
Si parte il 7 settembre in Trentino Alto Adige, il 10 in Umbria, il 15 nel Lazio e il 16 in Puglia e Veneto: nella scuola italiana saranno quasi 8.000.000, e oltre 700.000 nel solo Lazio, i bambini e i ragazzi che torneranno sui banchi. Da oggi, però,a varcare la soglia degli istituti scolastici saranno gli insegnanti. E il clima non è certo “collaborativo”. Secondo la Gilda, partira' "in tutti gli istituti" la "resistenza attiva" contro la riforma della scuola (legge 107) "in difesa della liberta' di insegnamento e per tutelare la scuola pubblica statale dai poteri del 'preside -autocrate'".
La Federazione Gilda-Unams invita tutti i docenti "ad astenersi da alcune attivita' aggiuntive e dalle funzioni non obbligatorie a livello contrattuale". Nel dettaglio, il sindacato propone di non accettare la nomina a coordinatore di classe, dipartimento, coordinamento per materia; di rifiutare le funzioni di responsabile di laboratorio e l'incarico di responsabile di plesso; non accettare la nomina a staff della dirigenza e quella di collaboratori del dirigente scolastico, in particolare nelle scuole in cui manca il capo d'istituto e sono quindi in reggenza.
"Si tratta di suggerimenti – sottolinea il sindacato - ai quali possono ovviamente aggiungersi altre forme di 'resistenza attiva' proposte dai docenti". Per organizzare la protesta, la Gilda-Unams indica agli insegnanti le istruzioni operative: "Nel primo collegio docenti, nel caso sia presente all'ordine del giorno l'elezione dei due membri del nuovo comitato di valutazione, bisogna presentare una mozione di rinvio, cosi' da poter scegliere le colleghe e i colleghi piu' idonei. Inoltre, e' opportuno che, prima dei collegi dei docenti per l'elezione dei membri del comitato di valutazione e per la delibera del Pof triennale, in ogni scuola si svolgano riunioni delle Rsu e dei docenti per progettare la resistenza alla legge 107".
Per quanto riguarda l'assegnazione del "bonus qualita'", il sindacato sottolinea che "i docenti premiati con il fondo per il merito non possono essere riconosciuti per le stesse attivita' a livello di distribuzione del fondo dell'istituzione scolastica perche' non e' possibile pagare una persona due volte per la stessa funzione". "La mobilitazione nelle scuole - spiega infine la Gilda-Unams – si affianca alle iniziative gia' in cantiere, tra cui la costituzione di un Comitato per l'indizione di un referendum abrogativo delle norme della legge 107/2015 e, insieme con le altre organizzazioni sindacali, i ricorsi presso il Tar e il giudice ordinario, primo fra tutti quello riguardante l'esclusione di alcune categorie di docenti dal piano di assunzioni".
Sul piano delle mobilitazioni concrete c’è da segnalare che una rappresentanza di docenti della scuola pubblica in Calabria ha dato vita ad un sit-in di protesta davanti la sede del Consiglio Regionale. Riuniti in un comitato spontaneo, provenienti da ogni zona della Calabria, gli insegnanti chiedono che anche il Consiglio della Calabria, così come avvenuto in altre regioni, approvi una mozione di incostituzionalità del Decreto "Buona Scuola" recentemente varato dal Governo.
Fonte: controlacrisi.org
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.