ricerca di un lavoro e di una vita dignitosa, seminare disprezzo e fare demagogia contro i migranti che arrivano significa anche tradire la nostra storia».
Se una generazione di giovani cattolici è indotta finalmente a riflettere sul fenomeno del secolo grazie alle parole di Bergoglio — «Respingere i migranti è un atto di guerra, significa uccidere», aveva detto il Papa venerdì, e ieri è tornato sull’argomento “conflitto” aggiungendo che «c’è un solo modo per vincere una guerra: non farla» — al contrario il leader del M5S e il segretario della Lega hanno colto l’occasione per praticare quell’opera di mistificazione che anche l’Unhcr rimprovera all’Italia.
«È vergognoso — ha detto recentemente Laurens Jolles, delegato per il Sud Europa, riferendosi alla politica nostrana — che si diriga consapevolmente la frustrazione dei cittadini, alimentando comportamenti violenti contro rifugiati e richiedenti asilo che nulla hanno a che vedere con situazioni di disagio sociale».
Su Twitter infatti Matteo Salvini cinguetta: «Altri 800 clandestini sbarcati in Italia. Li staranno portando a Bruxelles o in Vaticano?».
Mentre sul blog di Beppe Grillo compare un lungo intervento del consigliere comunale torinese Vittorio Bertola che snocciola quattro «proposte», se così si possono chiamare, «sull’immigrazione»: «Giro di vite sui permessi di soggiorno per protezione umanitaria, che solo l’Italia concede in massa»; «Istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone cui viene respinta la domanda di asilo» (perché, si indigna Bertola, «non è ammissibile che anche a quel 40–50% di domande che viene respinto corrisponda di fatto una ammissione in Italia, come clandestini»); una «procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell’asilo»; e «sorveglianza più stretta dei profughi nel sistema di accoglienza».
Gli risponde, sempre via web, Matteo Orfini: «Manca solo che Grillo si iscriva alla Lega. Perché alla fine gli sciacalli si ritrovano sempre: a destra», twitta il presidente del Pd. Mentre il coordinatore nazionale di Sel, Nicola Fratoianni, sintetizza così le proposte grillesche: «Meno permessi, più rimpatri, meno diritti e meno libertà. Nulla di nuovo insomma. Grillo riscopre ricette degne del suo amico e alleato europeo Farage. Peccato che oltre ad essere sbagliate non funzionano». Esulta invece e batte le mani la nera berlusconianana Daniela Santanchè: «Benvenuti ai grillini. Finalmente si sono resi conto che c’è una emergenza immigrati e che gli sbarchi vanno bloccati subito», scrive lanciando l’hashtag #Cambiamoladirezione.
Al contrario, la presidente della Camera Laura Boldrini affida a Fb una riflessione, in occasione del 59esimo anniversario della tragedia di Marcinelle, la miniera belga nella quale l’8 agosto 1956 morirono 262 lavoratori provenienti da 12 Paesi diversi, di cui 136 italiani: «È una pagina tra le più dolorose e commoventi della nostra emigrazione, fatta di milioni di partenze», scrive. Un dolore che, afferma il presidente Sergio Mattarella, è rimasto «vivido e presente in tutti noi». Il capo dello Stato esprime in una nota «a nome mio e dell’Italia, la più sincera solidarietà ai familiari delle vittime e a coloro che mantengono vivo il ricordo dei minatori del Bois du Cazier».
Ed è Boldrini che attualizza la memoria: «Proprio perché tante famiglie italiane sanno cosa voglia dire andare via alla ricerca di un lavoro e di una vita dignitosa, seminare disprezzo e fare demagogia contro i migranti che arrivano significa anche tradire la nostra storia».
Fonte: il manifesto
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