La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

domenica 9 agosto 2015

Renzi celebra il Sud? Ma gli pianta i buchi nel mare

Intervista a Giuseppe Civati di Daniela Preziosi
Sono due i refe­ren­dum ’no-triv’ su cui in que­sta tor­rida estate si rac­col­gono le firme, soprat­tutto nelle regioni del Sud. Li ha pre­sen­tati alla cas­sa­zione lo scorso 16 luglio Pippo Civati e la sua asso­cia­zione Pos­si­bile, «ma li abbiamo ela­bo­rati insieme a Enzo Di Sal­va­tore, uno dei tec­nici vicini ai movi­menti No Triv», spiega il depu­tato ex dem. I que­siti chie­dono l’abrogazione di alcuni commi dell’art.35 del Decreto Svi­luppo e dell’art. 38 dello Sblocca Ita­lia, e cioè dei testi che auto­riz­zano rispet­ti­va­mente le tri­vel­la­zioni in mare e defi­ni­scono il carat­tere «stra­te­gico» delle stesse tri­vel­la­zioni. Il suc­cesso dell’iniziativa è la scom­messa di Civati, anche sull’onda delle mobi­li­ta­zioni No Triv sparse per l’Italia.
Civati, Renzi sostiene che il governo non abbia dato il via libera alle tri­velle. E che chi lo dice fa «inter­pre­ta­zioni romanzesche».
"Intanto Renzi si vada a rileg­gere i decreti Svi­luppo e lo Sblocca Ita­lia. La con­tro­prova che il governo ha detto sì alle tri­velle è che al sud si sta mobi­li­tando anche lo stesso Pd. Il gover­na­tore della Puglia Emi­liano è con­tra­rio e ci ha fatto sopra mezza cam­pa­gna delle regio­nali. Così quello della Cala­bria Mario Oli­ve­rio. Infatti hanno annun­ciato che fir­me­ranno il nostro refe­ren­dum. A loro volta le regioni lavo­rano a un que­sito iden­tico al nostro."
Nel decreto c’è scritto che le tri­vel­la­zioni sono auto­riz­zate al fine della ricerca.
"E allora come mai si sono sca­te­nate mille mobi­li­ta­zioni? Dai 5 stelle alla cam­pa­gna ’Triv-advisor’ di Green­peace, una spe­cie di guida delle loca­lità di mare con annesse tri­velle. O siamo tutti scemi e abbiamo capito male, oppure qual­cuno nel governo mente. Non si può cele­brare lo svi­luppo del Sud e poi pian­tar­gli le tri­velle al largo. Poi se il governo ha cam­biato opi­nione siamo con­tenti. Anche per­ché ormai è chiaro che il petro­lio che even­tual­mente se ne rica­ve­rebbe è tal­mente poco che non ha senso bucare le coste."
Per Renzi non c’è con­trad­di­zione con il turi­smo e l’ambiente. Come sul gasdotto Tap: ha spie­gato che a Ibiza hanno fatto il gasdotto e que­sto non ha sco­rag­giato i turisti.
"Ma c’è anche un altro tema, quello di chi decide. E anche su que­sto il gruppo del Pd alla camera si è diviso: il depu­tato Enzo Folino ha scritto una let­tera chie­dendo per­ché il governo ha avo­cato a sé la deci­sione sulle tri­vel­la­zioni (per que­sta ragione il depu­tato si è auto­so­speso dal Pd, ndr). E chi chiede una con­ces­sione lo dovrà fare diret­ta­mente al governo nazio­nale, tagliando fuori le regioni e gli abi­tanti. Come nell’Italicum, come nel nuovo senato, come alla Rai: Renzi vuole deci­dere da solo. Que­sto è anche il tema della Basi­li­cata, che una regione abbon­dan­te­mente tri­vel­lata e anche molto dili­gente, ma che adesso si vede anche tagliata fuori dalle decisioni."
Molte regioni sono con­tra­rie alle trivelle.
"Oltre a Puglia, Cala­bria e oltre alla rivolta dell’Abruzzo, la nostra euro­par­la­men­tare Bri­gnone nei pros­simi giorni incon­trerà il pre­si­dente della Regione Mar­che, per discu­tere di que­sto. E anche le regioni del Nord non ci stanno. Zaia in testa: il Veneto è tra­di­zio­nal­mente con­tra­ris­simo. E si capi­sce: tri­vel­lare in laguna non è una grande idea."

Fonte: il manifesto

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