
Intervista a Giuseppe Civati di Daniela Preziosi
Sono due i referendum ’no-triv’ su cui in questa torrida estate si raccolgono le firme, soprattutto nelle regioni del Sud. Li ha presentati alla cassazione lo scorso 16 luglio Pippo Civati e la sua associazione Possibile, «ma li abbiamo elaborati insieme a Enzo Di Salvatore, uno dei tecnici vicini ai movimenti No Triv», spiega il deputato ex dem. I quesiti chiedono l’abrogazione di alcuni commi dell’art.35 del Decreto Sviluppo e dell’art. 38 dello Sblocca Italia, e cioè dei testi che autorizzano rispettivamente le trivellazioni in mare e definiscono il carattere «strategico» delle stesse trivellazioni. Il successo dell’iniziativa è la scommessa di Civati, anche sull’onda delle mobilitazioni No Triv sparse per l’Italia.
Civati, Renzi sostiene che il governo non abbia dato il via libera alle trivelle. E che chi lo dice fa «interpretazioni romanzesche».
"Intanto Renzi si vada a rileggere i decreti Sviluppo e lo Sblocca Italia. La controprova che il governo ha detto sì alle trivelle è che al sud si sta mobilitando anche lo stesso Pd. Il governatore della Puglia Emiliano è contrario e ci ha fatto sopra mezza campagna delle regionali. Così quello della Calabria Mario Oliverio. Infatti hanno annunciato che firmeranno il nostro referendum. A loro volta le regioni lavorano a un quesito identico al nostro."
Nel decreto c’è scritto che le trivellazioni sono autorizzate al fine della ricerca.
"E allora come mai si sono scatenate mille mobilitazioni? Dai 5 stelle alla campagna ’Triv-advisor’ di Greenpeace, una specie di guida delle località di mare con annesse trivelle. O siamo tutti scemi e abbiamo capito male, oppure qualcuno nel governo mente. Non si può celebrare lo sviluppo del Sud e poi piantargli le trivelle al largo. Poi se il governo ha cambiato opinione siamo contenti. Anche perché ormai è chiaro che il petrolio che eventualmente se ne ricaverebbe è talmente poco che non ha senso bucare le coste."
Per Renzi non c’è contraddizione con il turismo e l’ambiente. Come sul gasdotto Tap: ha spiegato che a Ibiza hanno fatto il gasdotto e questo non ha scoraggiato i turisti.
"Ma c’è anche un altro tema, quello di chi decide. E anche su questo il gruppo del Pd alla camera si è diviso: il deputato Enzo Folino ha scritto una lettera chiedendo perché il governo ha avocato a sé la decisione sulle trivellazioni (per questa ragione il deputato si è autosospeso dal Pd, ndr). E chi chiede una concessione lo dovrà fare direttamente al governo nazionale, tagliando fuori le regioni e gli abitanti. Come nell’Italicum, come nel nuovo senato, come alla Rai: Renzi vuole decidere da solo. Questo è anche il tema della Basilicata, che una regione abbondantemente trivellata e anche molto diligente, ma che adesso si vede anche tagliata fuori dalle decisioni."
Molte regioni sono contrarie alle trivelle.
"Oltre a Puglia, Calabria e oltre alla rivolta dell’Abruzzo, la nostra europarlamentare Brignone nei prossimi giorni incontrerà il presidente della Regione Marche, per discutere di questo. E anche le regioni del Nord non ci stanno. Zaia in testa: il Veneto è tradizionalmente contrarissimo. E si capisce: trivellare in laguna non è una grande idea."
Fonte: il manifesto
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